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13 luglio 2012

Il ritorno di Aleandro Baldi

 

Aleandro Baldi, all’anagrafe Aleandro Civai, nato nel 1959 a Greve di Chianti, non vedente dalla nascita,  è uno dei più bravi polistrumentisti e cantautori italiani che  oltre aver  vinto diverse manifestazioni musicali (Sanremo, Cantagiro, Disco per l’Estate)  ha riscosso  successo anche in campo inernazionale con il singolo “Non Amarmi” ripreso nel 1996 da Jennifer Lopez e divenuto popolare anche in America Latina. 

I testi delle sue canzoni sono schietti come il cantautore toscano e si inseriscono in un contesto melodico orecchiabile che  suona immediatamente famigliare all’ascoltatore. Il brano Passerà ne è una testimlonianza.              

Le canzoni sono zingare e rubano poesie,

                                                               sono inganni come pillole di felicità.

                                                              Le canzoni non guariscono amori e malattie 

                                                              ma quel piccolo dolore che l’esistere ci dà… 

Passerà … passerà…. 

                                                               Le canzoni non si scrivono ma nascono da sé, 

                                                                son le cose che succedono intorno a noi.

                                              Le canzoni basta coglierle,  ce n’è una anche per te

                                                             che fai più fatica a vivere e che non sorridi mai”..

                                              Passerà… passerà ….    

Chissà a  quanti di noi questa canzone evoca ricordi  esistenziali! Siamo in tanti a  vivere una condizione di precarietà sul lavoro che si riflette poi sulla vita affettiva e, dunque, le suddette parole contestualizzate ai tempi che viviano, suonano estremamente  attuali. 

Anche il  mondo dello spettacolo  non  fa eccezione in quanto gli artisti faticano a far emergere la qualità delle loro opere. Non sempre  il mercato discografico ha trattato con pari dignità tutti  gli artisti, condannando spesso all’oblio personaggi che invece, opportunamente sostenuti, avrebbero  ancor oggi molto da dire.

Infatti,se le grandi manifestazioni vocali, hanno favorito l’ascesa  di cantanti sino ad allora sconosciuti, le major hanno creato tout court  fenomeni estemporanei che ad oggi pagano il prezzo di quel momento di popolarità, rimanendo ancora appesi ad un loro hit di successo , divenuto tormentone.

Ma quel che è peggio è la strumentalizzazione della cecità ad opera delle grandi case discografiche, che dopo aver confezionato personaggi ad uso e consumo del grande pubblico, li hanno abbandonati. E’il caso di Annalisa Minetti, ma  forse ancor di più,  di Aleandro Baldi , immediatamente associato ai singoli “Non amarmi” e “Passerà”, le cui produzioni successive sono passate abbastanza in sordina, pur essendo, a mio avviso, più artististicamente interessanti.

Ad una prima impressione, saremmo propensi a credere che la scelta, nella prima metà degli anni ’90, sia ricaduta su Bocelli in quanto,  in un momento di stasi, con il suo timbro vocale,   ha restituito un po’ di  freschezza a un periodo arido di novità discografiche, creando una commistione tra musica leggera e lirica. D’altra parte anche Pavarotti  ha cavalcato successivamente quest’ onda collaborando con artisti di fama nazionale e internazionale spesso molto distanti da lui per formazione musicale, quali Zucchero, Sting ed altri.   

Tuttavia, ad oggi,  la suddetta formula lirica-leggera sembra aver perso la sua verve iniziale, probabilmente anche in conseguenza della scomparsa del tenore Pavarotti che tanto ha contribuito a sdoganarla per il mondo. L’unico alfiere di questo filone musicale è rimasto, appunto,  Andrea Bocelli che, tuttavia,  deve la sua celebrità più ai suoi antichi cavalli di battaglia che a produzioni recenti.

Invece,   Aleandro Baldi,  avendo dai suoi esordi, continuato a confezionare canzoni con coerenza stilisica, è stato oscurato a partire dal 1994. Eppure la sua musica, le  sue melodie ed il suo timbro non avevano nulla da invidiare ad altre produzioni dell’epoca che sono approdate a maggior successo commerciale. Cionostante, questo onesto cantautore non si è perso d’animo,  e dal nuovo millennio ha esplorato sonorità molto distanti dai clichè sanremesi, cimentandosi pure con la celeberrima cover Stay Gold di Stevie Wonder. Ha inoltre dimostrato di sentirsi a proprio agio anche nel jazz e nella bossanova. Un artista eclettico, dunque, che ha saputo finalmente svincolarsi da stereotipi squisitamente melodici, che lo hanno relegato ad una delle tante meteore che gravitano intorno alla musica Made in Italy. Forse non replicherà più  quei successi  lontani ma in ogni caso  Aleandro Baldi ha preservato la sua dignità artisica; anzi, la sua grinta e il suo coraggio nel cambiare rotta,  gli hanno permesso di giungere a piena maturiazione musicale. Brani come Greg e Ricomincio da qui segnano d’altronde l’inizio di una nuova stagione in cui possiamo conoscere un Aleandro Baldi davvero inedito.                                                                                                                             Torino, 12 giugno 2012                  Alessandro Prestipino e Jolanda Bonino

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