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QUANDO LO SCETTICISMO SI TRADUCE IN UN SEMPLICE GESTO.
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Pensieri Disagiati
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24 giugno 2013

I MAGNIFICI SETTE - di Sonny Delvecchio


Alla fine la sentenza di primo grado del processo Ruby è giunta, e ha squarciato il tranquillo cielo italico sotto cui bivacca la precaria e quanto mai mostruosa accozzaglia formata da Pd e Pdl.

Il caro, puro e casto B. si è cuccato una bella condanna a 7 anni per prostituzione minorile e concussione. Sulle facce pietrificate di Ghedini e Longo, storici avvocati difensori (a nostre spese) del povero perseguitato, c'era scolpita la consapevolezza che il primo grado sarebbe andato male, ma mai avrebbero pensato, forse neppure nei loro peggiori incubi, che la condanna fosse addirittura più dura di quanto richiesto dalla Procura di Milano (6 anni, 5 per la concussione e uno solo per la prostituzione minorile).

La notizia ha fatto il giro dello stivale in un nanosecondo (non è della facile ironia) e, come una saetta, ha attraversato tutto il globo. B condannato per la seconda volta nel giro di poche settimane. Si materializza il sogno orgasmico di tutti quegli italiani che s'indignarono, e s'indignano tuttora, di fronte ai resoconti delle fantomatiche “cene eleganti” che si tenevano presso la residenza dell'ex premier, col via vai del suo piccolo grande harem, che gli stava avvinghiato cercando di spremere il più possibile i capezzoli raggrinziti – ma pur sempre rigonfi di denaro – di un quasi ottantenne col “culo flaccido” (Minetti dixit), sbavando abbastanza per meritarsi una “piccola” ricompensa.

Oltre alla condanna, il tutto è stato impreziosito dall'interdizione perpetua dai pubblici uffici, pena che conferisce un sapore ancor più aspro alla già pesante condanna.

Ora ci aspettiamo le reazioni indignate della sua “corte dei miracoli”. Capezzone proporrà, in segno di protesta, l'evirazione di tutti i tesserati Pdl, la Santanché organizzerà cortei in tutta Italia in favore della prostituzione minorile (dopo aver proposto uno sciopero fiscale in caso di condanna del suo leader, questo potrebbe addirittura risultare sensato), e tra i partecipanti ci sarà certamente il piduista Cicchitto, che probabilmente sfilerà incappucciato, gridando “Viva la figa a pagamento!”, sventolando la sua tessera della P2, mentre Brunetta organizzerà picchetti nei giardini condominiali, magari assistito da Eolo e Gongolo.

Ciò che più sbalordisce è il fatto che nessuno di questi signori abbia il benché minimo sospetto o un microscopico dubbio che il loro padrone (scusate, leader) abbia commesso i reati per i quali è stato condannato. L'irrazionale cecità di questi figuri dimostra due fatti: 1) che per questi signori se B sparasse a qualcuno ripeterebbero la solita filastrocca della “politicizzazione della magistratura”, a dimostrazione che secondo il loro concetto di giustizia Berlusconi non può essere condannato; 2) chi pensa che le sentenze di condanna a Berlusconi siano ingiuste a prescindere, ha la stessa capacità di raziocinio di un bambino di 4 anni.

Ad ogni modo, questo era solo il primo grado di giudizio. In Italia anche i sassi sanno che ci sono l'appello ed eventualmente la Cassazione per ribaltare un verdetto. Ergo, i fan di B si mettano il cuore in pace: se il reato non cadrà (o fatto cadere) in prescrizione, potranno sempre sperare che il verdetto di primo grado venga ribaltato in appello o in extremis dalla Cassazione.

La domanda che sorge spontanea è: ma se la condanna dovesse essere confermata anche in appello e in Cassazione, in cui saranno altri giudici a verificare nuovamente se ci sia stato o meno il reato, cosa diranno questi personaggi ottenebrati da un vomitevole cesarismo? Si appelleranno all'Onu? Al WWF? Chiederanno l'intervento di Papa Francesco? Lo giustificheranno dicendo magari che “farsi una minorenne è reato solo se la minorenne viene indotta e non costretta”? Oppure giocheranno la carta “colpo di Stato”, con un assalto al Tribunale di Milano, ricalcando la scena finale de “Il Caimano” di Nanni Moretti?

Avendo assaggiato più di una volta la veemenza delle proteste dei sostenitori di B contro giudici e procure, in particolare quella milanese, che osano condannarlo, forse dovremmo effettivamente prepararci a giorni in cui le dichiarazioni “ad minchiam” si sprecheranno. Dovremo avere lo stomaco molto forte, sentendo i commenti lacrimevoli della Biancofiore o della Prestigiacomo.

Ma una cosa è certa: lo spettacolo sarà senz'altro da pisciarsi addosso dalle risate!

Happy sentence, mr. B!


22 maggio 2013

ABBIGLIAMENTO ELETTORALE - di Sonny Delvecchio



Tutti ormai siamo a conoscenza del fatto che il Giornale sia da parecchi anni un quotidiano satirico, dedito a raccogliere e a rovistare nella monnezza e a pescare le notizie più futili.
Oggi però Gian Marco Chiocchi e Simone Di Meo hanno superato l'incredibile, sprecando prezioso inchiostro per riportare una notizia proveniente da Caserta, più precisamente da un istituto tecnico in cui una professoressa avrebbe costretto un ragazzo a togliersi la maglietta che indossava, una maglietta recante la stampa del faccione botulinato di B. 
Ora che B non sia un'icona rock, storica, letteraria, religiosa o mitologica è fuori discussione. Ognuno è libero di indossare ciò che vuole e dove vuole. Ma per evitare discussioni futili in un luogo in cui (teoricamente) ci si reca per imparare e non per fare campagna elettorale, forse un po' di buon senso non farebbe male. Buon senso, quello che non hanno avuto i genitori del ragazzo che per tutta risposta hanno denunciato la professoressa. Lo shock subito dal ragazzo sembra quasi che gli impedirà di frequentare lo stesso istituto il prossimo anno. Ora, parliamoci chiaro, ma di cosa stiamo parlando? Può essere un argomento d'interesse nazionale questo fatto? Un bel "ma che ci frega", no? 
Ma del resto è l'Italia di fatti irrilevanti pescati ad arte per gettare fumo negli occhi alle masse, per tentare di distoglierle da cose molto più importanti, come ad esempio il fatto che un senatore del Pdl abbia fatto una proposta di legge (poi ritirata) per dimezzare la prescrizione del reato di concorso esterno in associazione mafiosa. 
Questi difensori della libertà di abbigliamento, questi Chiocchi e Di Meo, già noti per le sparate su Roberto Saviano, rappresentano il giornalista medio (basso) italiano: pronto a offrire corpo e cervello come una meretrice, incarnando perfettamente la fin troppo veritiera teoria della "prostituzione intellettuale" di José Mourinho, rivolta proprio ai giornalisti italiani.
Sappiamo bene che la campagna elettorale pro Silvio da parte del Giornale è costante e instancabile, e non dovrebbe neppure più stupire la veemenza propagandistica di certi giornalisti, pagati appositamente per raccogliere voti e non notizie. Forse spaventa il modo così palese e spudorato di fare campagna elettore pro B mediante qualsiasi tipo di notizia.  Chissà che zompi si sta facendo Montanelli nella tomba... 
Riposa in pace, Indro: tanto ormai non c'è più nulla da fare, ma soprattutto da leggere... 




permalink | inviato da Sonny De il 22/5/2013 alle 13:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

20 maggio 2013

LO STAGNARO BLOOMBERG - di Sonny Delvecchio


Se qualcuno ci venisse a dire: "fare l'idraulico può essere una soluzione migliore che frequentare Harvad", forse lo accompagneremmo presso il più vicino centro psichiatrico, magari trasportandolo in ambulanza e, in casi estremi, facendogli indossare una confortevole camicia di forza.

Questo non è accaduto a New York, dove il sindaco Michael Bloomberg ha proferito questa elefantiaca minchiata, senza essere prontamente internato. I newyorkesi che da parecchi anni ormai amano (e odiano) il loro sindaco, sono abituati a queste sparate e alle sue bislacche crociate, come quella che ha finito per bollare come terroristi i fumatori newyorkesi.

Il salomonico primo cittadino ha suggerito agli studenti che non eccellono all’università di lasciar perdere gli studi, rimboccarsi le maniche, appropinquarsi a tubi gocciolanti e a rinunciare a strampalati sogni di gloria. Uno studente statunitense spende in quattro anni di college una cifra che si aggira intorno ai cinquantamila dollari (sic!) solo in tasse universitarie. Senza guadagnare un dollaro. La trafila è presto detto: lo studente chiede un prestito e quel prestito diverrà il suo cruccio per almeno una decina d'anni, ossia il tempo minimo nel quale lo studente può sperare di estinguere il debito. Al sindaco Bloomberg non è passata neppure per l'anticamera del cervello che il vero problema non sono gli studenti, bensì le tasse universitarie.

Immaginatevi che gioia avranno provato dinnanzi a queste parole delicate quei poveri studenti che, non essendo Einstein (che pare avrebbe voluto essere proprio un idraulico in un'altra vita... Appunto: in un'altra vita...), devono faticare il doppio sui libri, a volte senza neppure portare a casa risultati soddisfacenti.

È straordinario sentirsi quasi derisi da grassi milionari, ministri senza titoli, personalità di spicco che si credono i padroni della verità. Per costoro il futuro migliore per i giovani sarebbe con una chiave inglese in mano, piuttosto che con un buon libro.

Anche in Italia, gente del calibro di Brunetta e di Elsa Fornero (solo per citarne due) si diletta a irridere gli sforzi di ragazzi che auspicano, magari, di costruirsi un futuro migliore di quello del padre operaio o idraulico e che per tutta risposta vengono perfino definiti con disprezzo "choosy", nonostante si dannino l'anima, avventurandosi per necessità in lavori precari, con un tornaconto economico risibile e oltretutto deprimenti.

È come se questi alti papaveri della nostra società ci dicessero: "Ragazzi, siete arrivati tardi: quello che potevate mangiare ce lo siamo già pappato noi, senza neppure lasciarvi le briciole...".

Quanto è bello essere giovani nel 2013. È proprio meraviglioso...

11 maggio 2013

I NEUTRINI COLPISCONO ANCORA - di Sonny Delvecchio

"Non voglio eludere il tema della giustizia, ma quello di domani sarà prima di tutto un evento programmatico, che rinnova il pieno sostegno al governo Letta”. Così parlò la Gelmini, già brillante ministro dell'Istruzione e celeberrima scienziata di fama internazionale, secondo cui i neutrini corrono lungo un tunnel sotterraneo finanziato dall'ultimo governo Berlusconi. Una specie di autostrada senza limiti di velocità e senza casello. Tipo la Salerno-Reggio Calabria. 
Ma Mariastella, che non vive di sola scienza, ha voluto poi entrare nel merito della condanna del suo leader (B), commentando lapidariamente: “Una sentenza assurda... Non ci sarà nessun imbarazzo per governo e alleati... e poi mi pare che il Pd abbia ben altro a cui pensare”.
La palese dicotomia di questo commento, coglie però almeno due aspetti molto interessanti, su cui aleggia un fitto mistero. Ma è la stessa Gelmini che per superare l'esame di Stato e divenire avvocato si recò a Reggio Calabria, lasciando l'amata Brescia, nella quale era impossibile superare quell'esame? Pare proprio che non sia un caso di omonimia. L'altro mistero è il silenzio del Pd di fronte alla convocazione della piazza contro i pm da parte dei "Silvio's angels". (Ah già: i morti non parlano... mistero già risolto).
Si potrebbe suggerire alla magnifica Gelmini di proporre l'abolizione della magistratura. Se la Giustizia rappresenta un grattacapo irrisolvibile, si potrebbe direttamente abolire! Anche perché il problema sarebbe eliminato alla radice. 
Oppure eliminare tutti i processi del Silvio, proclamare la pace tra guardie e ladri e vivere finalmente felici e contenti, evadendo, rubando, inchiappettando avvenenti dodicenni e facendo tutto ciò che più aggrada a Silvio. 
Ci auguriamo che Mariastella, l'astro più iridescente del Pdl, approfitti di questi preziosi consigli e spinga finalmente la popolazione a eleggere Silvio Imperatore d'Italia.
ERGO, prepariamoci. Di questi tempi la la realtà è surclassata dalla fantascienza. Perciò, Ave Silvio! Morituri te salutant...

9 maggio 2013

SCHIFANI DETTO BLADE RUNNER - di Sonny Delvecchio

Neppure il tempo di beccarsi la conferma in appello della condanna di 4 anni di reclusioni, 5 di interdizione da pubblici uffici e 3 da cariche amministrative, che i Silvio's Angels si sono trincerati attorno al loro capo. Particolarmente toccanti le parole dell'ex presidente del Senato (sic!) Renato Schifani: "Continua la persecuzione giudiziaria nei confronti del presidente Berlusconi, leader politico che ha il consenso di dieci milioni di elettori. Evidentemente, per una certa magistratura, la stagione della pacificazione è ancora lontana e forse non arriverà mai".
Dichiarazioni che farebbero impallidire gli sceneggiatori di Blade Runner per la loro portata fantascientifica. Seguendo letteralmente le elucubrazioni di Schifani, ne consegue che la magistratura non dovrebbe perseguire B perché ha il consenso di dieci milioni di italiani. Quindi, ragionando in parallelo, se Pacciani avesse avuto dieci milioni di elettori, Schifani si sarebbe stracciato le vesti, denunciando una persecuzione nei suoi confronti? Se Bernardo Provenzano e Totò Riina avessero dieci milioni di elettori, Schifani parlerebbe di lontana pacificazione tra Stato e Mafia?
La costipazione mentale dei lobotomizzati del Pdl fa quasi tenerezza, anche perché non si riesce a capire come questi poveri sventurati interpretino la Logica. Kant e Hegel si sarebbero suicidati se avessero incontrato Capezzone o Brunetta. Ma in fondo bisogna avere anche un po' di comprensione nei confronti dei Silvio's Angels: si erano abituati a vedere il loro leader prescritto grazie a gentili leggi ad hoc, da lui stesso ideate, ma presentate con la gentile disponibilità di vari prestanomi. 
Ma anche il più grande inventore prima o poi è destinato a commettere un'imprudenza, comunemente nota come "cazzata". Quella commessa da B è stata di non andare in esilio al momento opportuno. 
L'avrà fatto per noi? Perché non poteva permettere di lasciare l'Italia a Grillo e ai comunisti? Grazie per il pensiero, Silvio, ma non avremmo disdegnato di vedere finalmente gettate le basi per un paese moderno, con una destra che facesse mea culpa per gli errori madornali, reiterati e mai ammessi, di vent'anni di politica sciagurata, votata alla tutela degli interessi di un sol uomo, dei suoi amici e degli amici degli amici.
È proprio un peccato che in questo clima di pacificazione in stile "volemose bbbene", rispunti la magistratura, pronta a mettere ancora una volta i bastoni tra le ruote di Silvio. Perché è innegabile, quasi ovvio, che sia colpa della magistratura se B ha, come è stato scritto nella sentenza di primo grado - confermata in appello - "una grande capacità a delinquere.. di ideatore di una attività delittuosa tesa ad una scientifica e sistematica evasione di portata eccezionale...".
Caro Schifani, Le doniamo le parole di un certo Aristofane: "La gioventù diverrà vecchiaia, l'immaturità si perderà via via, l'ignoranza può diventare istruzione e l'ubriachezza sobrietà, ma la stupidità dura per sempre". 
E come commentava Nino Manfredi nel film "C'eravamo tanto amati": a poco intenditor, buone parole...

28 aprile 2013

INTESE LARGHE MA NON TROPPO - di Sonny Delvecchio


Gioite italici cittadini! Finalmente le parti avverse si sono trovate e ha formato quel governo dal paese tanto agognato. Son bastati 9 sciagurati del Pd, la cui esistenza ormai è un dubbio amletico, 5 lungimiranti furbastri del Pdl, un civico di montiana fede e la cara Bonino e il pastrocchio è stato servito sulla tavola degli italiani, senza nemmeno augurare buon appetito ai malcapitati che dovranno ingerire pietanze non proprio prelibate e innocue. 
Letta però, scaltro quasi quanto la zia (scusate, volevo dire lo zio) Gianni, ha pensato bene di mettere nella squadra dei suoi ministri anche due elementi di rottura con la politica in senso lato: Josefa Idem, la campionessa olimpica di canottaggio, allo Sport e alle Politiche Giovanili, e la democratica Cecil Kyenge, di origine congolese che si presenta come il primo ministro per l'immigrazione, il primo ministro di colore in Italia. Si tratta di Storia, come quando nel 1882 Andrea Costa fu il primo socialista a metter piede in Parlamento Italiano.
Due note liete in un concerto di steccate e di stonature da mettere i brividi. Questo effetto di puro godimento, per chi ha il senso dell'orrido, poteva esser dato soltanto da Angelino Alfano all'Interno, da Maurizio Lupi alle Infrastrutture e ai trasporti, che almeno potrà organizzare con largo anticipo i carri bestiame diretti al meeting di CL che si tiene a Rimini tutte le estati; nonché da Gaetano Quaglieriello alle Riforme Istituzionali, proprio lo stesso Quagliariello, rinomato "liberalista" molto british, oltretutto docente alla Luiss di Roma, che urlava in pieno Parlamento: "assassini assassini", rivolgendosi ai colleghi della Sinistra in occasione della morte di Eluana Englaro. Più che liberale, sarebbe da legare...
Nonostante i conati che già solo questi nomi provocano, questa lista sembra aver suscitato entusiasmo e compiacimento, con Napolitano in testa a tutti, per buona pace degli elettori di sinistra traditi e di quelli di destra gongolanti, sapendo che presto il loro Unto, grazie a questa mossa da vero opportunista dall'ineccepibile senso di responsabilità, tornerà a spadroneggiare a Palazzo Chigi.
Per dovere di cronaca si deve segnalare la sparatoria avvenuta alle 11.40 davanti a Palazzo Chigi. Ad opera di uno squilibrato? No. Luigi Preti, 49 anni, non ha turbe psichiche: ha "soltanto" quel piccolo problema chiamato disoccupazione cronica, aggravata da una separazione. Letta ha prontamente convocato un consiglio dei ministri, scritto volutamente minuscolo per sottolineare la bassezza dei natali di questo governo, figlio di un risultato elettorale indecifrabile e ambiguo e dal volere del Supremo Capo dello Stato.
L'unico modo per questo governo di acquistare credibilità sarebbe quello di dimostrarsi operoso e soprattutto utile al Paese. Considerati i governi degli ultimi dodici anni, sarebbe davvero un'impresa fare danni maggiori. 
Ma mai dire mai...

20 aprile 2013

IO NON MI SENTO ITALIANO - di Sonny Delvecchio


738 voti. Ampiamente superato il quorum di 504 unità. Giorgio Napolitano è stato nominato per la seconda volta Presidente della Repubblica.

Storicamente si tratta di un inedito spaventoso: mai in 67 anni di storia repubblicana si era assistito a nulla di simile. Non si è riusciti a convergere su un altro nome che trainasse il Paese fuori da un momento drammatico. L'Italia del '78, sconvolta dalle bombe, dalle Br e dal caso Moro, fu capace di eleggere non senza difficoltà un certo Sandro Pertini, un partigiano che aiutasse il popolo italiano a resistere nel momento più buio della nostra democrazia. Al tempo la politica non era certo migliore dei giorni nostri, ma sapeva ancora essere vicina alla gente, nonostante il disamore sgomitasse già da tempo tra i cittadini.

Oggi, invece, assistiamo alla politica di palazzo (la p minuscola è la considerazione e il rispetto che esso merita da parte nostra), che si è tappata le orecchie dinanzi alle invocazioni che volevano che il Parlamento votasse per un uomo fuori dai partiti, che comunque aveva un passato politico di Sinistra, ma che non si era mai incatenato ad essa con oltranzismo ideologico: Stefano Rodotà.

Chissà per quanto tempo fantasticheremo su quello che sarebbe successo con Rodotà. Certo, forse non avremmo colonizzato Giove e Saturno e forse non avremmo imparato a comunicare telepaticamente, ma forse ci sarebbe stato quel passo da parte della politica verso i cittadini, un passo che andasse oltre la mera campagna elettorale. E invece quel passo non è stato fatto, anzi: il Pd ha perfino optato per il definitivo harakiri, che consegna alla Storia Italiana questo partito come il più inutile e inconcludente di tutti i tempi. Staccato dalla base, diviso al suo interno, manco fosse la vecchia Dc o il vecchio Psi, con un segretario imbarazzante sotto molti aspetti, con il carisma di un cestino dell'immondizia. Il Pd, in poco meno di due mesi, ha stroncato sul nascere qualsiasi speranza per la Sinistra di governare, cadendo rovinosamente e affossando la Sinistra stessa, per la quale la diagnosi è la seguente: per i prossimi 10 anni all'opposizione (forse perfino fuori dal Parlamento).

Grillo e M5S hanno dimostrato coerenza e si sono schierati a fianco dei loro elettori che chiedevano un cambiamento. Le modalità qualunquiste di proporsi alla piazza sono andate sempre più assottigliandosi, perché l'elettore si ritrova sempre più nelle spiegazioni urlate di Grillo che nelle metafore di Bersani; vede Grillo in mezzo alla gente e Bersani&co lontani anni luce; vede le idee chiare di M5S e la confusione degradante del Pd. E a quel punto anche l'elettore di sinistra più accanito, convinto, innamorato delle sue idee, disposto a difenderle coi denti, si arrende all'evidenza che una Sinistra così non merita di essere votata.

Perciò un bell'applauso al Partito Democratico a cui vanno i più sentiti ringraziamenti da parte degli elettori di Sinistra e da parte di Berlusconi, che assiste con un ghigno maligno all'autodistruzione di una creatura che non merita di sopravvivere e che si spera possa dissolversi nel nulla al più presto, portando con sé quel nauseabondo olezzo che solo una carogna può emanare.

Seppelliamolo insieme. Non versiamoci neppure una lacrima. Voltiamoci e creiamo un Sinistra ex novo. Il tempo non ci mancherà. Ci vuole solo il buon senso di cancellare questi 20 anni.

Infine una parola al “nuovo” Presidente:

Caro Presidente, La rispetto in quanto Capo dello Stato e la riconosco come Presidente di tutti gli italiani. Sono io che non mi sento italiano... mi scusi Presidente, ma oggi proprio non mi sento italiano. E non so quando mi sentirò nuovamente tale... In bocca al lupo, Presidente”.


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