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Diario
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6 marzo 2016

Emulazione, truffa sentimentale, affettiva, cybercrime e ricatto sessuale

Sono le nuove forme di crimine informatico che stanno attirando molte emulazioni in Europa e anche in Italia. Chissà, forse anche GABRIELE DEFILIPPI si è ispirato per truffare la sua vittima GLORIA ROSBOCH e le altre persone cadute nella sua rete. Noi, essendo informati soprattutto su quelle provenienti dalla Costa d'Avorio, Africa Centrale e Orientale pubblichiamo alcune notizie estrappolate da un articolo francese del 27-05-2013 da Fofana Baba Idriss cfr. http://visavis.mondoblog.org/cyber-...
Queste truffe , oltre a creare disastri psicologici ed economici nelle vittime, rappresentano anche una vera minaccia per i giovani che preferiscono abbandonare la scuola aderendo a certe formule criminose. Signore e signori della POLITICA aprite gli occhi !!!
Questo lungo articolo inizia col racconto di un TRUFFACUORE ivoriano, 17enne che con aria spavalda e strafottente imita gli uomini d'affari europei. Ha al polso un orologio di lusso scintillante, telefono cellulare all'ultima moda incollato all'orecchio, un anello di diamanti sull'orecchio sinistro e diversi gioielli per collana. Indossa abito firmato e scarpe griffate ed è seduto in una "Mercedes classe E" mentre "lavora" con il suo iPad. Sembra proprio un businnes man di successo. Ha smesso di andare a scuola 3 anni prima e cioè quando aveva 14 anni per intrapprendere la professione di TRUFFATORE SENTIMENTALE SERIALE. Sa muoversi con destrezza nelle varie aree economiche di Abidjan. Alfred S. (questo è il suo nome) espone il suo modo di "vivere la vita." Ci racconta che passa quasi tutto il giorno sulla tastiera del suo computer, Ipad o cellulare. Conduce una vita agiata e si è reso indipendente dai genitori, anzi provvede lui stesso alle loro necessità. Grazie a questo suo "lavoro da truffatore" possiede un'auto, un cyber cafè, due sale giochi e un appartamento in cui vive da solo. Ha incassato i primi milioni di franchi quando aveva 17 anni. Ora (2016) ha circa 20 anni ed impiega una decina di ragazzi che lavorano ogni giorno nel suo ufficio chiamato "scuola di formazione di truffatori". Nella sua scuderia, insegna a questi adolescenti, i peggiori metodi più dannosi per imbrogliare le persone oneste in rete, abolendo qualsiasi tipo di pietà. Questi "dotti" si fanno chiamare '' RL ' "Robot Launcher", mentre lui viene chiamato il "Presidente". Ogni giorno lanciano più di 10.000 messaggi nelle caselle postali di individui europei, perchè ritenuti i soggetti più redditizi e facilmente abbordabili per le truffe ideate apposta per loro. Dalle 8 alle 22h, questi '' ragazzi '', che hanno abbandonato la scuola ordinaria, lavorano giocando e truffando gli utenti del web nell'appartamento del Presidente che si trova nel sotto-distretto di Cocody Valli. Si mettono sdraiati in terra ed ascoltano tutte le malizie del "maestro" che in piedi , di fronte a loro, offre dimostrazioni insegnando tutte le basi e le arguzie della truffa. Uno di loro, in modo anonimo, , ha accettato di rivelare alcune tecniche di questo business, qui sotto descritte.
A scuola di truffa
"Noi ragazzi iniziamo col creare diversi profili con rispettivi indirizzi e-mail e ci muoviamo su svariati social network: Facebook, Yahoo, Google, AOL, Windows Live, MSN Messenger per andare a caccia di "bianchi" (uomini e donne fa lo stesso) o qualsiasi altra persona purchè al difuori della Costa d'Avorio. Preferiamo i siti d' incontro perchè lì è più facile trovare persone che siano in cerca dell'anima gemella. Nei nostri profili barriamo la casella : "donna alla ricerca di uomini" quando vogliamo intrappolare uomini o viceversa e ci facciamo dare indirizzi mail e i numeri di telefono perchè è meglio tessere la relazione in privato al di fuori dei social"
C'è un'altra astuzia per entrare illegalmente in possesso degli indirizzi e-mail : basta digitare qualsiasi nome associato a un qualsiasi paese su un motore di ricerca e appare la pagina incaricata a far emergere quel nome; essa è assoggettata ad un software (extrator), che è responsabile per l'estrazione degli indirizzi e-mail ", ci racconta un ragazzo 15 enne che ha u vero talento per la cybercriminalità. Anche lui, ha datto l'addio alla scuola qualche anno fa per inserirsi negli inferi del cybercrime. Per il suo lavoro, egli viene pagato a percentuale: il 40% su quanto fa guadagnare al Presidente. Non basta inviare e-mail o tessere relazioni chattando, bisogna anche saper falsificare documenti che possano supportare le menzogne e il ragazzo "G.M." è diventato un vero esperto. A Marcory, nella sua abitazione egli archivia i documenti necessari a suffragare la storia inventata per trarre la sua vittima i inganno. "Nei siti di incontri o in Facebook dichiariamo che siamo alle prime esperienze di questo modo di ricercare la o il partner straniero, generando così simpatia e fiducia. Quando decidono di arpionare un uomo , usano scatti di foto di ragazze con le quali lavorano oppure video e foto rubate sul web in modo da poter attirare la vittima, che loro chiamano "Mougou". Saranno poi queste loro collaboratrici a rispondere al telefono alle varie chiamate.
Sono molto abili ad estorcere denaro inventando storie complesse. In questo clima di fervida immaginazione diventa facile far cascare nella truffa una persona candida , buona e disponibile ad aiutare il prossimo. E' il sentimento che è alla base di tutto e sapendolo dosare ed orchestrare in modo appropriato riescono a catturare innumerevoli vittime alle quali estorceranno somme più o meno ingenti di denaro tramite l'utilizzo di trasferimenti Western Union, Money Transfert ecc. Vengono utilizzate storie diverse, non solo quelle amoroso-affettive ma anche quelle correlate alle tragedie mondiali, alle guerre e alle politiche della Costa d'Avorio sui rifugiati.
Il ragazzo G.M. sa bene come riprodurre la "carta rifugiato", i "certificati di cassa di deposito" e "certificato di morte" di un fantomatico padre famoso , nel caso di una storia che si basa su attività finanziarie , eredità, dogana ecc. Utilizzano nomi e loghi di società esistenti o create ad arte e per far capitombolare la loro vittima e riescono a costruire prove sul web che sono davvero credibili e appropriate tanto che la o il "cliente" comincia da lì a pagare. I luoghi dove partono queste truffe sono Marcory e Cocody Williamsville.
Come attirare una potenziale vittima
Joe (che è un altro cyber truffatore ) sostiene che nel giro di una settimana riesce a farsi mandare circa 20.000 Euro da chi entra in contatto con lui . Dopodichè si abbona a delle case di trasferimento denaro alle quali dona il 10% dei suoi guadagni. E' però successo che la crisi post elettorale ha messo questi squali sotto tensione e così essi hanno deciso di spostare il denaro dalla Costa d'Avorio al Ghana , Burkina Faso, Mali. Qui è tutto più facile, "..dato che la situazione era "drammatica" per i rifugiati in un paese in guerra."
A seconda del "businness" ideato, i cybertruffatori riescono a falsificare i documenti necessari al raggiro e così s'improvvisano sedicenti venditori di auto, abili ingegneri, avvocati, agenti di polizia, banchieri, giudici oppure affascinanti ragazze dalla voce suadente. La loro capacità di persuasione è notevole, sono maestri nell'arte della truffa perchè agiscono facendo leva sulle fragilità altrui che man mano individuano. Utilizzando le varie tecniche della psicologia e alcuni di loro riescono ad impadronirsi di dati sensibili bancari, loghi, indirizzi e telefoni di banche o società d'intermediazione. Dopodichè inseriscono su Internet le loro credenziali (false) facendosi passare per Agenti Finanziari o Immobiliari e intrecciano rapporti con altri truffatori europei per avere le basi di appoggio, alla ricerca di partnership straniere.
La complicità della polizia e dei genitori
Questa tipologia di truffa permette ai cybertruffacuori di vivere secondo il mito dell' uomo baciato dal successo e dalla fortuna. Belle macchine, abiti firmati, vita lussuosa e tutto ciò che dà "status". Gran parte del bottino viene speso in alcool, feste e belle ragazze. Sia la polizia che i genitori fanno finta di niente. Addirittura ci sono fonti ben informate che sostengono che la polizia sia corrotta e incoraggi addirittura il crimine informatico. Altre volte procede agli arresti, ma poi subito si fa dare una parte se non tutti i soldi ricevuti tramite le cyber truffe. Un sedicenne di Treichville, soprannominato " Papi dollaro ", ci confida che recentemente (nel 2013), un ufficiale di polizia gli ha portato via 2.500 euro (circa 1.637.500 FCFA) mentre stava uscendo da un'agenzia di Cocody Western Union.
Il piccolo truffatore sostiene che i suoi genitori traggono beneficio dalla sua "generosità", anzi è addirittura il padre che ha la responsabilità di ritirare trasferimenti di denaro quando le vittime europee pagano. Queste nefaste attività hanno un impatto negativo sulla reputazione del paese e un agente della ex Agenzia Telecomunicazioni della Costa d'Avorio (ATCI) è stato chiarissimo: "Il paese è ora nella lista nera su Internet. Alcuni siti di grandi dimensioni bloccano gli indirizzi IP della Costa d'Avorio. Tutto ciò ha danneggiato e penalizzato economicamente la Costa d'Avorio, ma nonostante questo , i truffatori continuano imperterriti ad operare in modo tranquillo e prospero."
FBI
Si inserisce qua di seguito un fac simile di una delle tante mail per una cybertruffa. " Gent. Sig. o Sig.ra ....so che il mio messaggio risulterà strano e sorprendente e, dunque, fin d'ora vi presento le mie scuse. Spero tuttavia di ottenere la vostra collaborazione e fiducia al fine di poter fare qualche affare urgente con voi. E' una proposta pulita, onesta e nobile. In poche parole , vorrei chiedere il vostro aiuto per trasferire i soldi dell'eredità che ho avuto dal mio padre. Io provengo dalla Sierra Leone (il paese varia da una lettera all'altra, ndr), ho 22 anni e sono l'unica figlia del defunto DR Kouakou Bah Theodore. Mio padre è stato fino alla sua morte il CEO di una società di miniere d'oro e diamanti Kanema nella regione della Sierra Leone. Il 6 aprile 2002, il militare fedele al governo di Ahmed Tijan Kabbah ha invaso la miniera d'oro e diamanti e ha ucciso mio padre. Il cofondatore è il fratello Kouakou Sankoh che è il MP (RUF) di Foday Sankoh . E' un deputato rivoluzionario. Quando mia madre venne a trovarmi in Costa d'Avorio dove sto finendo i miei studi , mi ha dato la notizia e poi è tornata al paese, nonostante tutti i rischi che potevano esserci. Ha recuperato delle cose considerate sacre a mio padre, nella nostra villa di famiglia e tra gli elementi recuperati ha trovato pure un dossier contenente titoli ed estratti conto di un deposito che mio padre fece in una società di sicurezza ad Abidjan, in Costa d'Avorio. Il deposito ammonta a 10,500,000.00 (dieci milioni cinquecentomila dollari) e i soldi sono in una scatola di metallo col suo nome. Egli non ha rivelato il vero contenuto della scatola a tale società, però ha dichiarato che il deposito è un bene di famiglia per motivi di sicurezza. Quello è il denaro che mio padre ha guadagnato dalla vendita di oro e diamanti mentre era amministratore delegato della società mineraria. Dato il clima politico instabile in Costa d'Avorio, ho deciso di cercare un partner per investire questo denaro fuori della Costa d'Avorio, in settori redditizi, quindi questo è il motivo per cui vengo a voi per richiedere il vostro aiuto e cioè per investire nel vostro paese. Il modo migliore per completare questa operazione, considerato le tensioni politiche in Costa d'Avorio, sarebbe quello di spedire la cassa contenente il denaro nel vostro paese. La società di sicurezza ha la capacità di rendere le cose più facili con l'invio di questo fondo nel vostro paese per via diplomatica che apprezzo molto. All'arrivo di questi fondi nel vostro paese, voi dovreste recuperarli e salvaguardarli in qualche banca. Qui, non è possibile farlo visto il nostro status di rifugiato politico che non ci permette di fare affari. Vi chiediamo anche di cercare dei business affidabili e redditizi, in modo da poter investire saggiamente. Abbiamo in mente di dare il 15% della somma totale ($ 10,500,000.00 milioni di dollari), e il 25% di share a qualsiasi investimento che facciamo a tempo debito se accettate di aiutarci. Ovviamente tutto ciò dovrebbe rimanere riservato e confidenziale. E' previsto il soggiorno a vostra disposizione per fornire i documenti necessari e ricevere le dovute rassicurazioni. Sinceri saluti. Dio vi benedica. "
'Cybercriminalità, quando mai ci sarà la fine?'
Il fenomeno delle cybertruffe affettive e delle altre cybertruffe economiche, nato in Nigeria parecchi anni fa, ora è divenato patrimonio della Costa d'Avorio dove continua a crescere a dismisura. Giovani ed adolescenti abbandonano gli studi per buttarsi in questa attività molto redditizia. Internet ne garantisce l'anonimato e i cyber truffatori la fanno quasi sempre franca. Questo avviene con la complicità e il benestare dei dirigenti dei cybercafé, funzionari della struttura della banca, coi genitori e le altre strutture competenti per la lotta contro questo crimine. E gli europei ne stanno pagando il prezzo, dal momento che il danno è stato quantificato in $ 40 milioni per l'anno 2012.
Per smantellare questo fenomeno , la Costa d'Avorio ha messo in opera un progetto che prevede un gruppo di lavoro contro il cybercrime , responsabile di intercettare attività sospette su Internet per poi trasmettere i dati alla polizia scientifica.
Il ministro ivoriano , ha messo in opera il primo congresso "Shield Africa" nel 28 maggio 2013. Sono intervenuti vari professionisti della sicurezza ,vale a dire, agenti di polizia, gendarmeria, esperti di usi e costumi ... insomma tutti insieme, ivoriani, ghanesi, togolesi , marocchini. Questi scambi di esperienze con i loro colleghi europei era previsto da alcune politiche europee e anche americane , i cui esponenti erano presenti, come ad esempio esponenti del'FBI, della Guardia Civile, c'era anche la polizia svizzera ecc ecc. Stephane Konan, direttore IT del Ministero degli Interni ivoriano, intervenne con un autorevole discorso.. ". Riceviamo circa 70 denunce a settimana, perchè le vittime ora denunciano. Quindi la prima consapevolezza e quella di rafforzare i controlli nei pagamenti, dal momento che tutte le truffe dei cybercriminali finiscono in una transazione finanziaria. Il pagamento veloce richiede che gli Stati forniscano i mezzi per controllare l'identità delle persone che fanno transazioni. Abbiamo smantellato finora 22 reti di truffatori nel 2013. L'anno scorso 59. Oggi, la risposta è in fase di organizzazione. Ma rimane insufficiente finché non è globale ". Egli ha anche affermato di aver informato il micro RFI, Venerdì, 17 maggio 2013 e che le autorità ivoriane pensano di arginare il fenomeno delle chat. Lo scorso anno, è stata lanciata una identificazione su larga scala di utenti di telefonia mobile e secondo il Ministero delle Poste e delle Nuove Tecnologie, questo ha permesso l'identificazione di 2 milioni di abbonati collegati in 6 operatori di telefonia mobile. Dopodichè è stato avviato un censimento degli Internet café in tutto il paese. C'è ora un un progetto di legge sulla lotta contro la criminalità informatica e protezione dei dati che è stato dibattuto dal parlamento ivoriano. Questa legge dovrebbe prevedere la reclusione di cybercriminali che va da uno (1) a 20 anni di carcere, una multa di 500.000-100.000.000 FCFA. Chissà se tutto ciò avrà successo. Gli occhi sono puntati sul Ministero delle nuove tecnologie.
Movimento itaiano contro le truffe affettive ed il cbercrime
(traduzione e revisione articolo a cura di Jolanda Bonino)
Torino, 5 marzo 2016

21 febbraio 2016

l furto dei sentimenti è più grave di quello economico

Questa ennesima vicenda di truffa sentimentale dovrebbe far riflettere chi , finora, ha preso sottogamba le truffe affettive e sentimentali, affinchè non capitino più epiloghi coma la storia di Castellamonte, dove Gloria Kosboch è sparita nel nulla.
Questa storia ci è stata inviata, a distanza di diversi mesi dalla sua fine, dalla milanese Elena Mavrin , donna attraente in età matura, elegante , sensibile ed intelligente. Il truffacuori di turno si fa chiamare Ricardo Miguel Cappeli (nome , identità e foto usurpate ad un 53enne francese ). Abbiamo trovato più profili con le medesime fotografie e altri che hanno altri nominativi sia su Skype , Nirvan, e Facebook . Alcuni sono ancora esistenti.
Scrive Elena:
"Finalmente riesco a raccontare questa mia vicenda molto sofferta che mi ha costretta ad assumere psicofarmaci che ancora uso. Ogni volta che prendevo la penna in mano, ripensando a ciò che avevo provato, non facevo altro che piangere in continuazione. Ritenendo però che la mia storia possa essere d'aiuto ad altre persone, ho deciso di renderla pubblica, scrivendo di getto.
Era il gennaio del 2015 e, in profonda crisi per un' altra avventura sentimentale del mio ex marito con una donna giovanissima, mi sentivo a pezzi come a pezzi era andato il mio legame con lui. Un'amica ha pensato bene di iscrivermi su NIRVAM, che è uno dei siti più noti in Italia, tanto per svagarmi un po' e per poter coltivare nuove amicizie.
Vengo contattata da diversi uomini, tra cui molti giovani, ai quali rifiuto l'amicizia perchè preferisco orientarmi su uomini oltre i cinquant'anni e soprattutto non sposati.
Come fotografia ne avevo inserita una in cui indossavo un maglione a collo alto, un'immagine sobria che non prestasse il fianco a fraintendimenti o ambiguità.
Appena iscritta vengo quasi subito contatta da un tizio di Montecarlo che si pone in modo molto disinvolto e gentile e che si chiama Ricardo Miguel Cappeli .
Dalla foto sembra essere un uomo ancora abbastanza giovane, vestito semplicemente e la foto sembra essere stata scattata in una casa modesta. Mi dice "Ciao, lavoro nel campo del "cioccolato"e vorrei conoscere qualcosa in più su di te". Dal suo profilo noto che ha pochi contatti e solo femminili; sono solo otto ed il suo profilo è quasi sempre inattivo. Ne capirò il motivo soltanto molto tempo dopo, quando ebbi compreso quali erano le sue astuzie e le sue falsità. In pratica lui preferiva mantenere i contatti principalmente attraverso la posta elettronica (Gmail ) e le conversazioni avvenivano tramite Skype. In questo modo le tracce relative ai messaggi e alle conversazioni sono più difficili da verificare. Il sito NIRVAM serviva solo per "agganciare" le donne.
Mi confida di essere stato cresciuto soltanto dalla madre, sostenendo che era "una gran donna"; mentre il padre era sparito. Dice di avere una figlia di 4 anni, di cui mi manda la foto ed un'altra di 18 che vive con la madre in Belgio.
Nel corso di queste iniziali confidenze, ecco il primo equivoco : ".. sono di origine spagnola" gli scappa detto in una delle prime conversazioni, ma l'affermazione risulterà in seguito diversa perchè in un'altra occasione dirà che suo padre era italiano e che io mi sbagliavo. Invece, non mi sbagliavo affatto, considerato che mi annotavo su un libretto le caratteristiche degli uomini che mi interessavano per non fare brutte figure , visto che ho poca memoria.
Mentre dialogo con lui, porto avanti anche una conversazione con un italiano ed ogni tanto saluto Miguel Cappeli che aspetta, sempre paziente ed è felice dei miei rari messaggi. Un giorno, gli confido che sono in difficoltà con l'interlocutore italiano e lui saggiamente mi dice di non prendere nessuna iniziativa e di avere cura di me. In seguito, prendiamo a chattare noi due e lui mi chiede il perchè mi trovassi su una chat, se sono vedova e altre cose di poco conto. Vuole che gli racconti come svolgo la mia giornata e vuol conoscere le mie abitudini.
Vorrei vederlo e chiacchierare su Skype; gli chiedo di farlo, ma mi dice che con Skype ha delle difficoltà perchè ha una versione vecchia e deve reinstallare la nuova non appena troverà il tempo per farlo. Mi dice di essere molto indaffarato e così la nostra storia va avanti per diverso tempo utilizzando solo NIRVAM.
Quando Miguel si attiva su Skype, lo intravedo una volta al buio ma non capisco quali siano le sue fattezze, non so dire come fosse, era tutto così buio, mentre lui afferma di vedermi chiaramente. Prendiamo la consuetudine di scriverci per ore la sera. Lui mi dice di essere a casa, ma non è sempre così perchè quando parliamo su Skype sento in sottofondo le risate di un sacco di ragazzi che lui dice essere i suoi nipoti.
Una sera gli accenno su Skype "La vie en rose" di Edith Piaf, ma Miguel non raccoglie le allusioni e cioè l'ingenuo ottimismo, la fede nell'amore e la mancanza di preoccupazioni per il futuro e tanti altri concetti presenti nella canzone. Mi infastidisco perchè è molto difficile sentire la sua voce a causa del cattivo funzionamento di Skype (da parte sua) . Questo e altri inconvenienti , quali la continua caduta della linea , errori come ad esempio la vista di un'immagine improvvisa di una giovane donna di colore seduta in una modestissima casa, mi allontanano un po' da lui, ma poi continuiamo a sentirci perchè le sue parole e i suoi discorsi mi coinvolgono sempre di più e mi danno tanta gioia.
Le poche volte che ho sentito la sua voce, era molto gradevole, come la parlata dei francesi benchè le parole e le frasi erano assai lente. In genere però lui mi scriveva usando il traduttore.
Gli chiedo se lui ha la pelle scura, visto che ogni tanto gli scappava qualche parola in spagnolo, messicano , o altra lingua. Miguel si arrabbia moltissimo e nonostante lo rassicuri che sono antirazzista, egli mi ripete di sentirsi offeso, ma continua a farsi sentire regolarmente e a raccontare di sé.
Afferma di non essere un semplice operaio ma un imprenditore affermato che compie viaggi in varie parti del mondo. Gli chiedo i luoghi che ha visitato e dove ha lavorato e lui mi parla di alcuni paesi dell'Asia e dell'Africa , tipo Madagascar, Mozambico, Kemya, Tanzania e Centro Africa. Puntualmente controllo i nomi dei porti da lui accennati ma noto alcune imprecisioni che mi mettono in allarme. Nonostante ciò , continuo ad ascoltare le sue complicate vicende chiedendogli continuamente quali sono i motivi che lo tengono lontano da me. Sono incuriosita ma anche molto innamorata e desiderosa di incontrarlo.
Nel periodo in cui stiamo conversando, Miguel ha della merce ferma nelle Filippine, con un carico navale sul quale ha investito tutti i suoi risparmi. Gli chiedo se la nave attraccherà a Le Havre, il porto più vicino a Parigi, ma non mi risponde. In tutto ciò , noto che ci sono diverse questioni che non quadrano, ma sorvolo e continuo a sentirlo ogni sera, come fosse una droga . Non posso farne a meno perchè noto un forte attaccamento anche da parte di lui, sempre disponibile per me, ad ogni ora e quasi ogni volta che desidero sentirlo, pur essendo un individuo strano e improbabile. Ci diamo appuntamento tutte le sere e neanche immagino che in seguito mi verrà presentato il conto!
Fra una conversazione e l 'altra, mi comunica che si sta spostando a Parigi e che la nave era arrivata e , quindi, stava smistando la merce, ragione per cui non poteva confermarmi quando sarebbe venuto a Milano per conoscermi di persona. Dal canto mio, essendo stufa del fatto che continuava a ripetermi che non vedeva l' ora di conoscermi e poi per una questione o un'altra non veniva mai, decido di essere molto incisiva scrivendogli di farsi risentire solo quando avrebbe avuto in tasca il biglietto aereo per Milano e avesse fatto aggiustare Skype.
Ma come!? - dicevo a me stessa - Mi definiva la sua donna ideale, la donna che voleva avere al suo fianco per tutta la vita, la donna giusta con la quale costruire una famiglia, riunire le figlie, ritrovare il padre che lo aveva abbandonato per farlo conoscere alle sue figlie, mi diceva che ero la donna migliore che avesse conosciuto perchè lo sapevo ascoltare confortare ... e poi .. ancora non ci eravamo MAI visti in volto, di persona!!!! Naturalmente, Miguel non ha mollato la presa ma neanche ha tentato altro con me, forse non ero cotta ancora al punto giusto!
Le mie perplessità sono state tante, la mia indecisione cresceva giorno dopo giorno e il suo modo di fare mi destabilizzava. Pregavo di continuo affinchè ricevessi un segno che mi chiarisse le idee, che mi indicasse cosa fare. E il segnale arriva la domenica dopo Pasqua 2015 quando , stranamente mi trovo ad alzarmi alle 7 del mattino. Accendo il computer, cosa che non avevo mai fatto a quell'ora, e leggo una notizia: "Signora torinese truffata su chat da un' organizzazione nigeriana con sede in Francia". Se mi avesse colpito un fulmine avrei avuto la stessa sensazione. Chiamo immediatamente "la Repubblica" di Torino che mi mette in contatto con Jolanda Bonino, la signora truffata sentimentalmente in rete. Jolanda ed io ci ritroviamo a raccontare la stessa storia, almeno per quanto riguardava la questione dei sentimenti, i sensi di colpa che ti introiettano, il bisogno di aiutare il prossimo e riflettiamo sui vari tentativi di truffa e modalità escogitate per farmi cadere in trappola. Ora tutto mi è chiaro: era troppo bello che un uomo mi parlasse così! Non mi era mai capitato prima! Lui stava tentando di truffarmi facendo leva sui miei sentimenti.
In serata sento Miguel e gli dico di essere molto triste perché alla televisione hanno dato una notizia circa dei truffatori nigeriani che operano sulle chat per donne sole. Lui tace poi, risponde che me l'aveva detto di togliermi da Nirvam, di stare attenta perchè in quei siti girano persone malvagie. Allora, gli ho posto di nuovo la domanda: "... ma tu, Miguel, tu hai la pelle nera?" "Ma cosa credi? Cosa vuol dire questo? Ti ho mandato i documenti, il mio n° di cellulare". Queste sono state le sue risposte indignate. Tentava di farmi sentire in colpa inventando ancora altre scuse .
Mi ha cercato ancora altre volte ed ha capito che io sapevo molto sulle truffe sentimentali ed affettive. Difatti mi stavo informando dal Comitato torinese messo in piedi dalla donna truffata e col quale ho iniziato a collaborare. Mi sono così convinta , man mano che leggevo storie simili alla mia, che si trattava di un personaggio inventato. Il cervello mi metteva in guardia ma il cuore continuava ancora a sperare di essermi sbagliata. Lui del resto era arrivato a dirmi: "tu cerchi un uomo buono mia principessa? Io sono qua per te" . E' dura convincersi che è finto, molto dura.
Sono andata in depressione crescente e sono tuttora in analisi. Io non ti maledico Miguel e neppure lo faccio per altri italiani che fanno quasi lo stesso gioco, non tocca a me maledirvi, perché credo in una Giustizia Divina. E credo che sconterai il male fatto nel girone infernale dei traditori! Dante li aveva messi proprio vicini al Diavolo questi personaggi che usano menzogne e ti rubano i sentimenti e il cuore.
Elena Mavrin - Milano 3 febbraio 2016 "
Questa vicenda è assai significativa e decidiamo di pubblicarla proprio in questo periodo in cui qualche magistrato archivia denunce simili o sentenzia a favore di questi malviventi. Sicuramente ciò avviene perchè in Italia mancano normative adeguate , ma insistiamo nell'affermare che la truffa dei sentimenti è un reato gravissimo e il caso della donna sparita (o sparata ) di Castellamonte ne è un esempio, pur essendo per certi versi, un po' differente.
Nel caso di Elena, ci troviamo di fronte ad una donna che sta attraversando un periodo di fragilità psicologica essendo in un momento doloroso e delicato. Al bisogno di stabilità e sicurezza si sostituisce bruscamente la consapevolezza che i vecchi legami sono andati in frantumi e che tutto deve ricominciare da capo. E' stata profondamente ferita nell'animo dal marito che ha preferito una donna giovanissima a lei, creandole una grande caduta di autostima.
Elena è completamente all'oscuro delle insidie e dei meccanismi sia tecnici che di linguaggio che regolano la rete; si improvvisa internauta su suggerimento di un'amica che le indica un "social" come opportunità per fare nuove conoscenze, scambiare informazioni e aprirsi al futuro. Si tratta di NIRVAN che è una piazza virtuale utile anche per scambi di opinioni e interessi comuni oltre che per facilitare gli incontri tra persone single.
L'indicazione però non si rivela felice. Come spesso abbiamo sottolineato, la mancanza di conoscenza del mezzo è tra le principali cause di esposizione ai rischi in internet ed immancabilmente Elena finisce con l'incappare in uno dei trappoloni che infestano il web; il più subdolo e devastante per chi investe la propria fiducia e i propri sentimenti nella speranza di ricostruire la propria vita.
Il truffatore relazionale in questo caso si manifesta sottotraccia, senza eccessi ma con toni pacati, suadenti e quasi protettivi. E' un abilissimo truffacuori e dalle nostre ricerche su Internet risulta che abbia rubato le foto ad un personaggio ancora non identificato. Le sue foto , viste in un elenco francese di un'organizzazione di tutela delle vittime e persone usurpate sul net corrispondono a " Inconnu n°266 usurpé* - Album photos "
A tutt'oggi sono ancora presenti vari profili di costui su Facebook, Badoo e Nirvan con le foto inviate ad Elena
La storia presenta molte incongruenze e i trucchi adottati per mostrarsi senza esser visto sono persino grossolani ma nonostante tutto, il truffatore riesce a mantenere il controllo della situazione conducendo il gioco e portando la vittima a cedere al suo fascino.
In questo caso non c'è stato esborso di denaro ma solo per una circostanza fortuita. Se Elena non avesse letto la notizia dell'organizzazione nigeriana che truffa sul web donne e uomini che cascano nella sua rete, molto probabilmente , la truffa si sarebbe consumata con il famoso "aiuto economico richiesto come prestito " elargito al truffacuori di turno.
Il fatto che non ci sia stato danno economico non rende la storia meno grave; le ripercussioni emotive, l'ulteriore colpo ad un'autostima già in bilico, hanno derubato la donna della sua vita costringendola a un doloroso e lento percorso di risalita.
La truffa dei sentimenti è ancor più grave di quella economica e ci deve far riflettere.
Commissione Stesura Casi Truffe Relazionali - Movimento Lotta al Cybercrime Italia (Jolanda Bonino e Simona Manis Algisi )
Torino, 9 febbraio 2016

12 gennaio 2016

Falso principe azzurro del web liquidato senza troppi complimenti da imprenditrice di Cagliari

RICERCATO PER AUGURI
In questo periodo di feste e festeggiamenti, il Movimento Lotta al Cybercrime Italia fa i suoi auguri a tutte le persone che, allertate dai nostri allarmi, vigilano ed arginano, col loro comportamento, il dilagare delle truffe relazionali ed emozionali. Ai ricercati TRUFFACUORI  fa invece una bella pernacchia e afferma: " forse attualmente non siete facilmente punibili, ma non illudetevi, rendere il vostro sporco lavoro assai complicato si può! "
I cybertruffacuori non vincono sempre, anzi smascherarli si può e denunciarli si DEVE! E' importante se vogliamo partecipare ad una seria lotta alla truffa affettiva e relazionale che imperversa sul web.
Qui di seguito pubblichiamo la storia di Franca Maria Delogu che ci ha raccontato la sua storia nel novembre 2015. Abbiamo modificato il nominativo come richiestoci dall' imprenditrice, che per ragioni di privacy preferisce restare anonima.
"Circa due anni fa nel mese di luglio mi chiese l' amicizia un uomo molto affascinante dal nome JORDIE VERDANT, un ingegnere francese che, per motivi di lavoro, si era dovuto trasferire nel BENIN, stato dell'Africa Occidentale che si affaccia sul Golfo di Guinea e si trova tra il TOGO, la NIGERIA e il BURKINA FASO.
Iniziammo una relazione epistolare e lui mi disse che doveva sbrigare delle pratiche per avere l' eredità dei suoi genitori, che in Benin avevano costruito la loro fortuna. Mi confidò di sé una storia strappa lacrime, con sua moglie incinta morta in un incidente stradale! Incominciammo a chattare tutti i giorni e a sentirci telefonicamente. Era solito farmi uno squillo e poi io lo richiamavo. La nostra frequentazione virtuale è andata avanti per circa un anno.
Mi chiedeva soldi per le cose più disparate. Mi aveva addirittura detto di avere un tumore al cervello, di essere stato operato di appendicite e non avere i soldi per le medicine!!! Vedendo che io non inviavo denaro mi ha detto che voleva incontrarmi, e mi chiedeva i soldi del biglietto. Io, dal canto mio, gli chiesi di inviarmi fotocopia del suo documento di identità. Gli dissi che gli avrei fatto il biglietto e lo avrei pagato ma MAI gli avrei inviato denaro. A dire il vero non avrei MAI pagato il biglietto ad un uomo per conoscerlo. La mia fu una mossa per metterlo alla prova. E i miei sospetti erano fondati , cercava solo donne per rubar loro i soldi !!!
Una sera il suo chiedere in continuazione mi ha stancato e gli ho detto che non volevo più sentirlo! Gli dissi che aveva braccia e gambe per lavorare, mentre io ero sola con due figli e dovevo pensare a loro, e, che io di un gigoló non me ne facevo nulla. Da allora non l' ho più sentito, ma da me non ha preso un soldo!
Franca Maria Delogu , Cagliari 12 novembre 2015 "
Si ricorda che è importante ricevere storie vere che riguardano l'argomento delle truffe affettive, relazionali oppure sexy, amorose , erotiche, sentimentali, insomma tutte quelle storie che fanno leva sulle emozioni per raggirare le persone ignare di questo tipo di truffe, condotte dalle stesse bande di cybercriminali a cui diamo la caccia . Stiamo raccogliendole in un dossier " azzurro (che è il colore dei principi)" per dimostrare che il fenomeno è assai diffuso e che è possibile contrastarlo ed arginarlo sul nascere, rendendo note storie come queste .

Torino 4 gennaio 2016
Jolanda Bonino e Simona Manis Algisi - Commissione Stesura Casi Truffe Relazionali - Movimento Lotta al Cybercrime Italia

21 dicembre 2015

Due righe di saluto a chi truffa sul web

Individuato rospo che sputava virus. Appartiene alla banda di falsi principi azzurri del web , residenti all'estero ma che operano anche in Italia e Svizzera. Sono quelli che cerano di "incantare" europei ed europee e che dopo essere scoperti dalla nostra Associazione, vengono defenestrati da Facebook. Nonostante le nostre segnalazioni , tornano con altri nominativi e cercano di vendicarsi. Difatti, da un po' di tempo, dal nostro profilo Facebook e da alcuni profili di persone impegnate nella Lotta al Cybercrime accadono cose strane:
- tag virali partono dalle nostre bacheche e sono vere piogge massicce di link infetti che, se pur sistematicamente rimossi, continuano a ricomparire ancora e ancora, dandoci un bel po' da fare per ripulire il diario e impedire che vadano ad infettare le altrui bacheche
- strane richieste d'amicizia (maschili e femminili) arrivano a raffica da parte di bizzarri e improbabili nominativi.
Forse c'è chi si sta impegnando per farci capire che cominciamo a infastidire. Tranquilli, tranquille!!! Lo avevamo già capito da tempo! Purtroppo questo non cambierà le cose perchè siamo determinati a tenervi d'occhio. Allontanatevi quindidall'Italia e dalla Svizzera , insomma da tutta l'Europa prima che sia troppo tardi.
Noi continueremo ad informare e non solo.
Cordiali saluti e "stay calm and resign"! " C'est mieux quitter le jeu"
Lotta al Cybercrime Italia
Comm. Comunicazione e Immagine (Simona Manis Algisi e Jolanda Bonino)
Torino. 17 dicembre 2015

19 ottobre 2015

Aggiornamento del MOVIMENTO LOTTA AL CYBERCRIME - ottobre 2015

- Risposte da parte dell'Assessorato
o Risposte a fronte delle richieste fatte all'Assessorato nelle ns precedenti riunione inerenti finanziamenti, progetti, aiuti strutturali , lettera ad AVEU DU NET e al medico francese a cui è stata usurpata l'identità
- FLASH MOB
o In occasione del 25 novembre, Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne il Movimento intende partecipare alle celebrazioni attraverso un Flash Mob alla cui organizzazione si sta interessando Sara Conforti, la nostra consulente di comunicazione che ha proposto l'idea. I tempi sono brevi e ci sono necessità pressanti a cui dovremo far fronte per portare a compimento l'iniziativa, fiduciose nel sostegno che vorrà darci l'Assessorato, discuteremo di tali necessità e di tutto ciò che concerne il Flash Mob. A tal proposito si sollecitano volontarie e volontari ad annotare frasi, considerazioni o slogan che possano sintetizzare il messaggio che dovrà passare attraverso l'attuazione dell'iniziativa, ossia la diffusione dell'informazione sulle truffe sentimentali via web e sulle violenze psicologiche che tali truffe hanno connaturate in se e che da esse derivano.
3 ° - CASI IN SOSPESO
a) Contiamo di venire a conoscenza degli sviluppi del caso di "Fortunella" in sospeso a causa dell'assenza, nella precedente riunione, dell'Ispettore di Polizia che li sta seguendo , in modo da poterlo verbalizzare e archiviare nei nostri schedari.
b) Anche per il caso CARLITA si attendono notizie da parte dell'Ispettore di Polizia
- NUOVI CASI
a) Cybercrime e religione - Con grande stupore, durante le sue indagini in rete, il Movimento ha scoperto una nuova vena d'oro su cui stanno operando i truffatori. Alle precedenti tipologie di raggiro dei sentimenti si aggiunge quella che fa leva sulla sensibilità religiosa, la fede e la compassione. I predatori in questo caso non si fanno scrupolo di usurpare immagini di alti prelati della Chiesa Cattolica e Protestante e, dopo aver contattato le possibili vittime, fanno richieste di denaro da devolvere ai bisognosi. Dopo aver presentato regolare denuncia alla polizia il Movimento si è premurato di mettere al corrente gli organi competenti della Chiesa ed ha inviato lettera informativa al Papa.
b) Svizzera - Mentre ancora stiamo seguendo gli sviluppi del caso di "Carlita", siamo state contattate da un'altra vittima di truffa online, questa volta dalla Svizzera, più precisamente da Lugano, città in cui risiede la donna che conosceremo personalmente. Non ancora in questa riunione, ma durante la prossima riunione, ella che ci racconterà la sua storia di vittima di cyber truffa sentimentale e, quale donna coraggiosa e intraprendente com'è, ha manifestato che , creerà in Svizzera un Movimento che si ispiri alla nostra esperienza. Bene, così avremo il gruppo italiano, quello canadese e quello svizzero.
c) Francia - La donna italo-francese che ci contattò quest'estate, quando, nel pieno dell'innamoramento indotto dal truffacuori, cominciava ad avere dubbi sull'attendibilità di costui , sarà presente nelle prossime riunioni perchè in quella data sarà in Francia
- SUDDIVISIONE COMPITI - Ritorneremo sui gruppi di lavoro formatisi ed operanti nel Movimento per approfondire i temi riguardanti le modalità di intervento e gli iter da seguire in ogni settore. Intanto ricordiamo che la loro composizione non è rigida e che abbiamo inserito, per ora, solo le persone attive. Comunque ognuno di noi può fungere da scavalco tra un gruppo e l'altro e inserirsi nel caso non fosse stato citato.
Movimento Lotta al Cybercrime
Torino 19 ottobre 2015

19 ottobre 2015

lettera al Papa: attenzione alla cybertruffa con Don azione

  Carissimo Papa Francesco, e p.c. Esponenti del Clero
La ammiriamo per il coraggio, la determinazione e l'approccio con cui affronta la Sua missione. Le invio questa lettera sperando che Sua Santità possa riuscire ad aiutarci nel nostro difficile intento.
Il Movimento Lotta al Cybercrime in Italia (lotta alla truffa sentimentale via web), nato a Torino nel 2014 e operante in tutto il territorio italiano gode dell'appoggio dell' Assessorato ai Diritti della Regione Piemonte ed esercita il suo ruolo informativo sociale ed educativo per diffondere le rare notizie inerenti le truffe sottili, ovvero quelle frodi informatiche sul web, che facendo leva su emozioni e nobili sentimenti, riescono a carpire informazioni, dati sensibili e denaro a vittime ignare di tutto e inconsapevoli di trovarsi di fronte a fotografie e video usurpati.
Le truffe via web si evolvono rapidamente e cercano nuovi canali che consentano di raggirare con più facilità i malcapitati; in questo ultimo periodo, siamo venuti a conoscenza di una variante che ci ha fortemente allarmati in quanto fa leva, oltre che su una particolare fragilità del soggetto preso di mira, sulla sua fede religiosa e sulla sensibilità riguardo tematiche ed iniziative di Credo religioso. Se questa modalità di approccio prendesse piede, il numero dei truffati aumenterebbe di certo in modo esponenziale, con enorme disagio psicologico e danno economico delle vittime e degli inconsapevoli soggetti usurpati nella propria immagine.
E qui veniamo al motivo della nostra lettera al Santo Padre: gli usurpati della propria immagine sono, in questo caso, alti esponenti della Chiesa Cattolica.
I cyber truffatori che solitamente si presentavano alle vittime con immagini o identità rubate a laici, nell'ultimo periodo hanno cominciato a presentarsi anche con immagini rubate ad alti prelati della Chiesa Cattolica. Il caso che stiamo visionando attualmente vede un individuo che con nome e titolo fittizio si manifesta attraverso l'immagine usurpata ad un Arcivescovo cattolico britannico.
Informazioni più precise verranno comunicate a richiesta. Intanto, come già accennato, l'espediente consente al truffatore di carpire l'attenzione e la fiducia della vittima che, in virtù di una sua fragilità del momento e della sua fede religiosa, abilmente sfruttata e sollecitata, si trova sottoposta a richieste economiche.
Il caso, così come l'allarme che ha creato in noi che già ci troviamo in difficoltà nel proteggere e allertare le vittime, è stato denunciato al Commissariato di Polizia di Rivoli (Torino). Riteniamo, tuttavia, doveroso informare soprattutto Sua Santità e le altre Autorità Ecclesiastiche.
Restando in attesa di Vostre comunicazioni, assicuriamo la nostra disponibilità a una collaborazione e a un incontro per meglio fronteggiare la situazione.
Con ogni migliore augurio a Sua Santità, affettuosamente saluta
Movimento Lotta al Cybercrime
Torino 13 ottobre 2015

3 ottobre 2015

La doppia cyber truffa sentimentale subita da Carlita Filiphe ( 2013 -l 2015)

  La vicenda di Carlita Filiphe (pseudonimo) inizia nel maggio 2013 quando da poco approdata nel mondo del web e dei social network (chat di yaoo, Lycos ecc) riceve un messaggio su Netlog da un uomo che si presenta come militare statunitense di stanza in Afghanistan, prossimo al pensionamento.. L'amicizia si sviluppa inizialmente attraverso i messaggi, che arrivano puntualmente a scadenze fisse e i traduttori in rete pongono rimedio alle difficoltà linguistiche.
Carlita è una persona sincera, onesta e si presenta senza filtri, mostrandosi com'è; le immagini del suo profilo la ritraggono nella sua normalità quotidiana, aiutata dagli ausili sanitari che fanno parte della sua vita: la sedia a rotelle e le stampelle. Va appositamente dal fotografo per farsi ritrarre così com'è, volutamente con abiti semplici e convinta che la sincerità sia il sentimento alla base di tutti i rapporti.
I contatti con il truffacuori, divenuti in breve quotidiani, si spostano sulla mail privata di Carlita su richiesta dell'uomo e la confidenza cresce. Forse lui avendo capito che Carlita non conosceva l'inglese e volendola studiare più a fondo, ritiene che quella sia la strada migliore per catturare la sua fiducia. L'uomo, presentatosi come Bruno Andersson le dice di viaggiare spesso per le sue missioni militari e che ricopre la carica di generale. Le racconta di un passato tragico in cui ha perso l'intera famiglia (moglie e due figli) in un incendio e per il ritorno alla vita civile desidera una vita quieta con una famiglia da "creare". Carlita, madre di un figlio ormai ventenne e da sempre desideroso di conoscere gli Stati Uniti, si illude che quell'uomo divenuto sempre più presente (anche se virtualmente) nella sua vita, affettuoso e premuroso, rappresenti la speranza di un futuro finalmente sereno e felice.
Di ritorno da una missione, Andersson racconta a Carlita di aver trovato, in un edificio in cui si era rifugiato con la sua squadra, una sacca piena di denaro. L'entità elevatissima della somma rende difficile e pericoloso custodirla, quindi chiede a Carlita il suo indirizzo preciso per inviargliela tramite corriere diplomatico. Inizialmente Carlita, con candore, consiglia l'uomo di lasciar stare il denaro "che non porta mai bene" ma questi insiste sottolineando che quella somma servirà per creare il loro futuro insieme. In effetti, l'enorme cifra avrebbe sicuramente permesso al figlio di andare in America a coronare il suo sogno. A quel punto ogni resistenza cade e il fantomatico corriere diplomatico incaricato, parte dall'Afghanistan con la borsa piena del denaro trovato. Andersson consiglia a Carlita di cancellare tutte le mail che si sono scritti per evitare interferenze e lei lo fa. In seguito , ecco che il "diplomatico" viene a trovarsi per non ben precisate motivazioni all'aeroporto di Accra, in Ghana (ed ecco che puntualmente entra in gioco uno dei paesi dove solitamente operano "gli impiegati" del cybercrime sentimentale, i "nostri" ineffabili truffacuori senza scrupoli , che pare facciano orario d'ufficio) ed è qui che scatta la trappola creata ad arte per Carlita. In aeroporto i controlli rilevano che il pacco contenente la borsa pesa più del consentito e per evitare l'apertura che ne rivelerebbe il contenuto è necessario pagare una tassa. Su richiesta di Anderson, Carlita contatta un sedicente funzionario della dogana ghanese che dice di chiamarsi Abhram MMADUE. Quest'ultimo le riferisce che per sbloccare la situazione è necessario l'invio di denaro. Lei invia 1300 euro da aggiungere ai 2500 euro anticipati da Abhram a titolo di fiducia nei confronti di Carlita e di Bruno Andersson del quale dichiara di essere grande amico. Lo pseudo-diplomatico , sottolinea inoltre che l'aiuto economico di Carlita è indispensabile per risolvere la delicata situazione che potrebbe portare gravi conseguenze giudiziarie a lui ed al generale Anderson. Comincia quindi l'emorragia di denaro che, dal conto di Carlita si trasferisce, tramite il mezzo di pagamento denominato Money Gram al destinatario in Ghana. Abhram MMDUE sembra incontrare sempre nuovi ostacoli che richiedono nuovi esborsi; dal primo versamento di 5.000 euro avvenuto a giugno 2013 , si arriva al 6 agosto 2013 alla cifra totale di 50.000 euro complessivi. L'importo fa scattare il blocco degli invii da parte della Posta in quanto superano il tetto consentito per legge ma Carlita spedisce ancora 3.000 euro utilizzando come tramite sua sorella alla quale fa credere di mandare denaro per un'adozione a distanza. Nel frattempo la figura di Andersson appare e scompare con la motivazione delle missioni militari che si susseguono ma quando Carlita riesce a parlargli, lui sminuisce il problema e la rassicura dicendole che il contenuto della borsa ripagherà abbondantemente entrambi e comunque il 40% del denaro trovato le appartiene di diritto considerato che lei ha fatto molto. In Ghana la situazione sembra sbloccarsi, il "diplomatico" Abhram MMDUE parte per la Gran Bretagna e qui viene arrestato; ricomincia la sequela di richieste di denaro per risolvere la cosa ed entra in scena anche la figura di un avvocato incaricato di raccogliere la documentazione necessaria a far avere a Carlita il pacco. Il militare Bruno Andersson, intanto è partito per l'ennesima missione e non riapparirà più. Carlita si ritrova sempre più pressata, incalzata e ormai senza soldi.
Alla fine di agosto rientra a casa suo figlio, dopo un lungo periodo trascorso a Roma, scopre quanto accaduto e convince la madre a fare la denuncia che viene firmata a fine agosto 2013. I funzionari della Questura di Milano rilevano l'ID di questi personaggi e nella denuncia evidenziano anche che Bruno Andersson scrivendo a Carlita per prometterle che verrà presto in Italia, ha usato questo indirizzo mail diplomatsabhraam@gmail.com. Per fortuna Carlita non aveva cancellato tutte le mail intercorse nella relazione e ne allega qualcuna che ha conservato.
La fatica e il dolore di ammettere anche a se stessa il pesantissimo raggiro di cui è stata oggetto gettano Carlita nello sconforto e aggravano la sua condizione di salute; il senso di colpa per aver perso il denaro risparmiato in una vita di sacrifici col pensiero fisso di aiutare suo figlio, la tormenta.
Forse proprio per questo la sua vicenda non termina ancora.
Alla fine del maggio 2014 le arriva su Skype la richiesta di amicizia di un uomo che si presenta come Tyler Bryan , cittadino americano originario di Washington, in trasferta in Scozia dove lavora come ingegnere su una piattaforma petrolifera, vedovo e padre di una ragazza di 16 anni. La conversazione tra i due prosegue attraverso e-mail su cui hanno inizio le confidenze reciproche su vita e figli; anche in questo caso l'uomo manifesta il desiderio di crearsi una famiglia che gli restituisca serenità e anche in questo caso Carlita finisce per accordare la sua fiducia. Gli racconta di esser stata truffata e le esprime la sua intenzione di interrompere tutti i suoi contatti virtuali, ma Tyler le assicura il suo aiuto per recuperare la somma che lei ha perso. E questa volta è qui che scatta la trappola. L'uomo dice di avere amicizie nell'FBI e queste possono indagare sulla faccenda; ovviamente ci sono delle spese da pagare per viaggi i in Ghana da effettuare e per le varie pratiche. Al termine delle fantomatiche indagini le rivela che in America esiste un'associazione in grado di rimborsarla per 172.000,00 euro, una cifra assai superiore a quella sottrattale dai truffatori.
L'ansia e la disperazione date dal desiderio di recuperare il denaro le fanno nuovamente abbandonare ogni cautela e le richieste di denaro, necessario a detta di Tyler Brien , per pagare le tasse per il rimborso, la portano a chiedere un finanziamento. Altro denaro confluisce dal suo conto a quello dei truffacuori , ma questa volta il tutto è documentato da ricevute bancarie e non con Money Gram che è un sistema di trasmissione di denaro che ne impedisce la tracciabilità. Carlita ha inviato 3 bonifici bancari all'Access Bank Limited Ghana a un nominativo ben preciso per la cifra di Euro 7.700,00.
Questi truffacuori non hanno proprio freni e sono abilissimi a mettere in atto tutti gli stratagemmi da copione per dissanguare del tutto la preda. Ed ecco che a fine 2014 un viaggio programmato da Tyler per incontrare Carlita in Italia, sfuma a causa di un incidente sulla piattaforma petrolifera a cui segue una sommossa. L'incontro è rimandato ma la vittima è ancora sotto controllo.
A fine dicembre 2014, un nuovo viaggio viene vanificato da un altro incidente da cui l'uomo esce in stato di coma. Tutto ciò le viene riferito da Hugo Marshall, altro personaggio entrato in scena al momento giusto e col quale messaggia fino ad aprile 2015, data in cui le viene comunicato che Tyler si è risvegliato dal coma. Tyler contatta Carlita chiedendo ancora una volta denaro per scongiurare l'amputazione di una gamba senza la quale preferirebbe morire e via di questo passo con altri particolari degni di un feuilleton. In data 15 aprile 2015 Carlita invia alla Banca Taiwan Limited Taipei ad un nome femminile orientale la somma di Euro 8.500,00. Successivamente le sono stati chiesti altri soldi che lei ha puntualmente inviato nel mese di giugno per una cifra pari a 777,90 euro che sarebbero serviti per altre spese. La somma è stata versata in Nigeria tramite Money Gram a favore di un altro nominativo ben preciso, che diceva di essere cointestatario del conto con Tyler.
Ora Carlita, resasi conto di tutto è disperata. La somma trufffata supera i 60.000,00 euro.
Anche dalla storia vissuta da Carlita appare chiara la grande abilità dei cyber-truffacuori nell'individuare impietosamente le vittime e la straordinaria capacità di manipolarle oltre ogni limite di logica e buon senso, che risultano come sopiti in ogni persona che ci ha raccontata la sua esperienza.
Jolanda Bonino e Simona Manis
15 settembre 2015

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