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INTESE LARGHE MA NON TROPPO - di Sonny Delvecchio


Gioite italici cittadini! Finalmente le parti avverse si sono trovate e ha formato quel governo dal paese tanto agognato. Son bastati 9 sciagurati del Pd, la cui esistenza ormai è un dubbio amletico, 5 lungimiranti furbastri del Pdl, un civico di montiana fede e la cara Bonino e il pastrocchio è stato servito sulla tavola degli italiani, senza nemmeno augurare buon appetito ai malcapitati che dovranno ingerire pietanze non proprio prelibate e innocue. 
Letta però, scaltro quasi quanto la zia (scusate, volevo dire lo zio) Gianni, ha pensato bene di mettere nella squadra dei suoi ministri anche due elementi di rottura con la politica in senso lato: Josefa Idem, la campionessa olimpica di canottaggio, allo Sport e alle Politiche Giovanili, e la democratica Cecil Kyenge, di origine congolese che si presenta come il primo ministro per l'immigrazione, il primo ministro di colore in Italia. Si tratta di Storia, come quando nel 1882 Andrea Costa fu il primo socialista a metter piede in Parlamento Italiano.
Due note liete in un concerto di steccate e di stonature da mettere i brividi. Questo effetto di puro godimento, per chi ha il senso dell'orrido, poteva esser dato soltanto da Angelino Alfano all'Interno, da Maurizio Lupi alle Infrastrutture e ai trasporti, che almeno potrà organizzare con largo anticipo i carri bestiame diretti al meeting di CL che si tiene a Rimini tutte le estati; nonché da Gaetano Quaglieriello alle Riforme Istituzionali, proprio lo stesso Quagliariello, rinomato "liberalista" molto british, oltretutto docente alla Luiss di Roma, che urlava in pieno Parlamento: "assassini assassini", rivolgendosi ai colleghi della Sinistra in occasione della morte di Eluana Englaro. Più che liberale, sarebbe da legare...
Nonostante i conati che già solo questi nomi provocano, questa lista sembra aver suscitato entusiasmo e compiacimento, con Napolitano in testa a tutti, per buona pace degli elettori di sinistra traditi e di quelli di destra gongolanti, sapendo che presto il loro Unto, grazie a questa mossa da vero opportunista dall'ineccepibile senso di responsabilità, tornerà a spadroneggiare a Palazzo Chigi.
Per dovere di cronaca si deve segnalare la sparatoria avvenuta alle 11.40 davanti a Palazzo Chigi. Ad opera di uno squilibrato? No. Luigi Preti, 49 anni, non ha turbe psichiche: ha "soltanto" quel piccolo problema chiamato disoccupazione cronica, aggravata da una separazione. Letta ha prontamente convocato un consiglio dei ministri, scritto volutamente minuscolo per sottolineare la bassezza dei natali di questo governo, figlio di un risultato elettorale indecifrabile e ambiguo e dal volere del Supremo Capo dello Stato.
L'unico modo per questo governo di acquistare credibilità sarebbe quello di dimostrarsi operoso e soprattutto utile al Paese. Considerati i governi degli ultimi dodici anni, sarebbe davvero un'impresa fare danni maggiori. 
Ma mai dire mai...

Pubblicato il 28/4/2013 alle 12.37 nella rubrica Pensieri Disagiati.

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