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QUANDO LO SCETTICISMO SI TRADUCE IN UN SEMPLICE GESTO.
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Cultura e dintorni
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17 marzo 2016

Verbale riunione del 15 gennaio 2016

Le persone presenti hanno discusso su questi argomenti :
Nascita dell'Associazione:
Da "movimento Lotta al Cybercrime Truffe Affettive Italia" abbiamo deciso di diventare "associazione", soprattutto per i suggerimenti autorevoli di Enzo Cucco. Al punto in cui siamo ora , creare un'entità che abbia status e forma giuridica è diventato fondamentale per poter attingere a finanziamenti pubblici sia italiani che europei, ma anche per avviare attività sul territorio e in rete, dare visibilità ai nostri obiettivi e poter interagire con Enti Pubblici e privati, con la Polizia Postale e la Magistratura.
Quale NOME dare all'associazione ?
Esistono nomi di associazioni freddini, senza fantasia e senza anima e noi vorremmo trovarne uno giusto. Per questo ci stiamo arrovellando da tempo e, non volendo ricorrere a nomi troppo pesanti e generici che potrebbero tenere lontani i potenziali aderenti , ci eravamo orientati , durante la scorsa riunione, ai seguenti nomi "Cucu Net" oppure "COUCOU NET ", perchè è in quel modo, ovvero con quel saluto (francese) che nasce il tipo di truffa sentimentale di cui ci stiamo occupando.
Tale termine è stato però bocciato da alcuni di noi, che la volta scorsa erano assenti, perchè giudicato un po' frivolo e non adeguato alla nostra "mission" già di per sè di difficile comprensione, visto stereotipi e pregiudizi sociali. Inoltre , le truffe sentimentali ed affettive, non parlano solo francese come ben sappiamo, ma anche inglese, spagnolo, italiano ecc.
Sicchè, dopo la stesura di un breve elenco, abbiamo optato per un termine che ci pareva appropriato, vale a dire : A.V.R.A.I. Associazione Vittime Raggiri Affettivi Italia .
Tale termine potrebbe essere adeguato, confrontandolo anche con nomi di altre associazioni, i quali ci sembrano molto didascalici e potremmo anche adottarlo; tuttavia, recentemente la nostra avvocata Maria Braggion ci ha suggerito A.C.T.A. Associazione Contro le Truffe Affettive , che secondo chi sta scrivendo è davvero azzeccato. ACTA è latino e significa Atto . Il latino, inoltre, è lingua elegante e assai consona per i nostri scopi. Che ne dite?
E' ovvio che in coda al NOME adottato, ci sarà il sottotitolo, ovvero la descrizione delle nostre attività, parole che dobbiamo ancora comporre . Ecco alcuni termini che potremmo inserire: diritti su internet, raggiri, furti d'immagini, frodi di identità , estorsioni, ricatti, truffe amorose, relazionali, sentimentali, amorose, truffe romantiche, che fanno leva su emozioni, usurpazioni, investigazioni , vittime raggirate, foto usurpate, reputazione , investigazioni, truffacuori, cyber truffatori, impostori e inoltre, non dimentichiamoci di inserire Italia, Europa, internazionali , internet ecc ecc)
Presidente, Vice Presidente, Consigliera e Revisora dei Conti
Confermando la volontà dell'ultima riunione , abbiamo individuato le seguenti persone per l'espletamento dei compiti da:
Presidente: Jolanda Bonino
Vice-Presidente Simona Manis Algisi
Consigliera Sara Conforti
Revisora dei Conti Luciana Rinaudo
Statuto
Abbbiamo dato lettura della bozza di Statuto , fornitaci da Cucco, ma esso dovrà essere declinato anche al femminile visto che i termini sono tutti e soltanto al maschile , mentre la lingua italiana prevede 2 generi non avendo il neutro (come ha invece la lingua inglese). Tale bozza di statuto dovrà essere anche "smaschilizzato" e cioè non dovranno esserci riferimenti ed allusioni sessuali del tipo "membro" "in seno alla maggioranza" ecc. Per es. il termine "membro" può essere sostituito con componente o esponente, il termine "uomo" con persona, individuo o essere, e così via.
Ricordiamo che il linguaggio non è un aspetto deridibile , irrilevante e neppure secondario visto che ci occupiamo anche di stereotipi , pregiudizi sociali e facciamo riferimento alle Pari Opportunità . Rivedere il linguaggio, anche nel lessico, è quindi necessario per evitare tanti automatismi e per modificare tanti preconcetti con cambiamenti coscienti sui processi mentali .
Convegno
Per varie ragioni, abbiamo optato per una data autunnale, magari in novembre 2016. Avremmo così il tempo per invitare altre associazioni europee che si occupano di Truffe Affettive e Cybercrime , contattare le persone che dovranno relazionare al nostro convegno, sia nell'ambito dell'Università, della Polizia Postale, della Magistratura , delle Associazioni o Enti che si occupano di supporto psicologico alle vittime ecc. ecc. e creare alleanze sul territorio, all'estero e con i responsabili dei Social Networks (Facebook, Badoo, Net Log, Twitter, Nirvam etc.). L'obiettivo è far conoscere la situazione in Italia, raccordandoci con altre esperienze estere. L'evento potrebbe svolgersi nei locali della Regione Piemonte dov'è presente strumentazione adeguata per traduzioni linguistiche e proiezione di video .
Visibilità della nostra associazione
Oltre al Convegno di novembre 2016 e alle attività presenti tuttora (profilo Facebook, diffusione via internet delle storie di persone raggirate e notizie estere o di messa all'erta da questo tipo di truffe), potremmo continuare a dare visibilità alla nostra Associazioni con una NEWS LETTER da inviare mensilmente o ogni due mesi a 4000/5000 soggetti via mail.
Diventa molto importante, inoltre, avere un SITO e di questo , come dell'acquisto di un dominio, ne discuteranno a tempi brevissimi Claudio Guaraldo con Gianni Candelo, Flavia Cavallero, Simona Manis Algisi, Enzo Cucco, Sara Conforti , ai quali chiediamo di autoconvocarsi .
Polizia Postale
Enzo Cucco ha relazionato sul suo incontro con la Dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Piemonte e Valle d'Aosta.
Il Servizio Polizia postale e delle comunicazioni dipende funzionalmente dal Ministero degli Interni e gerarchicamente dalle Questure ed ha un ufficio presso i Tribunali.
Ha sede a Roma, coordina l'attività di 80 sezioni territoriali e di 20 compartimenti di polizia postale, localizzati in tutti i capoluoghi di regione (ad esempio Milano, Firenze, Napoli, ecc.), ad esclusione della Valle d'Aosta, che rientra nelle competenze del Compartimento di Torino.
I compartimenti hanno competenza regionale e sono generalmente diretti da una o un Primo Dirigente della Polizia di Stato.
Pur essendo circa duemila gli uomini e le donne del Dipartimento di Pubblica Sicurezza , sono sottorganico per la mole di lavoro esistente .
In particolare la Polizia Postale si occupa di pedopornografia, cyberterrorismo, copyright, che è li controllo della diffusione illegale di file, l’haking e cioè il controllo di tutti quelli che utilizzano la rete per danneggiare e colpire particolari obiettivi, la protezione delle infrastrutture critiche del Paese, l’ e-banking e cioè le nuove frontiere del commercio e della circolazione di denaro, l’analisi criminologica dei fenomeni emergenti, ma si occupa anche di giochi e le scommesse online, oltre al cyberbullismo.
Veramente tante cose, ma anche le truffe sul web sarebbero da inserire in questo lungo elenco, se non altro perchè qualcuno già comincia a pensare che possano esserci correlazioni con il terrorismo. Invece, le truffe sentimentali continuano ad essere prese in scarsa considerazione per ora, nonostante la Polizia Postale ne sia ampiamente a conoscenza. Riceve un'infinità di segnalazioni giornaliere ma manca il tempo per darne seguito.
Paola Capozzi ha però dimostrato attenzione e ha dato la sua disponiblità a partecipare al nostro Convegno in qualità di relatrice.
Magistratura
Jolanda Bonino che tiene i rapporti con la Magistratura di Torino, insieme a Enzo Cucco e Rosanna Paradiso , che ci fa da tramite, ha sostenuto che la Magistrata di Torino che si occupa di crimini informatici è disponibile a partecipare al nostro Convegno, in qualità di relatrice.
Insieme a Rosanna Paradiso della Procura della Repubblica di Torino provvederemo ad individuare altre e altri autorevoli Magistrati Europei che si occupano di cybercrime e truffe affettive sul web , da invitare al Convegno affinchè ci espongano le loro esperienze.
In aggiunta, Rosanna Paradiso afferma che la situazione delle truffe on line, in generale , prevedono indagini complesse poiché la maggior parte dei crimini ha origine in Paesi con cui vi è una scarsa collaborazione giudiziaria ( Ghana, Nigeria, Senegal, Costa d'Avorio, Benin ecc.) o in Paesi Balcani. Anche lei è d'accordo, che al momento siano più utili intelligenti campagne d’informazione a tutti i livelli, utili soprattutto per raggiungere le persone, potenziali vittime di questo tipo di crimini.
Sarà opportuno lavorarci ancora molto e capire quali siano le realtà in atto in Europa , per esempio network europei ai quali aderire . Si potrebbe, inoltre, costruire una o più testimonianze che possano partecipare a qualche trasmissione televisiva.
Investigazioni
Da tempo , alcune di noi stanno svolgendo indagini "fai da te" sulla natura e tipologia dei truffacuori; abbiamo già raccolto diverse informazioni, ma al momento abbiamo deciso di soprassedere e di sospendere parzialmente questo compito.
Tuttavia abbiamo ancora due persone, Antonia e Angelica Daniela che continuano le ricerche. In particolari le due "indagatrici" continuano a produrci materiale curioso ed utile oltre a dilettarsi a prendere in giro tanti cyber truffacuori.
Torino, 21 gennaio 2016
Jolanda Bonino e Luciana Rinaudo

21 febbraio 2016

In memoria di Gloria Rosboch


Le volontarie e i volontari del Movimento Lotta al Cybercrime e alle Truffe Affettive esprimono la propria vicinanza ai genitori Ettore e Marisa, ai familiari, amici e colleghi di Gloria e a tutto il paese di Castellamonte. Gloria è stata ammazzata dal cinismo dei suoi assassini e oltraggiata dai facili pregiudizi, odiosi quanto il pozzo in cui il suo corpo è stato gettato.
Riposa in Pace Gloria, non ti dimenticheremo.

Movimento Lotta al Cybercrime e alle Truffe Affettive

12 gennaio 2016

Falso principe azzurro del web liquidato senza troppi complimenti da imprenditrice di Cagliari

RICERCATO PER AUGURI
In questo periodo di feste e festeggiamenti, il Movimento Lotta al Cybercrime Italia fa i suoi auguri a tutte le persone che, allertate dai nostri allarmi, vigilano ed arginano, col loro comportamento, il dilagare delle truffe relazionali ed emozionali. Ai ricercati TRUFFACUORI  fa invece una bella pernacchia e afferma: " forse attualmente non siete facilmente punibili, ma non illudetevi, rendere il vostro sporco lavoro assai complicato si può! "
I cybertruffacuori non vincono sempre, anzi smascherarli si può e denunciarli si DEVE! E' importante se vogliamo partecipare ad una seria lotta alla truffa affettiva e relazionale che imperversa sul web.
Qui di seguito pubblichiamo la storia di Franca Maria Delogu che ci ha raccontato la sua storia nel novembre 2015. Abbiamo modificato il nominativo come richiestoci dall' imprenditrice, che per ragioni di privacy preferisce restare anonima.
"Circa due anni fa nel mese di luglio mi chiese l' amicizia un uomo molto affascinante dal nome JORDIE VERDANT, un ingegnere francese che, per motivi di lavoro, si era dovuto trasferire nel BENIN, stato dell'Africa Occidentale che si affaccia sul Golfo di Guinea e si trova tra il TOGO, la NIGERIA e il BURKINA FASO.
Iniziammo una relazione epistolare e lui mi disse che doveva sbrigare delle pratiche per avere l' eredità dei suoi genitori, che in Benin avevano costruito la loro fortuna. Mi confidò di sé una storia strappa lacrime, con sua moglie incinta morta in un incidente stradale! Incominciammo a chattare tutti i giorni e a sentirci telefonicamente. Era solito farmi uno squillo e poi io lo richiamavo. La nostra frequentazione virtuale è andata avanti per circa un anno.
Mi chiedeva soldi per le cose più disparate. Mi aveva addirittura detto di avere un tumore al cervello, di essere stato operato di appendicite e non avere i soldi per le medicine!!! Vedendo che io non inviavo denaro mi ha detto che voleva incontrarmi, e mi chiedeva i soldi del biglietto. Io, dal canto mio, gli chiesi di inviarmi fotocopia del suo documento di identità. Gli dissi che gli avrei fatto il biglietto e lo avrei pagato ma MAI gli avrei inviato denaro. A dire il vero non avrei MAI pagato il biglietto ad un uomo per conoscerlo. La mia fu una mossa per metterlo alla prova. E i miei sospetti erano fondati , cercava solo donne per rubar loro i soldi !!!
Una sera il suo chiedere in continuazione mi ha stancato e gli ho detto che non volevo più sentirlo! Gli dissi che aveva braccia e gambe per lavorare, mentre io ero sola con due figli e dovevo pensare a loro, e, che io di un gigoló non me ne facevo nulla. Da allora non l' ho più sentito, ma da me non ha preso un soldo!
Franca Maria Delogu , Cagliari 12 novembre 2015 "
Si ricorda che è importante ricevere storie vere che riguardano l'argomento delle truffe affettive, relazionali oppure sexy, amorose , erotiche, sentimentali, insomma tutte quelle storie che fanno leva sulle emozioni per raggirare le persone ignare di questo tipo di truffe, condotte dalle stesse bande di cybercriminali a cui diamo la caccia . Stiamo raccogliendole in un dossier " azzurro (che è il colore dei principi)" per dimostrare che il fenomeno è assai diffuso e che è possibile contrastarlo ed arginarlo sul nascere, rendendo note storie come queste .

Torino 4 gennaio 2016
Jolanda Bonino e Simona Manis Algisi - Commissione Stesura Casi Truffe Relazionali - Movimento Lotta al Cybercrime Italia

25 ottobre 2015

Quando avverrà il salto logico verso una concezione solidale di chi cade nella spirale delle truffe?

Le truffe online che fanno leva sui sentimenti, sull'amore, sulla sensibilità d'animo e di cuore costituiscono una fonte appetibile di lauti guadagni e i cyber truffatori dilagano sul web, perfezionando vecchi schemi di raggiro (anche quelli erotico-sessuali) e creandone di nuovi.
Ma cosa facilita l'espandersi di questo filone di truffe che ormai è diventato un lavoro di routine per bande criminali internazionali?
"La facilità di scovare prede nello sconfinato mondo della rete e la consumata abilità nel manipolarle" dicono i truffacuori (secondo fonti giornalistiche estere), oppure "la sempre disponibile massa di ingenui e ingenue predisposti a farsi pescare come trote al fiume" dicono i faciloni dal giudizio superficiale, secondo i commenti nei post sul web.
Eh no, troppo semplice! C'è ben altro e di ben altra portata che consente a questi truffatori di operare in rete con facilità e senza alcun pudore, ad esempio il pregiudizio sociale che genera l'omertà da parte delle stesse vittime e la stigmatizzazione da parte dei "benpensanti" o meglio "non pensanti".
I raggiri nei confronti delle persone di buon cuore, disposte ad accordare ascolto e fiducia anche a sconosciuti, sono nati con gli esseri umani ma hanno fatto un salto di qualità con la diffusione dell'utilizzo del web, trasformando un fenomeno episodico, anche se costante e caratterizzato da alterne fortune, in fenomeno "industriale" su vasta scala. Ed ecco una delle principali difficoltà che, sin dai primi giorni della sua nascita, ha ostacolato il lavoro del Movimento Lotta al Cybercrime in Italia : creare interesse intorno alla questione per informare e portare allo scoperto le truffe, favorendo le denunce da parte delle vittime. Ma come si realizza un progetto del genere se si entra nel circolo vizioso indotto dal pregiudizio?
Proviamo a riflettere sul fatto che le vittime, dopo esser cadute nelle trappole dei truffatori sono distrutte nei sentimenti e nell'autostima e avrebbero bisogno di aiuto e sostegno. E qual è la risposta che arriva in massima parte dall'esterno? La condanna: sei stato stolto, sei una ingenua, un credulone, te la sei cercata e, dunque, adesso che vuoi? L'ovvia reazione conseguente è la chiusura nel proprio dolore, l'omertà circa l'esperienza fatta e il trionfo dei malfattori che proseguono senza troppi fastidi il loro lucroso sporco lavoro.
Forse chi condanna con automatica faciloneria non ci pensa ma, condannando la vittima, esprime una silente simpatia nei confronti del delinquente che l'ha resa tale e si rende suo complice.
Forse provare simpatia nei confronti dei "furbastri" è un moto insito nell'animo umano, certo è una caratteristica spiccata nella società italiana, sempre pronta a guardare con occhio indulgente a cialtroni e lestofanti e a deriderne le malcapitate vittime.
Chissà quando avverrà il salto logico verso una concezione solidale di chi cade nella spirale delle truffe?. Quando si partirà dal presupposto fondamentale che, in quanto tale la vittima è sempre da tutelare e proteggere col sostegno della comunità umana che la circonda e il delinquente è sempre da condannare.
Quando ci potremo liberare dal burqa mentale che ci impone la società, costringendoci a vestire i panni degli stolti, incapaci di intendere in quanto "colpevoli vittime", o in alternativa quella delle vittime silenziose, omertose e complici dei carnefici?
Torino 25 ottobre 2015
Simona Manis Algisi e Jolanda Bonino
esperte nella LOTTA al Cybercrime Truffe sentimentali 

25 ottobre 2015

Cybercrime : il PREGIUDIZIO COME OSTACOLO ALLA LOTTA E COME FATTORE FRENANTE ALLE DENUNCE - Comunicato stampa

Leviamoci il burqa mentale perchè il pregiudizio è alla base del dilagare di vere bande criminogene internazionali che hanno orchestrato sul web un vero e proficuo "lavoro industriale" basato su truffe amoroso-sentimentali e frodi informatiche a scapito della collettività.
Ma perchè le truffe on line, a qualsiasi genere appartengano e che sono l'oggetto della nostra missione , continuano a colpire persone ignare dal fatto che possano esistere in rete truffe così crudeli , così meschine che fan leva su sentimenti nobili e sull'altruismo ?
A cosa è dovuta la facilità con cui si espandono? Di sicuro il pregiudizio sociale è uno degli elementi fondamentali perchè genera l'omertà da parte delle stesse vittime e la stigmatizzazione da parte dei "benpensanti" o meglio "non pensanti".
Il risultato è una scarsità di denunce che impedisce di fatto un lavoro organico e sistematico da parte della Polizia di Stato e della Polizia Postale. E così i cyber truffatori e i cyber truffacuori agiscono impuniti sul web, generando anche emulazioni, considerato che la crisi spinge alla ricerca di nuove attività di lucro.
Ne parleremo alla periodica riunione del Movimento Lotta al Cybercrime in Italia di
mercoledì 28 ottobre2015 (dalle 10,30 alle ore 17)
In Sala gialla piano terra
Assessorato dei Diritti presso la REGIONE PIEMONTE
corso Regina Margherita 174 TORINO - ITALY
L'incontro sarà improntato soprattutto nella messa in opera di un Flash mob o qualche rappresentazione simile per denunciare nel giorno internazionale della violenza alla donna (26 novembre p.v.) anche questo tipo di violenza psicologica sottile ed orchestrata.
In coda si parlerà dei casi in sospeso, dei nuovi casi , della dipendenza affettiva, la psicologia e lènosi, dei progetti da attuare e della suddivisione dei compiti per essere più organizzati nella Lotta al Cybercrime in Italia, anche e in base alle risposte che l'Assessora Monica Cerutti ci fornirà
Torino 24 ottobre 2015
Movimento Lotta al Cybercrime in Italia

26 settembre 2015

Il Gruppo GFT NET (1887-2003) e GABRIELE Pajno FERRARA (1948-2015)

A tutti gli ex colleghi e ex colleghe delGFT GruppoFinanziario Tessile devo comunicare un triste lutto: Domenica sera èmancato il Dr. Gabriele Ferrara Pajno. Stasera (8settembre 2015) alle ore 19,30ci sarà il rosario in Chiesa Parrocchia Santi Angeli Custodi via San Quintino 37- TORINO e domani il funerale alle ore 11,30 stessa Chiesa.

        Gabriele PAJNOera il Responsabile delle Relazioni Interne ed Esterne, delle RelazioniSindacali  e Responsabile del Personale della Holding  GRUPPO GFTNET, che aveva la sede a Torino. In seguito fu autorevole dirigente dell'UnioneIndustriale di Torino, Amministratore Delegato di Skillab, Presidente del CSAO(CentroSicurezza Applicata all'Organizzazione) . Era del 1948. Un gravemale  lo ha consumato.

        E' venuto al GFTverso la metà degli anni '80 ed è stato impegnato con grande maestria ecapacità nel doloroso percorso della crisi del GFT che portò poi a una definitivachiusura del maggior colosso dell'abbigliamento europeo, nell'arco di unquindicennio.  E' utile ricordare che il Gruppo Finanziario Tessile vantauna storia affascinante ed indimenticabile. Lanciò nel mondo il MADE INITALY già a  partire dagli anni '70 quando iniziò a produrre linee diprêt-à-porter firmate dai più noti stilisti italiani e stranieri .Valentino,Armani, Christina Dior , Ungaro, Joseph Abboud, Trussardi  sono soloalcune firme. Arrivò a possedere ben 35 società controllate, 20 delle qualiall'estero, 18 stabilimenti, 8.000 addetti, 8 milioni di capi prodotti ognianno.  Una grande ed importante azienda, già famosa alcuni decenni prima,ecioè negli anni '50 , quando aveva adottato la strategia della riconversionedel  suo sistema produttivo che portò alla confezione degli abiti inserie. La rivoluzione delle taglie, che da 20 passarono a 120, fu il fruttodi un originale studio antropometrico sulla popolazione italiana.  Famosierano i marchi FACIS e SIDI per l'uomo  e CORI per la donna. Il GFTaveva contemporaneamente creato delle catene di negozi di distribuzione ,unificando e sviluppando il mercato dell'abbigliamento (rete didistribuzione MARUS,ALFA, A. Confezionie e  FABBRICHE RIUNITE, SIM ARBITER per i tessuti)

cfr.      http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/work/entedett.php?eid=1

 -  http://www.archiviodonnepiemonte.it/?page_id=49

- https://www.facebook.com/notes/jolanda-bonino/2-larchivio-storico-del-gruppo-gft/839733442724502

-   https://www.facebook.com/notes/jolanda-bonino/1-italy-torino-citta-della-moda-e-del-gft/839234689441044

        In seguito, nel1995 il controllo del Gruppo FinanziarioTessile GFT fu acquisito dalla GEMINAche nel 1997 trasferì le attività inerenti moda e abbigliamento  alla HdP(Holding di partecipazioni industriali).

        Toccò al dr.Pajno ocuparsi e gestire le sofferte dismissioni, terziarizzazioni ,cessioni e smaltimento degli stabilimenti, decentramento produttivo,delocalizzazione , processo definito in gergo "spezzatino aziendale" fino alla definitiva chiusura dell'intero  GRUPPO GFT nel 2003 .   GabrielePajno, insieme a Roberto Bruschi ( deceduto un paio di anni fa)  ful'ultimodirigente incaricato a spegnerne le luci nel 2004.

        L'entrata dura ecalcolata della holding finanziaria HDP di Milano della prima metàannni'90 del secolo scorso aveva tale obiettivo, oltre esautorare  lacittà di TORINO fino ad allora capitale della moda italiana e trasferirne ilprimato alla città di  Milano. Tale strategia fu messa in opera dai  "finanzieri" con cinismo e crudeltà, caratteristiche tipiche di quelmondo , gente senza anima e cuore, a cui interessa solo il denaro consideratoche non si fecero scrupoli a scardinare e minare  profondamente il modelloindustriale-padronale e produttivo della famiglia Rivetti.  

        Furono periodimolto  buii ,  tristi e allucinanti per chi li ha vissuti . Unacatastrofe vera e propria per tanta gente e tante famiglie.  E' stataun'esperienza che ha influenzato la storia internazionale del lavoro, dellamoda, del costume e che ha fatto da apri-pista alle immediate e successivestrategie della FIAT.

        Anche  iopartecipai a questo triste processo, a questa ineluttabile débâcle,  maero una delle delegate sindacali dei lavoratori e lavoratrici .  Avevostima del dr. Pajno , persona aperta al dialogo, che oltre l'intelligenzacercava di metterci anche il cuore. Più  volte avevo colto e apprezzatoalcune mosse. Credo sia stato  difficile e tormentoso per lui  stareda quella parte e occuparsi di dismissioni e conseguenti licenziamenti. E unprocesso tremendamente forte , penoso, infelice e straziante (alle volte) per ivari casi umani da trattare e gestire con noi del Sindacato o senza di noi.

        Ricordardone le doti umane   e professionali , faccio presente che NESSUNO muoreper sempre  perchè la STORIA può farne  rivivere le idee e isentimenti e offrire insegnamenti.  Nessuno di noi vorrebbe veder morirechi ha toccato qualche aspetto significativo della propria esistenza, e, ilfatto che siano tutti votati alla scomparsa, produce in noi un sentimentoprofondo e pieno di mistero.

        Ogni vita è unasuccessione di idee ed è un peccato che si debba interrompere.   Qualcunodisse una volta che "la morte è il modo che ha la vita di dirti che seistato licenziato" .. Sigh sigh c'è molta amarezza , soprattutto quandosi è ancora giovani  per morire e lui lo era...  E' stato l'ultimodella dinastia dei dirigenti GFT INTERNATIONAL  impegnati nelle RelazioniSindacali di quel funesto periodo, fatta eccezione di una sparuta minoranza(Giancarlo  Sivornino, Edoardo Patrone   e De Stefanis che godono -per fortuna - di ottima salute, e dei molto più giovani Enzo Vozza eMorosinotto) . Anche i Rivetti del GRUPPO FINANZIARIO TESSILE  sono tutti deceduti , e anche abbastanzagiovani. Fa eccezione  Carlo Rivetti chevive in Emilia-Romagna e a Milano.

 

 

Jolanda Bonino

ex Responsabile Archivio Storico del GRUPPOGFT

donato all'Archivio di Stato di Torino(Italy)

ed ex dirigente sindacale e delegata deilavoratori e lavoratrici del GFT NET

22 settembre 2015

Imprenditore non vedente: DAVIDE CERVELLIN il suo ottimismo e il pessimismo degli altri

  Riproduco qua alcune riflessioni esposte da  Davide Cervellin, non vedente e titolare dellaTyflosystem , azienda che produce quegli ausili tanto utili a noi ipovedenti e non vedenti che ci rendono decisamente più autonomi tanto che alle volte veniamo scambiati per FALSI CIECHI

        Egli, pur vivendo un'esistenza attiva ed assolutamente dinamica, come tanti di noi,si trova a volte a fare i conti con la realtà scomoda della disabilità visiva sensoriale.Considerazioni amare le sue ma meritevoli senz'altro di attenzione.

"E' incredibile come con la vita che ho vissuto, tutt'altro che marginale e quieta, piena di progetti, di incontri, di cambiamenti radicali, di lavoro, di luoghi dove abitare, solo adesso alla soglia dei 60 anni, avverto il peso della cecità . Io, ho sempre potuto apprezzare poco le consuetudini. Da giovane, fino ai vent'anni, sono vissuto tra Asolo, Padova, Bassano del grappa, ancora Padova, cambiando case, e luoghi di studio. Dopo i vent'anni, ho fatto dieci traslochi vivendo lunghi periodi a Bologna, a Roma, lavorando a Mestre, e poi a Piombino Dese e a Loreggia. E ciò nonostante, ho trovato sempre il modo di adattarmi e di costruirmi velocemente le sicurezze e le relazioni sociali che mi permettevano di vivere in maniera marginale il mio handicap, nonostante che tutti mi assillassero con il tormentone "ma come fai se non ci vedi!" "ma non è vero che non ci vedi!""la cecità è la peggior cosa che possa accadere nella vita". E ciò nonostante, ho sempre tirato dritto, incazzandomi soltanto quando alla mattina alle sei dovevo partire e chi doveva venire con me, arrivava puntualmente con un quarto d'ora o venti minuti diritardo. Ma poi, da inguaribile ottimista, trasformavo la rabbia per la non puntualità del mio autista, in gioia per aver goduto di un'alba, aver annusato gli odori del mattino, e di essermi deliziato del canto degli uccelli felici di spiccare ancora il volo verso la vita. Ma, la tradizione culturale, la realtà,era ed è quella che percepisce la gente.

D'altro canto, fin dalla Bibbia,Genesi, Libro 27, Isacco, divenuto cieco, è raccontato come un handicappato che non ha neppure la capacità di riconoscere i due figli, Esaù e Giacobbe. Poi c'è la letteratura e tradizione greca, dove il ruolo del cieco è tutt'al più quello di un cantore. E poi avanti avanti verso di noi nella storia, mendicanti, o tutt'al più cantanti. Insomma,c'è poco da fare. Nonostante le lotte, nonostante l'impegno, l'intelligenza e la forza di volontà, la natura ci relega a dei ruoli ben definiti e ci impone il vincolo della dipendenza dagli altri.  E' pur vero, che il vivere dell'uomo è interdipendente, ma per noi questa condizione è davvero predominante.

E  cosa tra l'altro ieri in una bellissima giornata di sole, trascorsa tra Mantova e  Grazie di Curtatone, un pittoresco, quieto e delizioso borgo sulla riva dellago Superiore, dove le mie sensazioni non potevano che essere diverse e più limitate di chi vedeva, ho avuto un momento di felicità nel tempo trascorso atavola alla Locanda delle Grazie deliziandomi a pieno del sapore di un piattocon un cestino di gelato di parmigiano adagiato su un letto di prosciutto. E poi il riso alla Mantovana con il tastasal e i ravioli di zucca.   Buono il vino, e la cecità era veramente assente. Amabile e bella la conversazione con Claudio, il nostro generoso anfitrione, che sapeva di tutto, e ci guidava nel conoscere una terra ricca egenerosa dove mio padre non ancora diciottenne, reclutato a Luglio del 43, era costretto a diventare soldato e solo dopo due mesi, caricato sul vagone ferroviario, prendeva la via della Russia per vivere due anni terrificanti da prigioniero.

La visita al Santuario delle Grazie coi tanti ex voto, segno di fede e dell'incombenza sull'uomo dell'irrazionale, del soprannaturale, dove io tuttavia perchè cieco, ho potuto solo godermi di una deliziosa frescura e di unracconto

.Lasciato a malincuore Claudio, eccomi di fronte l'altro paradigmadella sfiga:  Sergio, quel grande amico da tanto tempo, costretto da quarant'anni su una sedia rotelle, ma ciònonostante anche lui irriducibilmente aggrappato alla vita, alla pittura e quell'infinito amore per le donne. Sergio mi fissa coi suoi occhi intelligenti e pieni di immagini luminose e come sempre prova compassione del mio buio.  Non posso negare che un pochino lo invidio: perchè nonostante tutto lui è là da solo col suo monovolume, ci racconta deisuoi ultimi lavori pittorici, e dell'incontro con Sgarbi. Io ostento sicurezza e quasi in un gioco delle parti battendogli sulla spalla, gli sussurro: "no, Sergio, se dovessi scegliere, preferisco essere come sono anzichè come te" "anch'io" mi raggela lui, "visto che la differenza tra me tetraplegico e tra te cieco è che tu ti puoi trastullare con le mani mentre io ho la gioia di riempirmi gli occhi del mondo. Non ho argomenti per replicare.E' proprio come raccontavano da millenni  nella Bibbia: la cecità  è davvero l'handicap peggiore ed ecco che allora dobbiamo far ogni cosa per esorcizzarla se è possibile questa condizione e cercare di trovare degli acuti esistenziali per dimenticare ogni tanto di essere stati davvero maldestinati dalla sorte

 

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APRI ALTO CANAVESE

Jolanda Bonino


Torino 22 settembre 2015


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permalink | inviato da elettrarossa il 22/9/2015 alle 19:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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