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QUANDO LO SCETTICISMO SI TRADUCE IN UN SEMPLICE GESTO.
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Diario
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12 gennaio 2016

Falso principe azzurro del web liquidato senza troppi complimenti da imprenditrice di Cagliari

RICERCATO PER AUGURI
In questo periodo di feste e festeggiamenti, il Movimento Lotta al Cybercrime Italia fa i suoi auguri a tutte le persone che, allertate dai nostri allarmi, vigilano ed arginano, col loro comportamento, il dilagare delle truffe relazionali ed emozionali. Ai ricercati TRUFFACUORI  fa invece una bella pernacchia e afferma: " forse attualmente non siete facilmente punibili, ma non illudetevi, rendere il vostro sporco lavoro assai complicato si può! "
I cybertruffacuori non vincono sempre, anzi smascherarli si può e denunciarli si DEVE! E' importante se vogliamo partecipare ad una seria lotta alla truffa affettiva e relazionale che imperversa sul web.
Qui di seguito pubblichiamo la storia di Franca Maria Delogu che ci ha raccontato la sua storia nel novembre 2015. Abbiamo modificato il nominativo come richiestoci dall' imprenditrice, che per ragioni di privacy preferisce restare anonima.
"Circa due anni fa nel mese di luglio mi chiese l' amicizia un uomo molto affascinante dal nome JORDIE VERDANT, un ingegnere francese che, per motivi di lavoro, si era dovuto trasferire nel BENIN, stato dell'Africa Occidentale che si affaccia sul Golfo di Guinea e si trova tra il TOGO, la NIGERIA e il BURKINA FASO.
Iniziammo una relazione epistolare e lui mi disse che doveva sbrigare delle pratiche per avere l' eredità dei suoi genitori, che in Benin avevano costruito la loro fortuna. Mi confidò di sé una storia strappa lacrime, con sua moglie incinta morta in un incidente stradale! Incominciammo a chattare tutti i giorni e a sentirci telefonicamente. Era solito farmi uno squillo e poi io lo richiamavo. La nostra frequentazione virtuale è andata avanti per circa un anno.
Mi chiedeva soldi per le cose più disparate. Mi aveva addirittura detto di avere un tumore al cervello, di essere stato operato di appendicite e non avere i soldi per le medicine!!! Vedendo che io non inviavo denaro mi ha detto che voleva incontrarmi, e mi chiedeva i soldi del biglietto. Io, dal canto mio, gli chiesi di inviarmi fotocopia del suo documento di identità. Gli dissi che gli avrei fatto il biglietto e lo avrei pagato ma MAI gli avrei inviato denaro. A dire il vero non avrei MAI pagato il biglietto ad un uomo per conoscerlo. La mia fu una mossa per metterlo alla prova. E i miei sospetti erano fondati , cercava solo donne per rubar loro i soldi !!!
Una sera il suo chiedere in continuazione mi ha stancato e gli ho detto che non volevo più sentirlo! Gli dissi che aveva braccia e gambe per lavorare, mentre io ero sola con due figli e dovevo pensare a loro, e, che io di un gigoló non me ne facevo nulla. Da allora non l' ho più sentito, ma da me non ha preso un soldo!
Franca Maria Delogu , Cagliari 12 novembre 2015 "
Si ricorda che è importante ricevere storie vere che riguardano l'argomento delle truffe affettive, relazionali oppure sexy, amorose , erotiche, sentimentali, insomma tutte quelle storie che fanno leva sulle emozioni per raggirare le persone ignare di questo tipo di truffe, condotte dalle stesse bande di cybercriminali a cui diamo la caccia . Stiamo raccogliendole in un dossier " azzurro (che è il colore dei principi)" per dimostrare che il fenomeno è assai diffuso e che è possibile contrastarlo ed arginarlo sul nascere, rendendo note storie come queste .

Torino 4 gennaio 2016
Jolanda Bonino e Simona Manis Algisi - Commissione Stesura Casi Truffe Relazionali - Movimento Lotta al Cybercrime Italia

12 gennaio 2016

FRASI IRONICHE sulla disabilità visiva


Il nostro motto è :” CHIUDI GLI OCCHI EDINIZIA A VEDERE!!”

 

1.   è bello per noiusare l’espressione: “Ci credo ciecamente”!....

2.   è bello per noirispondere al saluto e poi accorgerci …….che non era rivolto a noi!!...

3.   è bello andareall’ufficio anagrafe, chiedere di scrivere sulla carta d’identità,“ipovedente”… e sentirci rispondere dall’impiegato: ” ippovedente?”???!!!no, grazie, non mi do all’ippica!!

4.   è bello per noiusare l’espressione, “ Non vedo l’ora “!...

5.   è bello sentircisalutare , non rispondere e accorgerci che era rivolto a noi!!

6.   è bello passeggiarecol cane guida e sentire un bambino entusiasta dire: “Guarda, un canedottore!!”

7.   è bello chiederead un passante l’indicazione di un ufficio e sentirci rispondere: “ E’ là,vede? Dove c’è la tenda verde!”..

8.   è bello camminarecol bastone bianco, essere travolti da un passante    e sentirci dire: ” Ma non vede dove cammina??”..

9.   è bello, allafermata dell’autobus, chiedere gentilmente che ci leggano gli orari e sentircirispondere: ” Scusi, non sa leggere?”!

10.èbello  passeggiare col cane guida esentirci dire: ” Scusi, è un cane svizzero?”…

11.èbello andare al bar, ordinare un caffè, pagare e non sapere dove è finito ilresto!

12.èbello salire sull’autobus e sentirsi dire premurosamente: ” Signora, venga qui,c’è un posto libero!” (dove??)

13.èbello passeggiare al parco col cane guida e sentirsi chiedere:”Scusi, addestracani?”

14.èbello sentirci dire: ”Ci vediamo domani? Oh scusa, non volevo sfotterti!”

15.èbello andare in un autogrill, per chiedere un panino, senza sapere  quello che c’è in vetrina e sentirci chiedere:” Quale vuole?”!

16.èbello andare al cinema con un amico che descrive le scene, a bassa voce, e sentirci dire dal vicino: ” Avetefinito di disturbare?”

17.èbello andare in un albergo 5 stelle, pagare il conto con la carta di credito esentirsi suggerire: ” Firmi pure con una croce!” ………..

18.èbello sentire una persona avvicinarsi, saltellare davanti a te e sentirlechiedere: ” Chi sono? Chi sono? Dai, indovina chi sono!”…

19.èbello dire “ Sì, lo conosco solo di vista!”

20.èbello, non vedere o veder male, ma sentire buoni profumi!

21.èbello dire: mi sei piaciuta/o a prima vista!!!

22.èbello dire: non ti posso vedere… tanto sei antipatica/o!!!!

23.èbello dire “ Stasera ho un incontro al buio “

24.èbello dire “ Non credo ai miei occhi “


E’ bello sorridere e condividere insiemequeste simpatiche espressioni che capitano quotidianamente a noi  persone con disabilità visiva sensoriale


Ipovedentie non vedenti del web

Torino, 13 gennaio 2015




permalink | inviato da elettrarossa il 12/1/2016 alle 19:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

12 gennaio 2016

IPOVEDENTE ? non vediamo nè IPPOPOTAMI né ci diamo all' IPPICA

IPOVEDENTE è una parola composta da IPO = poco e VEDENTE; e quindi noi vediamo poco.
Ipovedente è chi ha un residuo minino e che può vedere come fosse una persona che guarda attraverso un imbuto capovolto o attraverso il buco di una serratura , oppure come attraverso un vetro appannato o come con una rete davanti agli occhi o anche solo attraverso i lati dell'occhio. Questi siamo noi!
Ci scusiamo con la sensibilità delle persone che conoscono ciò che significa vedere poco e male ma ci tocca giornalmente riscontrare che la maggioranza della gente ignora questo status. E così abbiamo deciso di scrivere questa nota, soprattutto dopo un episodio sgradevole della scorsa settimana che ha reso protagonista Jolanda, in una vicenda discutibile.
Era all'Ospedale Cottolengo di Torino per prenotare esami e, essendo la prima volta che si trovava in quell'ospedale ha chiesto indicazioni precisando di essere ipovedente. Molto gentilmente, la persona addetta a dirimere il traffico di utenti l'ha accompagnata direttamente allo sportello, saltando tutta la fila di persone in coda, nonostante ella continuasse a ripetere che non voleva quel tipo di "privilegio".
Si ricorda che nell'ambito di servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione e dal Servizio Socio Sanitario Nazionale sarebbe previso lo sportello per persone con disabilità.
Essere disabili visivi sensoriali è però diverso che avere altro tipo di disabilità motoria, fisica o psichica e si può benissimo restare in coda senza conseguenze. Ma l'addetta alle prenotazioni, a conoscenza della norma, insisteva che il regolamento ospedaliero prevede di dare priorità ai disabili (senza distinzione) e dunque non stava ad ascoltare ciò che la gente sbraitava. Uno dei commenti che ha colpito era basato sul fatto che una persona col carrello della spesa come Jolanda, doveva per forza "vedere" se no non sarebbe potuta andare a comprare nè a prenotare.
Ma è mai possibile che ancora a tutt'oggi :
1) si ritenga che quando si perde gradualmente la vista e si diventa IPOVEDENTI o ciechi parziali, tutti debbano per forza pensare che noi si diventi pacchi da trasportare e non persone da aiutare o capire... A tal proposito un plauso va ai francesi che intelligentemente ci definiscono "malvoyants" e cioè malvedenti perchè vediamo male oltre che poco;
2) si ignori che le persone ipovedenti sovente sviluppano capacità sensitive vicarianti..Tatto, udito, olfatto e gusto , oltre alle potenzialità mnemoniche ed al senso di orientamento spazio-temporale, ci rendono abbastanza autonomi e capaci di mobilità. Questi sensi ci permettono di continuare ad essere utili alla società; per questo rifiutiamo l'assistenza passiva e soprattutto il becero pietismo .
3) si ignori che i Centri di Riabilitazione Visiva ci insegnano ad utilizzare proficuamente il nostro residuo visivo, utilizzando anche strumenti che ci rendono assai autonomi nello svolgimento delle normali attività quotidiane tanto che, alle volte, veniamo pure scambiati per falsi ciechi.
Concludiamo con un'amara constatazione. Possibile che chi riesce a conquistarsi una reale autonomia finisce molto spesso per ricevere accuse, più o meno velate, di essere persona truffatrice ? Invece dell'ammirazione dovuta anche per effetto di una grande volontà di riscatto che abbiamo dentro, ecco che veniamo sovente indicati come persone profittatrici , che utilizzano privilegi ad altri negati.
Perchè non si fa un'informazione più dignitosa, più adeguata, invece di dare spazio alla presentazione mediatica di alcuni fatti di cronaca concernenti i cosiddetti "falsi ciechi" che sta purtroppo deformando la percezione sociale della disabilità visiva sensoriale e dei problemi che questo handicap comporta nella vita quotidiana?
Possibile che non si capisca che la nostra indipendenza viene pagata già con pesanti sacrifici che giornalmente facciamo anche a rischio della nostra propria incolumità personale. Sovente cadiamo inciampando per strada a causa di terreni sconnessi, buche e strade maltenute facendo il "volo dell'angelo". Già perchè, vedendo parzialmente ciò che si ha davanti, abbiamo difficoltà a vedere dove si posano i piedi.
L'auspicio per il nuovo anno è che le diversità, anche sotto il profilo della disabilità, non siano fonti di paura, nè di discriminazioni, nè di pietismi. Anche noi abbiamo dignità e vorremmo per tutti e per tutte diritti e doveri.
Joalnda Bonino e Pericle Farris, esperti nellle cadute al "volo dell'angelo" , APRI Associazione Pro Retina Italia
Torino 12 gennaio 2016

3 gennaio 2016

Torino malandata: gli angeli volano ma prendono pure le buche

Sabato scorso ho fatto il volo dell'angelo. Non in cielo ma per terra. Però il volo era identico: braccia allargate da sembrare ali spiegate in caduta libera . Pare che le ali rappresentino l'ansia di conoscere ciò che i nostri occhi non ci permettono di vedere, ma forse simboleggiano anche l'unione fra la terra ed il cielo, un modo per mostrare il legame tra l'umano ed il soprannaturale. Vediamo come.
Ero a Torino , stavo andando a Porta Palazzo, ma sono incappata in una buca in piazza Don Albera che ha la strada mal asfaltata con tante buche poco visibili da sembrare vere trappole.
Devo proprio dire che vedere le stelle di giorno si può, soprattutto attraverso le lacrime. Che tonfo e che colpo !! Le mie grida di dolore hanno spinto i passanti a chiamare il 118. Fortunatamente non ho riportato fratture ; sarà che siamo a Natale e dunque circondati da stelle e presepi , sarà che ero raccomandata dal Bambin Gesù ma ho dovuto proprio credere all'esistenza di angeli che ci proteggono dal Paradiso. Già, credo proprio che noi ipovedenti (persone che vedono poco e male), sovente lunghi e distesi per terra a causa di cadute accidentali, spesso indotte dalla pessima manutenzione del manto stradale, abbiamo qualche santo in Paradiso!
La nostra autonomia di movimento è capita solo dal nostro angelo custode che ci aiuta e ci protegge chi più, chi meno. Per esempio, il mio amico e collega Pericle Farris, anch' egli ipovedente grave, ma pur sempre in movimento, ha un angelo custode poco attento perchè Pericle, ogni due per tre, è in volo perenne e plana rovinosamente a terra sempre a causa di buche invisibili. L'ultima volta si è persino distorto una caviglia.
Ora, la fede è una gran cosa ma... sarebbe troppo desiderare anche il volo dell' anima di chi amministra le città ed i paesi? Sarebbe bello che i responsabili della viabilità cittadina curassero meglio ciò che amministrano. Le strade ovunque sono disastrate e con scarsa manutenzione che oltre a rovinare i pedoni determinano usure anche motevoli per le automobili.
E' vero che siamo in un brutto periodo di crisi e i soldi scarseggiano, ma santo cielo, quante ossa dovremo romperci prima che le nostre voci di protesta vengano ascoltate? E non è solo un problema di persone disabili ed ipovedenti ma anche di tante persone con una mobilità ridotta per età o malattia così come di madri con bimbi in braccio. Possibile che uscire di casa diventi sempre più per tutti un percorso a trappole, dove se sei fortunato rimedi una sbucciatura o un livido e se va male ti ritrovi in Pronto Soccorso con ossa rotte e commozione cerebrale?
A questo proposito vorrei fare un sentito ringraziamento per tutti coloro che mi hanno aiutata: gli addetti del 118 sono stati bravissimi, solleciti e gentili; chi mi accompagnava e le persone accorse, piene di attenzioni e disponibili. mi hanno fatto sentire la loro solidarietà.
Grazie a tutti, la vostra presenza è l'unica nota positiva di una giornataccia.

Jolanda Bonino Responsabile APRI Ass. Pro Retna Italia dell'ALto Canavese
Torino, 21 dicembre 2015 

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