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8 febbraio 2010
NASCE L'ALTERNATIVA
All’Hotel Marriott di Roma si
sono riuniti 3700 delegati provenienti da tutt’Italia, per prendere parte al
Congresso Nazionale dell’Italia dei Valori, allo scopo di dare un volto ancor
più definito a questo partito.
Ciò che è emerso dal congresso è
stata innanzitutto la linea programmatica e politica che adotterà il partito nei
mesi che seguiranno, linea molto ben inquadrata e riassunta da Guy Verhofstadt,
leader ADLE, i liberaldemocratici europei, di cui l’Idv fa parte: una politica
per i cittadini e dei cittadini, che ristabilisca libertà e legalità, che
affronti i problemi reali e li risolva senza la necessità di trasformare la
risoluzione in uno spot elettorale anziché in un dovere governativo, consuetudine
imperante in questi anni bieco berlusconismo.
Per quanto riguarda
l’organizzazione interna, sono state stabilite le regole tanto agognate dai
militanti, che avevano manifestato qualche piccolo dissapore nei confronti di
chi era stato eletto anche grazie al partito, ma senza tesserarsi.
Di Pietro, formalmente eletto
Presidente, è riuscito a trovare un punto d’incontro tra le mozioni presentate,
plasmando la nuova regola dell’Idv sulla falsa riga benedettina: “tesserati e
candidati”, ossia, le braccia del partito saranno sempre più aperte nei
confronti dei suggerimenti dati dalla società civile, il partito sarà pronto a
sostenere le battaglie della società civile, combattendole con forza, ma per
coloro che vorranno candidarsi sotto la bandiera dell’Idv, sarà necessario il
tesseramento, per non creare dissapori tra le fila e per non sminuire fede e
dedizione della militanza tesserata.
L’esempio emblematico per
inquadrare questo problema interno l’ha fornito l’onorevole Franco Barbato,
eletto con l’Idv, ma sprovvisto di tessera. Candidatosi come Presidente del
partito ha accertato con mano che la democrazia all’interno dell’Idv non è
soltanto un concetto astratto e manipolato, ma un vero e proprio marchio di
garanzia; tanto che ha ritirato solo all’ultimo minuto la sua candidatura come
presidente, annunciando il suo tesseramento.
Un happy ending che accontenta
tutti.
Aggiungendo il tesseramento, tra
le condizioni necessarie dell’Idv, Di Pietro fa sua la poesia di Majakovskij,
che recita: “non chiuderti partito delle tue stanze, resta amico dei ragazzi di
strada”, cogliendo perfettamente la necessità irrinunciabile di un partito aperto.
Dal punto di vista puramente
politico l’alleanza è stata decisa: l’Idv affiancherà il Pd, perché come ha
ricordato Di Pietro “i figli da soli non si possono fare”. Governi inclusi. Il primogenito
di questa coppia sarà la costruzione di un’alternativa di governo.
Il partito ormai è adulto e sente
di poter svolgere un ruolo importante in un governo, con l’indispensabile collaborazione
di altri partiti, perché è giusto ricordare che l’Italia dei Valori non ha né
la forza né la presunzione di reggere il peso di un governo monocolore. Sono
proprio la modestia e la chiarezza che distinguono l’onesto dal truffatore.
Siamo di fronte alla svolta, che
Di Pietro ha descritto così, chiudendo il Congresso: “Noi oggi passiamo dalla
resistenza alla ricostruzione”.
Applausi e standing ovation. E
ora al lavoro…
Sonny De
congresso di pietro alternativa
| inviato da Sonny De il 8/2/2010 alle 11:24 | |
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