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QUANDO LO SCETTICISMO SI TRADUCE IN UN SEMPLICE GESTO.
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30 aprile 2011

LA LEGA PERDE LA FACCIA MA NON LE POLTRONE



Contrari all’intervento in Libia per non alimentare l’emergenza clandestini. Questo dicono i leghisti. La Lega perde la facciaperché alle minacce non farà seguito alcun atto concreto: i nostri aerei bombarderanno con buona pace del Senatur e dei suoi sodali e il governo non subirà contraccolpi perché la Lega non formalizzerà la crisi sulla politica estera. Insomma, il Carroccio è come il proverbiale cane: abbaia ma non morde.La storia della Lega è una lunga sequela di fallimenti e di dichiarazioni roboanti (prima) e di fallimenti (dopo). Prendiamo l’esempio della politica sull’immigrazione, che ormai è diventata quella buffonesca della Lega, che esercita un ruolo ricattatorio all’interno del governo. Ormai la politica nel nostro Paese si è ridotta a questo. La Lega è imbattibile nell'affrontare il problema dei clandestini a chiacchiere, ma quando si passa ai fatti non ne imbrocca una. Hanno preteso di inserire il reato di immigrazione clandestina nel codice, come se la soluzione fosse sbatterli in galera a spese dello Stato non rimandare i clandestini a casa. Hanno inventato le ronde che non servono a nulla, solo a fare campagna elettorale. Il miglior esempio del fallimento sono le immagini degli immigrati nordafricani che scappavano dalle tendopoli allestite dal governo italiano, da Maroni in particolare. Immagini che hanno fatto il giro delle televisioni di tutto il mondo. Scavalcano le recinzioni indisturbati e fuggivano. Complimenti ministro Maroni, davvero. E complimenti a tutto questo governo cialtronesco che ci fa fare una pessima figura nel mondo. Mandiamoli a casa con i referendum.

MASSIMO DONADI

26 aprile 2011

CI FANNO ANDARE DI TRAVERSO IL 25 APRILE



Ce lo stanno facendo andare di traverso questo 25 aprile, prima il calendario, che l'ha abbinato a Pasquetta, e poi i soliti, che continuano a provarci con la storia " E ma era una guerra civile... E ma anche i ragazzi di Salò combattevano per un ideale... E ma pure i partigiani non erano angioletti...". Solo che quest'anno la stanno facendo più sporca del solito: c'è una proposta di legge per rimuovere il divieto costituzionale di ricostituzione del partito fascista, abbiamo una ministra dell'istruzione che invece di occuparsi dello sfascio della scuola pensa a depennare la Resistenza dai testi, c'è chi attacca i manifesti con i fasci littori e ci sono quelli che "E ma non se ne può più della retorica della Resistenza". Ma certo che non erano angioletti, imbecilli! Andarono in montagna non in ritiro spirituale, ma per preparare gli attentati ai nazisti. E fecero saltare sulle mine camionette e uomini e sparsero in giro lamiere di macchine e braccia, gambe, teste e budella, non avevano un breviario sotto il braccio, ma un mitra. Pezzi di deficienti, avevano a che fare con un nemico feroce che intruppava povera gente nei treni piombati e la portava ad incenerire nei campi di sterminio, non è che ci potevi instaurare un dialogo civile, gli dovevi sparare e basta. Ed era pure gente che voleva riportare la pelle a casa, combattevano per un mondo migliore e ci tenevano pure a vederlo, quel mondo migliore, e non da una nuvoletta. Solo che se ci vuoi camminare in quel mondo migliore ci devi arrivare intero per cui non è che ti puoi fare tanti scrupoli e aprire un dibattito se è leale far saltare in aria un intero convoglio. No, che non lo è, è un'azione di guerra e la guerra non è mai leale, è bastarda. Ma di questo si deve assumere la responsabilità chi ha ucciso Matteotti, chi ha tappato la bocca agli Italiani con l'olio di ricino, chi ha promulgato le leggi razziali e chi ha trascinato l'Italia in guerra. E per questi ideali si sono immolati i giovani di Salò, e non mi pare che siano civilissimi principi, perciò pace all'inima loro, ma non stavano solo nella parte sbagliata, ci volevano pure portare tutti da quella parte lì, e nemmeno con le buone, perciò andavano fermati: con le cattive. Perciò dobbiamo rifiutare la stupida provocazione "E ma pure i partigiani ne hanno fatte tante". Ne fecero tante per scrivere la pagina più bella che sia mai stata scritta in questo Paese, quella che ha ridato onore all'Italia. E ne fecero di tutti i colori per miniare in quella pagina un capolavoro, la Costituzione. E lo sapeva bene Calamandrei che la Costituzione era debitrice della Resistenza, fu scritta dalla stessa mano che aveva deposto il mitra e preso la penna. Perciò propose questa frase come prefazione alla Costituzione: "Il popolo italiano consacra alla memoria dei fratelli caduti per restituire all’Italia libertà e onore la presente Costituzione". Questo gli ignoranti che "E ma pure la Resistenza ha luci ed ombre" non lo sanno e mai si prenderanno la briga di andare a scovare questa notizia nel verbale che riporta l'ultimo intervento all’Assemblea Costituente, nella 346^ seduta del 22 Dicembre 1947, proprio il giorno dell’approvazione della Costituzione. Questa epigrafe non fu inserita solo e unicamente per un vizio procedurale, ma è agli atti e non riusciranno a cancellarla, si può modificare un articolo della Costituzione, ma non un verbale, mettetevelo in testa, e leggete un po' di più invece di sparare fesserie: la Resistenza è immortalata lì e voi non potete farci niente.


Lucia Delgrosso


26 aprile 2011

PER UNA NUOVA LIBERAZIONE



Il 25 Aprile non è una semplice ricorrenza, in cui uffici pubblici e scuole restano chiusi. Non è l'occasione per farsi una gita o un pic nic. Il 25 Aprile, parafrasando il pensiero illuministico di Kant, rappresenta l'uscita dell'Italia da uno stato di minorità, il quale è imputabile solo a lei stessa. Minorità è l'incapacità di potersi servire del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a noi stessi è questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi del nostro intelletto senza esser guidati da un altro.

Il 25 Aprile è la nostra Liberazione. Dopo vent'anni di travagliata dittatura fascista, i cittadini italiani conobbero una nuova libertà, dal profumo rinascimentale e dal sapore risorgimentale: la libertà di prendere le redini del proprio paese come popolo italiano, non più sotto il giogo sabaudo/fascista.

Il 25 Aprile è l'ultima tappa di una guerra, duranta vent'anni, contro l'indottrinamento fascista, contro il massacro delle idee libere e di chi le aveva. Contro chi riteneva la libertà una parola sovversiva (come suona familiare quest'ultima frase, no?).

I celebri nomi di Matteotti, Gobetti, Amendola, Gramsci e dei fratelli Rosselli guidarono (e guidano) quella schiera di anime che votarono la propria vita per un'ideale, un'Italia libera dal fascismo, da Mussolini e dalla sua banda di furfanti.

A 61 anni da quel mercoledì milanese in cui si concluse la Liberazione del suolo italiano, tutta Italia festeggia e ricorda i suoi martiri e i suoi eroi. Ogni anno c'è sempre qualcuno speranzoso che ci sia il minor afflusso possibile. Ma ogni anno questi loschi individui restano fortemente delusi. Anche quest'anno chi pensava che a Milano avrebbero preso parte solo piccoli gruppi di persone, è stato smentito: lo snodarsi di un nutrito corteo festante che da Corso Venezia è giunto fino in piazza Duomo, un corteo variopinto, pieno zeppo di bandiere di partiti e di associazioni, tutte unite sotto la bandiera dell'Antifascismo, sotto la bandiera della nostra Costituzione.

La risposta vigorosa delle piazze italiane è imputabile all'improvviso (si fa per dire) riacutizzarsi di un rigurgito fascista, palesatosi sotto forma di manifesti e dichiarazioni che ironizzavano sulla liberazione, con l'invito di certi partiti (di governo) a non prendere parte alle manifestazioni di piazza e con le spregevoli scritte di Forza Nuova (partito neofascista) sul monumento milanese dei Caduti.

È necessario un nuovo 25 Aprile, che riporti il nostro paese ad uno stato di normalità, che ormai ha smarrito da anni.

Nel 2011 sarà compito di tutti i veri patrioti italiani combattere il neofascismo, che non si manifesta più soltanto con aquile e saluti romani, ma anche (e soprattutto) con il monopolio televisione, con l'informazione imbavagliata, con la manipolazione storica, con il revisionismo e con il perentorio sminuimento della Liberazione e dei suoi protagonisti, in favore della dilangante democratura arcoriana, che ridicolizza lo Stato italiano, farneticando di patetiche riforme epocali che riguardano a dir tanto il 2% degli italiani...

Compito di ogni italiano è imparare e trasmettere i valori su cui poggia la nostra Italia, valori che qualcuno vorrebbe cambiare o addirittura cancellare, per imporre costituzionalmente il berlusconismo.

Compito di ogni italiano è difendere e preservare la Repubblica, unico tipo di governo in cui un uomo è libero di pensare, esprimersi, maturare, cambiare e votare, tenendo sempre vivo il ricordo di coloro che morirono per darci queste preziose opportunità.


Sonny De


25 aprile 2011

Allarme REFERNDUM 2011: Ora è ORA!!

Sta forse partendo una seconda “SE NON ORA QUANDO”??

I provvedimenti legislativi presi in questi giorni dal governo B.  sul NUCLEARE e ACQUA , dovevano servire al governo per disinnescare la tensione e la volontà positiva della gente ad andare a votare       S I ‘    il 12-13 giugno 2011  ai referendum. Ed invece hanno sortito l’esatto  contrario perché sta partendo una grande e sentita  mobilitazione, simile (speriamo) alla precedente del 13 febbraio 2011.

Ma andiamo per gradi.

Vogliamo ASSOLUTAMENTE far  scattare il quorum al referendum sul legittimo impedimento  e  voteremo SI’ perché questo governo deve essere bocciato in modo inequivocabile da elettori elettrici,  nonostante il suo tentativo di fuga.  

Ma non è finita. Non ci basta che BERSANI sia felice perché sostiene che Berlusconi ha finalmente riconosciuto le nostre ragioni sui referendum. Allucinante e troppo molle questo atteggiamento!!. Noi pensiamo, invece, che Il governo, nella speranza di impedire che la gente vada a votare, abbia tradotto in  un disegno di legge il quesito referendario aggiungendo due commi truffaldini che dicono esattamente il contrario. Come dice DI PIETRO ”la materia energetica sarà affidata all'agenzia per il nucleare (che sarebbe come  affidare la gestione dell'Avis a Dracula…)“

La nostra rabbia è diventata esplosiva anche perché abbiamo appena saputo del trucco che c’è dietro ai due emendamenti del regolamento Rai in campagna elettorale. Si darà il trenta per cento dello spazio televisivo al comitato per il non voto, in modo da ridurre quello del sí ad un terzo. Inoltre si vuole far cominciare la campagna referendaria solo dopo le amministrative, riducendo così il tempo a disposizione.

Questo sabotaggio è un altro atto meschino! Continuano nell’esercizio di infinocchiamento del paese, pensando che la gente sia proprio stupida ed ignorante. Eh no!!! Proprio oggi, 25 aprile, in ricorrenza della LIBERAZIONE dal fascismo , qualcuno e qualcuna si sta agitando nelle strade, nelle piazze ma soprattutto nella rete e dice:

  • “Queste leggi attentano alla democrazia diretta espressa tramite i referendum ! Se passano, sui referendum nucleare e acqua deciderà poi la Cassazione, ma ci vorrà almeno un mese. C'é il rischio di referendum spacchettati nel tempo con EXTRA COSTI PAZZESCHI, ogni referendum costa 350 milioni di euro, ne hanno già buttati 350 per non accorpare referendum e amministrative e ne butterebbero altri 700 milioni per scaglionare i referendum, mentre tagliano scuola, ricerca ecc ??? Vergogna! (Gabriella Giulia Ugolini).
  •  
  • Qui si annusa aria di incostituzionalità.”.Stanno facendo a pezzi la Costituzione, stanno annichilendo i diritti, stanno devastando il lavoro. Ormai da tempo siamo in un regime plebiscitario e la nostra democrazia è solo più un simulacro. ORA BASTA !!! Oggi 25 aprile è giunta l’ora di dichiarare una mobilitazione permanente. Chiediamo al Presidente Napolitano di indire le elezioni e mettere fine al regime. Domani sarà troppo tardi.” (Rinaldo Locati).
  • “Siamo in clima di dittatura e non esiste dittatura più pericolosa di quella che si insinua nelle forme della democrazia, in modo surrettizio” (Grazia Tellini e Daniela Ronchi)

Visto che B. e la sua cricca  inneggiano  sempre alla legittimazione popolare, adesso dovranno  aver paura dell’esito del referendum sul legittimo impedimento perché ovunque ci sono  persone  in fermento e pronte per un’altra mobilitazione.

Occorre dunque dare voce a tutte e tutti noi e perciò fra i diversi che girano, raccolgo , con piacere, il  proclama, partito da tre piemontesi (Simona Manis Algisi,  Catia Fioriti e   Vera Dalla Costa  che propongono:

  1. Questa proposta denominata Progetto "SILENZIO" dovrebbe avvenire   proprio il 12 Giugno 2011 dalle ore 10 in poi, in tutte le città in cui sarà possibile organizzarci. Si  sosterà a gruppi nutriti, in piedi e in perfetto silenzio e con grande compostezza, per non più di 10 massimo 15 minuti davanti ad un luogo o palazzo significativo.
  2. Trascorsi i dieci minuti, si dovrà lasciare sommessamente il posto ad altre persone che faranno la stessa identica cosa.  Questo è necessario se riteniamo di fare a meno dei  permessi per il suolo occupato, permessi  indispensabili da richiedere in occasione di cortei e manifestazioni.
  3. E dunque, non potendo  star tutti fermi e troppo a lungo, abbiamo pensato ad un movimento fluido e continuativo che si mantenga costante, attirando attenzione fra i passanti.
  4. Dovremmo essere vestiti di nero o con un segno evidente di lutto (fascia al braccio o bottone nero al bavero)e con anche un segno di riconoscimento (da definire). Porteremo con noi delle fascette nere da lutto per qualche passante che incuriosito vorrà stare con noi.
  5. Ci preme sottolineare  che L’evento dovrà raccogliere tutte le persone che hanno a cuore  un AUTENTICO cambiamento, nel senso del rispetto della COSTITUZIONE, della LEGALITA' e dei valori della CIVILE CONVIVENZA. Nessun simbolo di partito, associazione o sigla sindacale perché non devono esserci divisioni.

Deve emergere l'importanza del SILENZIO e della COMPOSTEZZA come risposta alla volgarità  intellettuale ed alla gestualità scomposta che fino ad ora  ha dettato le regole della comunicazione e della nostra vita calpestando la DIGNITA' e L'INTELLIGENZA di tutti noi gente comune ed onesta.

  • Il messaggio che dovrà risultare è di completo rifiuto e condanna di questo governo!!

Mobilitiamoci dunque: ORA è’ dinuovo ORA !! Facciamo come sempre, come sappiamo fare noi, qui, in rete e ovunque perché non abbiamo troppo tempo a disposizione. Condividiamo il link, diffondiamolo, insomma DIAMOCI DA FARE !!!

La situazione si aggrava di ora in ora ed è necessario essere in tante e in tanti  UNITI o non ci sarà più spazio per NESSUNO.

 

Torino, 25 aprile 2011          Jolanda Bonino
    

 

24 aprile 2011

LE FARNETICAZIONI DI DE MATTEI

Credo che De Mattei si aspettasse che le sue dichiarazioni sulla "giustizia" di Dio avrebbero innescato un movimento per chiedere le sue dimissioni da vicepresidente del CNR, "Ci può stare, l'Italia è piena di peccatori atei" deve essersi detto "Non ti curar di lor, ma quarda e passa, mi sostiene la fede". Credo però che rimarrà molto interdetto e confuso se qualcuno gli dovesse chiedere le dimissioni da cristiano. Perché quelle se le merita ancora di più, se è possibile. E non solo perché si riconosce in un Dio che fa giustizia sui peccatori all'ingrosso: in città gira qualche ateo e lui gli manda un terremoto che uccide anche i bimbi, anime innocenti, pure quelli che tutte le sere nel lettino fanno la loro preghierina a Gesù e gli chiedono di proteggere mamma e papà. Questo già fa orrore a molti cristiani che sono tali proprio perché credono in un Dio di misericordia, altrimenti non lo sarebbero, si sceglierebbero un Dio meno carogna. Credo che il "cristiano" (tra virgolette, ma lo metterei anche tra parentesi tonda, quadra e graffa per marcare la singolarità della sua fede) De Mattei non abbia capito nemmeno nulla del rapporto tra scienza e fede. Per la verità non solo lui, in questo campo vigono tanti pregiudizi, ma lui ne ha capito meno degli altri. Bisogna risalire alle radici del pensiero occidentale per capire perché. Noi siamo figli di due concezioni della natura: quella greca e quella giudaico-cristiana. Erano due sguardi diversi sulla natura. I Greci antichi erano convinti che la natura era regolata da leggi eterne ed immutabili che erano le stesse a cui erano soggetti gli uomini: se per Talete la natura era acqua erano acqua anche gli uomini, non avevano niente di più e niente di meno; se per Anassimandro la natura era "apeiron", infinito, allora gli uomini erano determinazioni dell'apeiron, alla stessa maniera di tutte le cose. Gli uomini non erano altro che uno dei modi in cui la natura si manifestava. Perciò la contemplavano come una formula sconosciuta che occorreva decifrare per applicarla a loro stessi. Era la maestra a cui chiedevano la ricetta per la vita buona e il buon governo delle città. E questo fu forse il motivo per cui questo popolo così intelligente non progredì nella tecnica: ne diffidava, sentiva che "tekne" era una minaccia per la natura, ne presentiva la violenza. I Greci incatenarono Prometeo ad una montagna e gli fecero divorare il fegato perché "tekne" intendesse che a loro il mondo piaceva così come era fatto e non avevano nessuna intenzione di cambiargli la faccia. La cultura giudaico-cristiana avavano un atteggiamento opposto: Dio fece l'uomo a sua immagine e somiglianza e gli diede come casa la natura, gli disse: "Qui tu sei padrone, fanne quello che vuoi". L'uomo ne poteva fare quello che voleva e come voleva, purché ne fosse capace. Era cambiato lo sguardo sul mondo: non più un giardino da contemplare, ma una miniera da sfruttare. L'uomo sonnecchiò per secoli, sempre guardando il mondo con il suo sguardo rapace, ma impotente, in attesa delle condizioni che gli permettesero di realizzare la promessa di Dio: "Tu dominerai la terra". Furono i primi scienziati del 1600 a spiegare come: basta con lo sguardo reverente dello scolaretto alla sua maestra, bisogna fare tutto il contrario, si formulano ipotesi e si sottopone la natura a verifica, l'uomo domanda e la natura risponde. L'uomo spodesta la maestra dalla cattedra e si mette ad interrogarla. Se De Mattei avesse letto Kant, che ci spiega appunto questo, avrebbe capito che la scienza, così come la concepiamo noi oggi, onnipotente ed orgogliosa (e che risponde con solenne vaffanculo alla sua "ipotesi scientifica" che i terremoti sono provocati dell'ira di Dio), è un po' più figlia del pensiero giudaico-cristiano che di quello greco. E mi pare strano che questo debba ricordarlo un'atea come me ad un cristiano come lui, evidentemente la Chiesa ha più nemici all'interno che all'esterno. E se non ci crede farebbe bene a ripassare anche Bacone (quello che fissò lo statuto dell'uomo moderno, libero dalle superstizioni medievali e che irrideva le favolette sui flagelli di Dio). Scoprirebbe con sommo stupore che per questo formidabile propugnatore del metodo scientifico la scienza era nientemeno che strumento di redenzione, perché avrebbe liberato con il progresso della tecnica l'uomo dalle conseguenze del peccato originale: "Tu, uomo, ti guadagnerai il pane con il sudore della fronte e tu, donna, partorirai con dolore". E qualora non si convincesse ancora che c'è più irreligiosità nel ritenere che i terremoti siano cazziate di Dio agli uomini che nell'essere convinti che siano fenomeni da indagare scientificamente gli si può sempre ricordare Questa evidenza empirica mai smentita: la madre dei cretini è sempre incinta.


Lucia Delgrosso


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permalink | inviato da elettrarossa il 24/4/2011 alle 21:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

23 aprile 2011

GOVERNO RICOSTITUENTE



Ogni giorno che passa questo governo batte un record, ma mai che si tratti di un record positivo. Non c'è proprio nulla da fare. Dev'essere un difetto genetico, o magari accade tutto per l'influsso maligno di Scillipoti. Ad ogni modo, i dati di fatto più netti sono due: credibilità dispersa, ma in compenso è cresciuto a dismisura il senso di obbrobrio che aleggia attorno a questa maggioranza, neppure vagamente interessata a soddisfare i suoi elettori, i quali non vogliono un futuro per i loro figli, una scuola pubblica di buon livello e magari un lavoro stabile (avendo votato B, pare quasi che il dubbio si faccia certezza), ma votata in toto al fine ultimo di vedere il padrone felice e contento, salvo dai processi intentati da quei giudici comunisti (anzi brigatisti), che si tromba allegramente sette/otto minorenni per volta per festeggiare l'impunità totale.

In attesa di quel momento, dobbiamo accontentarci di uno spettacolo quasi grottesco (scusate per il quasi), tra sparate sulle Br nelle Procure e modifiche dell'articolo 1 della Costituzione, tutte leccornie che provocano orgasmi multipli ai pidiellini di ferro, che ora vedono in Lassini (“autore” o presunto tale dei manifesti “Via le Br dalle Procure”) la speranza di una “nuova” generazione forzista pronta a bersi e a condividere ogni cazzata del padrone.

Lassini però si è macchiato di un reato gravissimo, che trascende la cazzata sulle Br: si è macchiato di plagio, oltretutto spudorato, perché lo sanno tutti coloro dotati di una scatola cranica che l'ispiratore maximo di quelle soavi parole è B, un rarissimo esemplare di uomo capace di stravolgere l'intera storia italiana. L'arte di travisare ogni verità oggettiva è certamente l'arma preferita di questo truffatore, che, grazie al suo grande intuito da furbastro, ha individuato da anni gli obiettivi da distruggere e la sequenza di azioni da eseguire per annientare lo Stato per come lo conosciamo: basta sbriciolare Storia, Parlamento e Costituzione (comunemente note come i pilastri della nostra democrazia), e il gioco è fatto!

Alla Storia ci sta già pensando la Carlucci, che in qualità di docente universitaria di “'sta cippa”, ha aspramente criticato i libri di storia che circolano nelle scuole, a suo dire troppo di sinistra (chissà se si riferiva solo ai libri). Nelle nuove ristampe ad esempio si dovrà dire che la Seconda Guerra Mondiale l'ha persa la Germania, ma non l'ha vinta l'Urss. È stato un pareggio. E via! Basta con la sinistra che spadroneggia nelle scuole!

Al Parlamento e alla Costituzione, invece, ci penseranno (e ci stanno già pensando) gli onorevoli servi, con riforme relative soltanto all'interesse di B (come sempre), spacciandole per atti di patriottismo o per normale e dovuta omologazione alle normative europee. O magari con una nuova legge elettorale, fatta peggio della “porcellum” (il che è quasi impossibile, ma mai dire mai). E con un Ceroni qualsiasi proporre la modifica dell'articolo 1 della Costituzione, in questa nuova formula:“L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro e sulla centralità del Parlamento”. Lo scopo del tutto? È sempre lo stesso: creare confusione totale nell'italiano medio, confusione che porterà alla distruzione dell'attuale repubblica, sulle cui rovine sorgerebbe il nuovo impero.

Ma ci vuole tempo. B pensava che bastassero 30 anni di televisione spazzatura e 17 di occupazione di Governo e/o Parlamento per assicurarsi la nomina di primo imperatore italiano, con tanti saluti ai Savoia. Ma si sbagliava: l'Italia, seppur faticosamente, resiste o provando a resistere, cercando di proteggere il cervello dalla sua televisione e dalla sua politica.

Scacchisticamente parlando”, B ha deciso di mandare in avanscoperta qualche pedina tipo Ceroni e Lassini, sperando di sfinire l'avversario (in effetti non ne possiamo più di lui e della sua banda di pirla). E dall'altra parte? Chi muove i pezzi sull'altro lato della scacchiera? Dov'è la coalizione che dovrebbe spazzare via B? C'è il Pd? C'è una coalizione? C'è Vendola? Chi c'è? Ma soprattutto dove diavolo sta il benedetto programma? Esistono proposte concrete che vadano oltre i referendum (che oltretutto la maggioranza sta ostacolando in ogni modo)? Questi sono i quesiti che si pongono gli italiani, stanchi di B, stanchi di vivere da anni nell'ufficioso impero berlusconiano, che vorrebbero recuperare dignità nazionale e internazionale.

Più resterà invariata (e avariata) la situazione, e più B avrà strada libera per dare scacco matto a questo Stato, quello stesso Stato Italiano che riuscì a superare strategie della tensione, omicidi di Stato, stragi, bombe, brigatisti, fascisti, governi balneari, della non sfiducia di solidarietà nazionale, monocolori democristiani e perfino patti mafiosi (accuratemente occultati).

Per salvare lo Stato da B c'è bisogno di tutti noi, di tutti coloro che non tollerano l'abuso di potere e che esigono il rispetto dei valori fondanti del nostro Stato.


Sonny De


21 aprile 2011

GOVERNO "MAGNONE" AGGIUNGE POSTI A TAVOLA



Aggiungi un posto a tavola che c’è un responsabile in più…E questi responsabili hanno appetito, . Questo governo diventa ogni giorno parodia di qualcosa. Arriverà ad essere la parodia di se stesso. E’ bastata una conferenza stampa del gruppo dei cosiddetti ‘Responsabili’ per mettere Berlusconi con le spalle al muro: si farà il rimpasto e saranno aumentati i posti di governo. Significa che l’immobile, inutile e dannoso esecutivo di Berlusconi per continuare a fare ciò che fa, cioè nulla, potrà contare almeno su due nuovi viceministri e sette o addirittura otto sottosegretari. Alla faccia dei costi della politica. Tanto pagano i cittadini. Siamo arrivati davvero alla farsa se dobbiamo pure sentirci dire da La Russa che si tratta di un ‘completamento, non di un rimpasto come viene erroneamente chiamato’. Berlusconi va ripetendo da tempo, come un disco rotto, che la maggioranza è compatta e che quota 330 deputati è vicina. Se fosse vero non avrebbe bisogno di precettare i ministri in Aula per non andare sotto ad ogni votazione importante. Se fosse vero la tenuta del governo non dipenderebbe da qualche prezzolato capace di alzare il prezzo del proprio sostegno ad ogni occasione. Se fosse vero, appunto, ma non lo è. Non solo: è partita anche la campagna stampa del Giornale (di famiglia) contro Tremonti. Titolo di prima pagina: ‘Scoppia il caso Tremonti. Bufera nel Pdl. Galan si ribella ‘un socialista all’economia ha commissariato il governo’. Sotto il titolo la ‘riabilitazione’: Il ministro si pente e promette: basta con le persecuzioni fiscali. Insomma, il messaggio spedito da Berlusconi è chiaro: Giulio stai manzo. E’ noto che il superministro dell’Economia ha il pallino del gioco in mano e non risponde a nessuno, neanche a Berlusconi. Ed è a lui che si guarda quando si pensa ad un cambio in corsa nel centrodestra, anche per i suoi ottimi rapporti con Bossi e la Lega. In questo quadro si inserisce la proposta di cambiare l’Art. 1 della Costituzione. No comment, per carità di patria. Berlusconi, politicamente, è alla frutta, dobbiamo essere pronti.


Massimo Donadi


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