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3 marzo 2010
NON CI RESTA CHE PIANGERE

Si dice spesso: "Abbiamo
toccato il fondo", pur sapendo di averlo toccato da un bel
pezzo.
Chissà quanti l'avranno
pensata o esclamata, apprendendo l'ultima trovata della RAI: Santoro,
Floris, Vespa e Paragone, e i loro programmi, saranno eclissati fino
alla conclusione delle Elezioni Regionali del 28 e 29 marzo 2010.
Si tratta dell'ennesimo
giro di vite dato contro la pubblica informazione, ormai schiava dei
capricci della Commissione di Vigilanza Rai, la cui maggioranza è
sistematicamente pilotata da Palazzo Grazioli (più precisamente dal
lettone di Putin).
Nelle scorse settimane si
era discusso sulla reale applicazione della legge 28 (sulleaparità
d'accesso ai mezzi d'informazione) che prevede, in periodo
elettorale, la trasformazione della comunicazione politica in tribune
politiche, dibattiti, tavole rotonde, presentazione in
contraddittorio di candidati e di programmi politici, interviste e
ogni altra forma che consenta il confronto tra le posizioni politiche
e i candidati in competizione (legge n.28, Governo D'Alema, 22/2/2000). La discussione non aveva prodotto nulla di concreto, ma
il 9 febbraio dell'anno corrente, la discussione ha finalmente dato i
suoi frutti: una norma che equipara la comunicazione politica
all'informazione politica.
Riguardo a questa
azzardata equiparazione sarebbe necessaria una disquisizione
semantica: la comunicazione ha lo stesso significato
dell'informazione? La risposta è No.
La prima ha il compito di
"comunicare", di "rendere nota" una determinata
notizia, un fatto, un avvenimento, mentre la seconda è complementare
alla prima: riduce le lacune della comunicazione, sostituendo
l'incertezza con la certezza.
Semanticamente
parlando...
Ma forse la semantica non
è il punto forte del radicale Beltrandi, in quota Pd e relatore
della norma sulla par condicio approvata il 9 febbraio, a cui si deve
la bislacca trovata di equiparare comunicazione politica a
informazione politica. Questo fatto apparentemente innocuo ha avuto
un peso non indifferente nella delibera del consiglio
d'amministrazione che, per 5 voti a 4, ha decretato la sospensione
dei vari Annozero, Porta a Porta, Ballarò e L'Ultima Parola.
L'arcano è presto
svelato. Sospendere i programmi d'approfondimento ha un valore
duplice, se non triplice:
impedire
l'approfondimento di certi avvenimenti politici, che possono anche
determinare l'esito di una elezione;
salvaguardare la par
condicio (non parla nessuno);
affidare la
comunicazione politica esclusivamente ai tg omologati della tv in
chiaro.
La reazione non si è
fatta attendere: nella serata del 2 marzo Fnsi e Usigrai hanno
manifestato davanti agli studi di via Teulada, insieme agli eclissati
Santoro e Floris, più una fulminea apparizione di Vespa e una
telefonata di Paragone, per dire agli italiani che questa delibera,
che imbavaglia questo eterogeneo quartetto, è pura e semplice
censura.
Questo illegittimo
oscuramento potrebbe determinare uno spaccamento del popolo italiano
in due categorie: quelli che potranno informarsi tramite Sky e
Internet saranno i "liberi", mentre quelli che non avranno
questa possibilità, saranno i "succubi", informati da
Raiset, con la supervisione del magico Minzolini, sempre pronto a
insabbiare e a manipolare qualsiasi notizia scomoda.
Siamo tutti chiamati a
manifestare tutto il nostro sdegno di fronte a un ulteriore passo che
conduce al Regime. Anche se, forse, non ci resta che piangere...
Sonny De
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