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NELLA REGIONE DI CL


È possibile che il decimo di un partito controlli un'intera regione? Nel resto del mondo la risposta sarebbe NO, ma in Italia, il paese affetto da mille anomalie, questo è possibile!

La regione in questione è la Lombardia. E quel decimo di persone è Comunione e Liberazione, il movimento cattolico fondato da Don Giussani.

Le radici di questa setta si sono silenziosamente insinuate nello stato italiano, monopolizzando l'amministrazione lombarda, occupando tutti i centri di potere (sanità, trasporti, infrastrutture, ambiente...) con uomini e donne appartenenti ad essa, nella quasi totale indifferenza dei cittadini, ignari di ciò che accadeva (e accade) nel palazzo della Regione.

Alla Statale di Milano il 26 ottobre, si è tenuta una conferenza su questa misteriosa anomalia,

Il potere di Comunione e Liberazione in Lombardia”, evento organizzato da Sinistra Universitaria, ha visto come ospiti Enrico De Alessandri, autore del libro “Comunione e Liberazione: assalto al potere in Lombardia”, dirigente regionale della sanità lombarda, sospeso dal suo incarico proprio per la pubblicazione di questo libro; Giuseppe Civati, consigliere regionale del Pd; Carlo Monguzzi, ex consigliere regionali dei Verdi e del Pd e Davide Carlucci, giornalista di Repubblica.

A tenere banco è stato principalmente De Alessandri, che ha espresso un concetto chiaro: CL in Lombardia è come Cosa Nostra a Palermo.

È stato lo stesso De Alessandri a portare il suo caso all'attenzione di Civati e Monguzzi, che hanno poi presentato un'interrogazione in Regione in merito alla faccenda, ricevendo per tutta risposta che il De Alessandri era stato sospeso perché il suo libro danneggia il suo datore di lavoro.

La risposta telegrafica della Regione suscita una domanda quasi scontata: ma chi è il datore di lavoro di De Alessandri: la Regione o CL? Il classico dubbio amletico? No, visto che basta dare un'occhiata all'elenco dei 46 direttori della sanità, che controllano le nomine dei primari, per farsi un'idea: 2 in quota Udc,15 Lega e 25 Pdl. Di questi ultimi, 11 appartengono agli ex An e FI, mentre gli altri 14 sono riconducibili a CL.

La risposta reale all'interrogazione sarebbe dovuta essere la seguente: la Regione è CL e viceversa.

Negli ospedali è scioccante vedere come questa setta abbia instaurato una sorta di dittatura, dando la precedenza ai ciellini a discapito dei laici, imbottendo gli ospedali di obiettori di coscienza, e chiudendo consultori nei quali non ce n'erano, osteggiando così la legge 194 sull'aborto.

Per non parlare delle questioni legate alle infrastrutture, con società quali Finlombarda e Infrastrutture lombarde, manovrate da Nicola Maria Sanese, casualmente ciellino; società che orbitano anch'esse attorno a CL. Idem per quanto riguarda le bonifiche del territorio. La questione “Quartiere Santa Giulia” è emblematica: assessori regionali ciellini (Abelli e Ponzoni) pronti a favorire imprenditori vicini a CL (come Giuseppe Grossi, imprenditore e proprietario della Risanamento s.p.a, che si è occupato delle bonifiche per predisporre la costruzione del nuovo quartiere Santa Giulia), poi arrestati o inquisiti per aver creato dei fondi neri e accusati di associazione per delinquere, frode fiscale, appropriazione indebita, truffa, riciclaggio e corruzione. Una serie di capi d'imputazione che farebbero invidia perfino al “nostro” premier...

Nell'ambito universitario, invece, CL manda in avanscoperta i “giovani missionari”, alla ricerca di nuovi adepti, pescando tra le matricole, spiazzate e spaesate nel caotico mondo della Statale, offrendo loro amicizia, gruppi di studio, aiuto per gli esami, facendoli scivolare lentamente nella sfera ciellina.

Alla luce di questi fatti, la domanda è questa: come si può sgominare un'organizzazione di questa portata, fondata su una rigida disciplina e su una compattezza senza eguali? Chi avesse la risposta è pregato di intervenire, e in fretta. 

Amen...


SonnyDe

Pubblicato il 27/10/2010 alle 2.45 nella rubrica Domandare è Lecito.

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