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Falso principe azzurro del web liquidato senza troppi complimenti da imprenditrice di Cagliari

RICERCATO PER AUGURI
In questo periodo di feste e festeggiamenti, il Movimento Lotta al Cybercrime Italia fa i suoi auguri a tutte le persone che, allertate dai nostri allarmi, vigilano ed arginano, col loro comportamento, il dilagare delle truffe relazionali ed emozionali. Ai ricercati TRUFFACUORI  fa invece una bella pernacchia e afferma: " forse attualmente non siete facilmente punibili, ma non illudetevi, rendere il vostro sporco lavoro assai complicato si può! "
I cybertruffacuori non vincono sempre, anzi smascherarli si può e denunciarli si DEVE! E' importante se vogliamo partecipare ad una seria lotta alla truffa affettiva e relazionale che imperversa sul web.
Qui di seguito pubblichiamo la storia di Franca Maria Delogu che ci ha raccontato la sua storia nel novembre 2015. Abbiamo modificato il nominativo come richiestoci dall' imprenditrice, che per ragioni di privacy preferisce restare anonima.
"Circa due anni fa nel mese di luglio mi chiese l' amicizia un uomo molto affascinante dal nome JORDIE VERDANT, un ingegnere francese che, per motivi di lavoro, si era dovuto trasferire nel BENIN, stato dell'Africa Occidentale che si affaccia sul Golfo di Guinea e si trova tra il TOGO, la NIGERIA e il BURKINA FASO.
Iniziammo una relazione epistolare e lui mi disse che doveva sbrigare delle pratiche per avere l' eredità dei suoi genitori, che in Benin avevano costruito la loro fortuna. Mi confidò di sé una storia strappa lacrime, con sua moglie incinta morta in un incidente stradale! Incominciammo a chattare tutti i giorni e a sentirci telefonicamente. Era solito farmi uno squillo e poi io lo richiamavo. La nostra frequentazione virtuale è andata avanti per circa un anno.
Mi chiedeva soldi per le cose più disparate. Mi aveva addirittura detto di avere un tumore al cervello, di essere stato operato di appendicite e non avere i soldi per le medicine!!! Vedendo che io non inviavo denaro mi ha detto che voleva incontrarmi, e mi chiedeva i soldi del biglietto. Io, dal canto mio, gli chiesi di inviarmi fotocopia del suo documento di identità. Gli dissi che gli avrei fatto il biglietto e lo avrei pagato ma MAI gli avrei inviato denaro. A dire il vero non avrei MAI pagato il biglietto ad un uomo per conoscerlo. La mia fu una mossa per metterlo alla prova. E i miei sospetti erano fondati , cercava solo donne per rubar loro i soldi !!!
Una sera il suo chiedere in continuazione mi ha stancato e gli ho detto che non volevo più sentirlo! Gli dissi che aveva braccia e gambe per lavorare, mentre io ero sola con due figli e dovevo pensare a loro, e, che io di un gigoló non me ne facevo nulla. Da allora non l' ho più sentito, ma da me non ha preso un soldo!
Franca Maria Delogu , Cagliari 12 novembre 2015 "
Si ricorda che è importante ricevere storie vere che riguardano l'argomento delle truffe affettive, relazionali oppure sexy, amorose , erotiche, sentimentali, insomma tutte quelle storie che fanno leva sulle emozioni per raggirare le persone ignare di questo tipo di truffe, condotte dalle stesse bande di cybercriminali a cui diamo la caccia . Stiamo raccogliendole in un dossier " azzurro (che è il colore dei principi)" per dimostrare che il fenomeno è assai diffuso e che è possibile contrastarlo ed arginarlo sul nascere, rendendo note storie come queste .

Torino 4 gennaio 2016
Jolanda Bonino e Simona Manis Algisi - Commissione Stesura Casi Truffe Relazionali - Movimento Lotta al Cybercrime Italia

Pubblicato il 12/1/2016 alle 19.53 nella rubrica Cultura e dintorni.

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