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Diario
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12 gennaio 2016

Falso principe azzurro del web liquidato senza troppi complimenti da imprenditrice di Cagliari

RICERCATO PER AUGURI
In questo periodo di feste e festeggiamenti, il Movimento Lotta al Cybercrime Italia fa i suoi auguri a tutte le persone che, allertate dai nostri allarmi, vigilano ed arginano, col loro comportamento, il dilagare delle truffe relazionali ed emozionali. Ai ricercati TRUFFACUORI  fa invece una bella pernacchia e afferma: " forse attualmente non siete facilmente punibili, ma non illudetevi, rendere il vostro sporco lavoro assai complicato si può! "
I cybertruffacuori non vincono sempre, anzi smascherarli si può e denunciarli si DEVE! E' importante se vogliamo partecipare ad una seria lotta alla truffa affettiva e relazionale che imperversa sul web.
Qui di seguito pubblichiamo la storia di Franca Maria Delogu che ci ha raccontato la sua storia nel novembre 2015. Abbiamo modificato il nominativo come richiestoci dall' imprenditrice, che per ragioni di privacy preferisce restare anonima.
"Circa due anni fa nel mese di luglio mi chiese l' amicizia un uomo molto affascinante dal nome JORDIE VERDANT, un ingegnere francese che, per motivi di lavoro, si era dovuto trasferire nel BENIN, stato dell'Africa Occidentale che si affaccia sul Golfo di Guinea e si trova tra il TOGO, la NIGERIA e il BURKINA FASO.
Iniziammo una relazione epistolare e lui mi disse che doveva sbrigare delle pratiche per avere l' eredità dei suoi genitori, che in Benin avevano costruito la loro fortuna. Mi confidò di sé una storia strappa lacrime, con sua moglie incinta morta in un incidente stradale! Incominciammo a chattare tutti i giorni e a sentirci telefonicamente. Era solito farmi uno squillo e poi io lo richiamavo. La nostra frequentazione virtuale è andata avanti per circa un anno.
Mi chiedeva soldi per le cose più disparate. Mi aveva addirittura detto di avere un tumore al cervello, di essere stato operato di appendicite e non avere i soldi per le medicine!!! Vedendo che io non inviavo denaro mi ha detto che voleva incontrarmi, e mi chiedeva i soldi del biglietto. Io, dal canto mio, gli chiesi di inviarmi fotocopia del suo documento di identità. Gli dissi che gli avrei fatto il biglietto e lo avrei pagato ma MAI gli avrei inviato denaro. A dire il vero non avrei MAI pagato il biglietto ad un uomo per conoscerlo. La mia fu una mossa per metterlo alla prova. E i miei sospetti erano fondati , cercava solo donne per rubar loro i soldi !!!
Una sera il suo chiedere in continuazione mi ha stancato e gli ho detto che non volevo più sentirlo! Gli dissi che aveva braccia e gambe per lavorare, mentre io ero sola con due figli e dovevo pensare a loro, e, che io di un gigoló non me ne facevo nulla. Da allora non l' ho più sentito, ma da me non ha preso un soldo!
Franca Maria Delogu , Cagliari 12 novembre 2015 "
Si ricorda che è importante ricevere storie vere che riguardano l'argomento delle truffe affettive, relazionali oppure sexy, amorose , erotiche, sentimentali, insomma tutte quelle storie che fanno leva sulle emozioni per raggirare le persone ignare di questo tipo di truffe, condotte dalle stesse bande di cybercriminali a cui diamo la caccia . Stiamo raccogliendole in un dossier " azzurro (che è il colore dei principi)" per dimostrare che il fenomeno è assai diffuso e che è possibile contrastarlo ed arginarlo sul nascere, rendendo note storie come queste .

Torino 4 gennaio 2016
Jolanda Bonino e Simona Manis Algisi - Commissione Stesura Casi Truffe Relazionali - Movimento Lotta al Cybercrime Italia

21 dicembre 2015

Due righe di saluto a chi truffa sul web

Individuato rospo che sputava virus. Appartiene alla banda di falsi principi azzurri del web , residenti all'estero ma che operano anche in Italia e Svizzera. Sono quelli che cerano di "incantare" europei ed europee e che dopo essere scoperti dalla nostra Associazione, vengono defenestrati da Facebook. Nonostante le nostre segnalazioni , tornano con altri nominativi e cercano di vendicarsi. Difatti, da un po' di tempo, dal nostro profilo Facebook e da alcuni profili di persone impegnate nella Lotta al Cybercrime accadono cose strane:
- tag virali partono dalle nostre bacheche e sono vere piogge massicce di link infetti che, se pur sistematicamente rimossi, continuano a ricomparire ancora e ancora, dandoci un bel po' da fare per ripulire il diario e impedire che vadano ad infettare le altrui bacheche
- strane richieste d'amicizia (maschili e femminili) arrivano a raffica da parte di bizzarri e improbabili nominativi.
Forse c'è chi si sta impegnando per farci capire che cominciamo a infastidire. Tranquilli, tranquille!!! Lo avevamo già capito da tempo! Purtroppo questo non cambierà le cose perchè siamo determinati a tenervi d'occhio. Allontanatevi quindidall'Italia e dalla Svizzera , insomma da tutta l'Europa prima che sia troppo tardi.
Noi continueremo ad informare e non solo.
Cordiali saluti e "stay calm and resign"! " C'est mieux quitter le jeu"
Lotta al Cybercrime Italia
Comm. Comunicazione e Immagine (Simona Manis Algisi e Jolanda Bonino)
Torino. 17 dicembre 2015

25 ottobre 2015

Quando avverrà il salto logico verso una concezione solidale di chi cade nella spirale delle truffe?

Le truffe online che fanno leva sui sentimenti, sull'amore, sulla sensibilità d'animo e di cuore costituiscono una fonte appetibile di lauti guadagni e i cyber truffatori dilagano sul web, perfezionando vecchi schemi di raggiro (anche quelli erotico-sessuali) e creandone di nuovi.
Ma cosa facilita l'espandersi di questo filone di truffe che ormai è diventato un lavoro di routine per bande criminali internazionali?
"La facilità di scovare prede nello sconfinato mondo della rete e la consumata abilità nel manipolarle" dicono i truffacuori (secondo fonti giornalistiche estere), oppure "la sempre disponibile massa di ingenui e ingenue predisposti a farsi pescare come trote al fiume" dicono i faciloni dal giudizio superficiale, secondo i commenti nei post sul web.
Eh no, troppo semplice! C'è ben altro e di ben altra portata che consente a questi truffatori di operare in rete con facilità e senza alcun pudore, ad esempio il pregiudizio sociale che genera l'omertà da parte delle stesse vittime e la stigmatizzazione da parte dei "benpensanti" o meglio "non pensanti".
I raggiri nei confronti delle persone di buon cuore, disposte ad accordare ascolto e fiducia anche a sconosciuti, sono nati con gli esseri umani ma hanno fatto un salto di qualità con la diffusione dell'utilizzo del web, trasformando un fenomeno episodico, anche se costante e caratterizzato da alterne fortune, in fenomeno "industriale" su vasta scala. Ed ecco una delle principali difficoltà che, sin dai primi giorni della sua nascita, ha ostacolato il lavoro del Movimento Lotta al Cybercrime in Italia : creare interesse intorno alla questione per informare e portare allo scoperto le truffe, favorendo le denunce da parte delle vittime. Ma come si realizza un progetto del genere se si entra nel circolo vizioso indotto dal pregiudizio?
Proviamo a riflettere sul fatto che le vittime, dopo esser cadute nelle trappole dei truffatori sono distrutte nei sentimenti e nell'autostima e avrebbero bisogno di aiuto e sostegno. E qual è la risposta che arriva in massima parte dall'esterno? La condanna: sei stato stolto, sei una ingenua, un credulone, te la sei cercata e, dunque, adesso che vuoi? L'ovvia reazione conseguente è la chiusura nel proprio dolore, l'omertà circa l'esperienza fatta e il trionfo dei malfattori che proseguono senza troppi fastidi il loro lucroso sporco lavoro.
Forse chi condanna con automatica faciloneria non ci pensa ma, condannando la vittima, esprime una silente simpatia nei confronti del delinquente che l'ha resa tale e si rende suo complice.
Forse provare simpatia nei confronti dei "furbastri" è un moto insito nell'animo umano, certo è una caratteristica spiccata nella società italiana, sempre pronta a guardare con occhio indulgente a cialtroni e lestofanti e a deriderne le malcapitate vittime.
Chissà quando avverrà il salto logico verso una concezione solidale di chi cade nella spirale delle truffe?. Quando si partirà dal presupposto fondamentale che, in quanto tale la vittima è sempre da tutelare e proteggere col sostegno della comunità umana che la circonda e il delinquente è sempre da condannare.
Quando ci potremo liberare dal burqa mentale che ci impone la società, costringendoci a vestire i panni degli stolti, incapaci di intendere in quanto "colpevoli vittime", o in alternativa quella delle vittime silenziose, omertose e complici dei carnefici?
Torino 25 ottobre 2015
Simona Manis Algisi e Jolanda Bonino
esperte nella LOTTA al Cybercrime Truffe sentimentali 

19 ottobre 2015

Aggiornamento del MOVIMENTO LOTTA AL CYBERCRIME - ottobre 2015

- Risposte da parte dell'Assessorato
o Risposte a fronte delle richieste fatte all'Assessorato nelle ns precedenti riunione inerenti finanziamenti, progetti, aiuti strutturali , lettera ad AVEU DU NET e al medico francese a cui è stata usurpata l'identità
- FLASH MOB
o In occasione del 25 novembre, Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne il Movimento intende partecipare alle celebrazioni attraverso un Flash Mob alla cui organizzazione si sta interessando Sara Conforti, la nostra consulente di comunicazione che ha proposto l'idea. I tempi sono brevi e ci sono necessità pressanti a cui dovremo far fronte per portare a compimento l'iniziativa, fiduciose nel sostegno che vorrà darci l'Assessorato, discuteremo di tali necessità e di tutto ciò che concerne il Flash Mob. A tal proposito si sollecitano volontarie e volontari ad annotare frasi, considerazioni o slogan che possano sintetizzare il messaggio che dovrà passare attraverso l'attuazione dell'iniziativa, ossia la diffusione dell'informazione sulle truffe sentimentali via web e sulle violenze psicologiche che tali truffe hanno connaturate in se e che da esse derivano.
3 ° - CASI IN SOSPESO
a) Contiamo di venire a conoscenza degli sviluppi del caso di "Fortunella" in sospeso a causa dell'assenza, nella precedente riunione, dell'Ispettore di Polizia che li sta seguendo , in modo da poterlo verbalizzare e archiviare nei nostri schedari.
b) Anche per il caso CARLITA si attendono notizie da parte dell'Ispettore di Polizia
- NUOVI CASI
a) Cybercrime e religione - Con grande stupore, durante le sue indagini in rete, il Movimento ha scoperto una nuova vena d'oro su cui stanno operando i truffatori. Alle precedenti tipologie di raggiro dei sentimenti si aggiunge quella che fa leva sulla sensibilità religiosa, la fede e la compassione. I predatori in questo caso non si fanno scrupolo di usurpare immagini di alti prelati della Chiesa Cattolica e Protestante e, dopo aver contattato le possibili vittime, fanno richieste di denaro da devolvere ai bisognosi. Dopo aver presentato regolare denuncia alla polizia il Movimento si è premurato di mettere al corrente gli organi competenti della Chiesa ed ha inviato lettera informativa al Papa.
b) Svizzera - Mentre ancora stiamo seguendo gli sviluppi del caso di "Carlita", siamo state contattate da un'altra vittima di truffa online, questa volta dalla Svizzera, più precisamente da Lugano, città in cui risiede la donna che conosceremo personalmente. Non ancora in questa riunione, ma durante la prossima riunione, ella che ci racconterà la sua storia di vittima di cyber truffa sentimentale e, quale donna coraggiosa e intraprendente com'è, ha manifestato che , creerà in Svizzera un Movimento che si ispiri alla nostra esperienza. Bene, così avremo il gruppo italiano, quello canadese e quello svizzero.
c) Francia - La donna italo-francese che ci contattò quest'estate, quando, nel pieno dell'innamoramento indotto dal truffacuori, cominciava ad avere dubbi sull'attendibilità di costui , sarà presente nelle prossime riunioni perchè in quella data sarà in Francia
- SUDDIVISIONE COMPITI - Ritorneremo sui gruppi di lavoro formatisi ed operanti nel Movimento per approfondire i temi riguardanti le modalità di intervento e gli iter da seguire in ogni settore. Intanto ricordiamo che la loro composizione non è rigida e che abbiamo inserito, per ora, solo le persone attive. Comunque ognuno di noi può fungere da scavalco tra un gruppo e l'altro e inserirsi nel caso non fosse stato citato.
Movimento Lotta al Cybercrime
Torino 19 ottobre 2015

3 ottobre 2015

Aggiornamento lavori del Movimento Lotta Cybercrime autunno 2015

Domenica 27 settembre 2015 , in occasione di un incontro informale, alcuni esponenti del Movimento Lotta al Cybercrime Sentimentale hanno messo a fuoco alcuni punti già da tempo individuati come obiettivi:
1° obiettivo. Allertare le persone .
Più persone conosceranno questo genere di truffe amoroso - sentimentali, meno vittime ci saranno in rete. Era stato, in effetti, proprio questo lo scopo iniziale del movimento che aveva trovato in Jolanda colei che, iniziando ad apparire pubblicamente, denunciando tramite i mass media la sua vicenda virtuale, cercava di indurre altre donne e altri uomini a seguirne l'esempio. In seguito a quella denuncia e alla risonanza mediatica ottenuta, le notizie sulle truffe sentimentali via web, si sono progressivamente diffuse e le informazioni hanno cominciato a circolare portando nuovi casi allo scoperto da parte del Movimento. Prima di allora era difficile reperire anche semplici indicazioni che conducessero a informazioni concrete. Fu solo grazie ad un suggerimento fortuito di una conoscenza francese che Bonino riuscì ad approdare al sito francese "Aveu du Net", e grazie alla consultazione di tale sito arrivarono le prime informazioni utili e concrete, mancanti in Italia.
Dopo la pausa estiva , il dr. Marcello Scancarello della RAI ha contattato Bonino e il Movimento per esporre un progetto per la realizzazione di alcuni "momenti di ALERT" da mandare in onda durante la trasmissione "MI MANDA RAI TRE" delle ore10 , con la finalità di dare aggiornamenti periodici puntuali sui casi trattati e sui nuovi emersi. Si richiedeva la presenza delle stesse protagoniste dei raggiri, disposte a raccontare la propria storia, in modo da creare uno stato di empatia e fiducia necessarie a spingere altre eventuali vittime ad uscire allo scoperto e denunciare. Era ben chiara quindi, l'estrema difficoltà nel trattare questo tipo di reato, in cui chi ne è oggetto, oltre alla sofferenza per il danno economico e soprattutto sentimentale subito, si sente oppresso dalla superficialità e facilità di giudizio diffusi. E' un "vizio" da sempre presente nella nostra mentalità, quello di stigmatizzare all'istante i comportamenti delle vittime piuttosto che sancire una volta per tutte che i carnefici, coloro che compiono azioni infami, vadano condannati a prescindere da TUTTO.
La puntata di "MI MANDA RAI TRE" del 26 settembre 2015 che avrebbe dovuto dare inizio a questi appuntamenti fissi di aggiornamento è stata però rimandata a data da stabilirsi. In studio era stata garantita la presenza del dr. Roberto Giuli, esperto in materia di sicurezza nel web. L' autorevole esponente della Polizia Postale di Roma era già stato formalmente invitato in trasmissione ma a pochi giorni dall'andata in onda è stato necessario sospendere tutto. Erano due le persone (che fanno parte del nostro movimento) a dover raccontare la propria vicenda. Una, Wilma Canta, avendo avuto un'esperienza leggermente differente da quelle che solitamente trattiamo e in certo senso anche più complicata, necessita sia dell'intervento della Polizia Postale che della Polizia Ordinaria per cui il suo caso verrà trattato più avanti. L'altra persona, Carlita Philipe, ha scoperto solo di recente di essere vittima di un raggiro ed in questo momento è ancora troppo fragile per esporsi e raccontare pubblicamente il suo percorso.
Tutto ciò ha fatto emergere, in tutta la sua urgenza, la necessità di predisporre un "servizio" di accoglienza , che usufruendo dell'ausilio di professionisti, professioniste (nel campo della psicologia, della psichiatria, della medicina in generale) e volontari preparati a dare ascolto e supporto, sia in grado di soccorrere le persone cadute nei raggiri e sappia guidarle in un percorso di superamento della depressione e nella ricostruzione della propria autostima. La truffa sentimentale è infatti una tipologia di truffa che lavora nel sottile campo delle emozioni e dei sentimenti e nella quasi totalità dei casi lascia strascichi disastrosi nella psiche e nella vita di chi ne viene colpito. Spesso per le vittime, uscire dalla malia indotta dai "truffacuori" è come liberarsi da una droga.
2° obiettivo - Spazio in cui operare e sito Web
Nella nostra esperienza, dalla nascita del Movimento ad oggi, ci siamo resi conto che col crescere delle iniziative abbiamo bisogno di una postazione fisica in cui lavorare e portare avanti le nostre iniziative. Prima fra queste la creazione di un sito Web che anche la vittima più disinformata, digitando "cerca...." sulla tastiera del pc, possa trovare e ricavarne informazioni concrete, come link di archivi immagini, riferimenti a siti esteri che si occupino degli stessi argomenti, indirizzi a cui contattare professionisti che portino soccorso, nonché pagine informative e orientative.
A tal proposito, e , in riferimento alla recente divulgazione dei due progetti patrocinati dall'Assessorato ai Diritti della Regione Piemonte " contro truffe e bullismo online", il Movimento Lotta al Cybercrime chiede , con questa nota, qualche supporto alla Regione Piemonte in termini di professionisti in grado di aiutarci nella creazione della pagina Web e/o in termini finanziari in modo da poter noi affrontare le spese che il ricorso a validi professionisti richiede.
3° obiettivo - Realizzazione di un Flash Mob per il 25 novembre p.v.
In occasione della "Giornata Mondiale contro la violenza sulle Donne" prevista per il 25 novembre p.v. si è prospettata la realizzazione di un Flah Mob che si inserisca nel clima di celebrazione della giornata e dia visibilità mediatica alle istanze portate avanti dal Movimento. Per la realizzazione del Flash Mob sarebbe di fondamentale aiuto che la pagina Web fosse già attiva così da consentirci di diffonderne notizia. I tempi sono esigui ma contiamo in una rapida risposta dell'Assessorato ai Diritti del Piemonte, che ha già abbracciato la causa attraverso l'annuncio ufficiale dei due progetti di cui noi uno siamo le ideatrici e ideatori come Movimento Lotta al Cybercrime.
4° obiettivo - Stesura delle storie per l'archivio
La seconda parte della vicenda di "FORTUNELLA" verrà raccontata non appena l'Ispettore Cosimo Buccoliero ci fornirà le ultime notizie
5° - Nuove proposte
E' utile accennare qui a una nuova possibilità che ci è giunta attraverso una nostra volontaria, iscritta all'ordine dei medici , dr.ssa Maria katsanaki, la quale ci ha informati di alcune iniziative che potrebbero per noi rivelarsi preziose nel campo del sostegno psicologico. Se ne sta occupando Sara Conforti. Seguiranno informazioni più dettagliate
6° - Prossima riunione
E' prevista nella mattina del 21 ottobre 2015, mercoledì, dalle ore 10,30 in poi, presso la Sala Gialla dell'Assessorato ai Diritti, corso Regina Margherita 174, Torino.
Simona Manis Algisi e Jolanda Bonino
Torino. 1° ottobre 2015

3 ottobre 2015

La doppia cyber truffa sentimentale subita da Carlita Filiphe ( 2013 -l 2015)

  La vicenda di Carlita Filiphe (pseudonimo) inizia nel maggio 2013 quando da poco approdata nel mondo del web e dei social network (chat di yaoo, Lycos ecc) riceve un messaggio su Netlog da un uomo che si presenta come militare statunitense di stanza in Afghanistan, prossimo al pensionamento.. L'amicizia si sviluppa inizialmente attraverso i messaggi, che arrivano puntualmente a scadenze fisse e i traduttori in rete pongono rimedio alle difficoltà linguistiche.
Carlita è una persona sincera, onesta e si presenta senza filtri, mostrandosi com'è; le immagini del suo profilo la ritraggono nella sua normalità quotidiana, aiutata dagli ausili sanitari che fanno parte della sua vita: la sedia a rotelle e le stampelle. Va appositamente dal fotografo per farsi ritrarre così com'è, volutamente con abiti semplici e convinta che la sincerità sia il sentimento alla base di tutti i rapporti.
I contatti con il truffacuori, divenuti in breve quotidiani, si spostano sulla mail privata di Carlita su richiesta dell'uomo e la confidenza cresce. Forse lui avendo capito che Carlita non conosceva l'inglese e volendola studiare più a fondo, ritiene che quella sia la strada migliore per catturare la sua fiducia. L'uomo, presentatosi come Bruno Andersson le dice di viaggiare spesso per le sue missioni militari e che ricopre la carica di generale. Le racconta di un passato tragico in cui ha perso l'intera famiglia (moglie e due figli) in un incendio e per il ritorno alla vita civile desidera una vita quieta con una famiglia da "creare". Carlita, madre di un figlio ormai ventenne e da sempre desideroso di conoscere gli Stati Uniti, si illude che quell'uomo divenuto sempre più presente (anche se virtualmente) nella sua vita, affettuoso e premuroso, rappresenti la speranza di un futuro finalmente sereno e felice.
Di ritorno da una missione, Andersson racconta a Carlita di aver trovato, in un edificio in cui si era rifugiato con la sua squadra, una sacca piena di denaro. L'entità elevatissima della somma rende difficile e pericoloso custodirla, quindi chiede a Carlita il suo indirizzo preciso per inviargliela tramite corriere diplomatico. Inizialmente Carlita, con candore, consiglia l'uomo di lasciar stare il denaro "che non porta mai bene" ma questi insiste sottolineando che quella somma servirà per creare il loro futuro insieme. In effetti, l'enorme cifra avrebbe sicuramente permesso al figlio di andare in America a coronare il suo sogno. A quel punto ogni resistenza cade e il fantomatico corriere diplomatico incaricato, parte dall'Afghanistan con la borsa piena del denaro trovato. Andersson consiglia a Carlita di cancellare tutte le mail che si sono scritti per evitare interferenze e lei lo fa. In seguito , ecco che il "diplomatico" viene a trovarsi per non ben precisate motivazioni all'aeroporto di Accra, in Ghana (ed ecco che puntualmente entra in gioco uno dei paesi dove solitamente operano "gli impiegati" del cybercrime sentimentale, i "nostri" ineffabili truffacuori senza scrupoli , che pare facciano orario d'ufficio) ed è qui che scatta la trappola creata ad arte per Carlita. In aeroporto i controlli rilevano che il pacco contenente la borsa pesa più del consentito e per evitare l'apertura che ne rivelerebbe il contenuto è necessario pagare una tassa. Su richiesta di Anderson, Carlita contatta un sedicente funzionario della dogana ghanese che dice di chiamarsi Abhram MMADUE. Quest'ultimo le riferisce che per sbloccare la situazione è necessario l'invio di denaro. Lei invia 1300 euro da aggiungere ai 2500 euro anticipati da Abhram a titolo di fiducia nei confronti di Carlita e di Bruno Andersson del quale dichiara di essere grande amico. Lo pseudo-diplomatico , sottolinea inoltre che l'aiuto economico di Carlita è indispensabile per risolvere la delicata situazione che potrebbe portare gravi conseguenze giudiziarie a lui ed al generale Anderson. Comincia quindi l'emorragia di denaro che, dal conto di Carlita si trasferisce, tramite il mezzo di pagamento denominato Money Gram al destinatario in Ghana. Abhram MMDUE sembra incontrare sempre nuovi ostacoli che richiedono nuovi esborsi; dal primo versamento di 5.000 euro avvenuto a giugno 2013 , si arriva al 6 agosto 2013 alla cifra totale di 50.000 euro complessivi. L'importo fa scattare il blocco degli invii da parte della Posta in quanto superano il tetto consentito per legge ma Carlita spedisce ancora 3.000 euro utilizzando come tramite sua sorella alla quale fa credere di mandare denaro per un'adozione a distanza. Nel frattempo la figura di Andersson appare e scompare con la motivazione delle missioni militari che si susseguono ma quando Carlita riesce a parlargli, lui sminuisce il problema e la rassicura dicendole che il contenuto della borsa ripagherà abbondantemente entrambi e comunque il 40% del denaro trovato le appartiene di diritto considerato che lei ha fatto molto. In Ghana la situazione sembra sbloccarsi, il "diplomatico" Abhram MMDUE parte per la Gran Bretagna e qui viene arrestato; ricomincia la sequela di richieste di denaro per risolvere la cosa ed entra in scena anche la figura di un avvocato incaricato di raccogliere la documentazione necessaria a far avere a Carlita il pacco. Il militare Bruno Andersson, intanto è partito per l'ennesima missione e non riapparirà più. Carlita si ritrova sempre più pressata, incalzata e ormai senza soldi.
Alla fine di agosto rientra a casa suo figlio, dopo un lungo periodo trascorso a Roma, scopre quanto accaduto e convince la madre a fare la denuncia che viene firmata a fine agosto 2013. I funzionari della Questura di Milano rilevano l'ID di questi personaggi e nella denuncia evidenziano anche che Bruno Andersson scrivendo a Carlita per prometterle che verrà presto in Italia, ha usato questo indirizzo mail diplomatsabhraam@gmail.com. Per fortuna Carlita non aveva cancellato tutte le mail intercorse nella relazione e ne allega qualcuna che ha conservato.
La fatica e il dolore di ammettere anche a se stessa il pesantissimo raggiro di cui è stata oggetto gettano Carlita nello sconforto e aggravano la sua condizione di salute; il senso di colpa per aver perso il denaro risparmiato in una vita di sacrifici col pensiero fisso di aiutare suo figlio, la tormenta.
Forse proprio per questo la sua vicenda non termina ancora.
Alla fine del maggio 2014 le arriva su Skype la richiesta di amicizia di un uomo che si presenta come Tyler Bryan , cittadino americano originario di Washington, in trasferta in Scozia dove lavora come ingegnere su una piattaforma petrolifera, vedovo e padre di una ragazza di 16 anni. La conversazione tra i due prosegue attraverso e-mail su cui hanno inizio le confidenze reciproche su vita e figli; anche in questo caso l'uomo manifesta il desiderio di crearsi una famiglia che gli restituisca serenità e anche in questo caso Carlita finisce per accordare la sua fiducia. Gli racconta di esser stata truffata e le esprime la sua intenzione di interrompere tutti i suoi contatti virtuali, ma Tyler le assicura il suo aiuto per recuperare la somma che lei ha perso. E questa volta è qui che scatta la trappola. L'uomo dice di avere amicizie nell'FBI e queste possono indagare sulla faccenda; ovviamente ci sono delle spese da pagare per viaggi i in Ghana da effettuare e per le varie pratiche. Al termine delle fantomatiche indagini le rivela che in America esiste un'associazione in grado di rimborsarla per 172.000,00 euro, una cifra assai superiore a quella sottrattale dai truffatori.
L'ansia e la disperazione date dal desiderio di recuperare il denaro le fanno nuovamente abbandonare ogni cautela e le richieste di denaro, necessario a detta di Tyler Brien , per pagare le tasse per il rimborso, la portano a chiedere un finanziamento. Altro denaro confluisce dal suo conto a quello dei truffacuori , ma questa volta il tutto è documentato da ricevute bancarie e non con Money Gram che è un sistema di trasmissione di denaro che ne impedisce la tracciabilità. Carlita ha inviato 3 bonifici bancari all'Access Bank Limited Ghana a un nominativo ben preciso per la cifra di Euro 7.700,00.
Questi truffacuori non hanno proprio freni e sono abilissimi a mettere in atto tutti gli stratagemmi da copione per dissanguare del tutto la preda. Ed ecco che a fine 2014 un viaggio programmato da Tyler per incontrare Carlita in Italia, sfuma a causa di un incidente sulla piattaforma petrolifera a cui segue una sommossa. L'incontro è rimandato ma la vittima è ancora sotto controllo.
A fine dicembre 2014, un nuovo viaggio viene vanificato da un altro incidente da cui l'uomo esce in stato di coma. Tutto ciò le viene riferito da Hugo Marshall, altro personaggio entrato in scena al momento giusto e col quale messaggia fino ad aprile 2015, data in cui le viene comunicato che Tyler si è risvegliato dal coma. Tyler contatta Carlita chiedendo ancora una volta denaro per scongiurare l'amputazione di una gamba senza la quale preferirebbe morire e via di questo passo con altri particolari degni di un feuilleton. In data 15 aprile 2015 Carlita invia alla Banca Taiwan Limited Taipei ad un nome femminile orientale la somma di Euro 8.500,00. Successivamente le sono stati chiesti altri soldi che lei ha puntualmente inviato nel mese di giugno per una cifra pari a 777,90 euro che sarebbero serviti per altre spese. La somma è stata versata in Nigeria tramite Money Gram a favore di un altro nominativo ben preciso, che diceva di essere cointestatario del conto con Tyler.
Ora Carlita, resasi conto di tutto è disperata. La somma trufffata supera i 60.000,00 euro.
Anche dalla storia vissuta da Carlita appare chiara la grande abilità dei cyber-truffacuori nell'individuare impietosamente le vittime e la straordinaria capacità di manipolarle oltre ogni limite di logica e buon senso, che risultano come sopiti in ogni persona che ci ha raccontata la sua esperienza.
Jolanda Bonino e Simona Manis
15 settembre 2015

3 ottobre 2015

Wilma Canta , vittima di una truffa sentimentale e di un truffacuori italiano

La vicenda di Wilma Canta differisce dalle altre trattate finora dal Movimento LOTTA CYBERCRIME. Il suo truffacuori è infatti italiano, la sua identità è nota così come le sue "attività" illecite ma la giustizia non è tuttora riuscita a neutralizzarlo.
Wilma fa la sua conoscenza in chat in un periodo estremamente doloroso della sua esistenza; dopo anni di malattia e sofferenza muore suo padre a cui lei ha prestato assistenza fino all'ultimo, arrivando ad esaurirsi fisicamente e psicologicamente.
Dopo il lutto arriva la depressione che rende necessaria l'assunzione di farmaci. Per distrarsi e trovare nuove amicizie si iscrive su Badoo, una chat creata per favorire conoscenze amichevoli e sentimentali, ed è su questa chat che il truffatore la contatta nonostante nella sua iscrizione lei avesse manifestato apertamente (barrando la casella "cerco donne") il desiderio di fare amicizie femminili. L'uomo si manifesta da subito come insistente, pressante, costantemente presente; riesce a scoprire dove Wilma lavora e si presenta all'uscita senza preavviso.
Con questo incalzante comportamento ci vuol poco perchè Wilma cada in suo potere e per lei comincia l'incubo. Sottoposta a costante controllo, seguita e addirittura pedinata in ogni sua mossa, la donna subisce aggressività e minacce ogniqualvolta tenti di svincolarsi dall'invadenza del delinquente e anche se tra loro si creano due momenti di intimità, non di più, questi sono più subiti che accolti da Wilma.
Il comportamento dell'uomo si evolve in un crescendo di violenza verbale e aggressività fisica, con cui riesce a soggiogare completamente la sua vittima e ad estorcerle ingenti somme di denaro, che lei gli versa, terrorizzata dalle ritorsioni promesse se non cede alle richieste. Del resto come non credere a quelle minacce, visto che l'uomo non si fa scrupoli ad agire aggressivamente anche davanti a testimoni; le amiche di Wilma sono infatti spesso presenti alle sue scenate.
Dopo aver a lungo subito, Wilma, trova il coraggio di rivolgersi ad un centro di ascolto per le donne (Telefono Rosa) che la indirizza ad posto di Polizia Municipale per sporgere denuncia. L'ispettrice che prende in carico il caso, comunica a Wilma che l'individuo è un soggetto molto pericoloso. Wilma indaga per suo conto e trova una donna, anche lei truffata dall'uomo, disposta a venire a Torino per testimoniare. La donna prende il treno da Roma, dove abita ma arrivata a Torino ci ripensa, si impaurisce e resta fuori dalla stanza del Commissariato.
Nonostante sia in atto il percorso legale, persecuzioni e minacce non si arrestano affatto e al danno causato dal delinquente, si aggiunge la beffa dell'archiviazione della vicenda da parte della "giustizia italiana". Disperata, la donna chiede soccorso al fratello il quale, accompagnato da 4 uomini che fan parte del servizio di sicurezza del suo locale (individui di considerevole stazza) si presenta al truffatore. Come spesso succede in questi casi l'uomo si rivela per ciò che è, un delinquente vigliacco che solo alla vista dei 4 energumeni ritiene sia arrivato il momento di mollare la presa. L'intervento di suo fratello ha allontanato il truffatore da Wilma, ma amareggia pensare che non sia stato il sistema giudiziario a farlo, come se pregiudizi e mentalità ristretta avessero offuscato la vista del giudice, penalizzando la vittima e non il suo aguzzino.
Ed è così che un delinquente guappo di quarantadue anni, corredato di famiglia di pari levatura, continua la sua lucrosa attività sulle chat a caccia di altre donne over 50 da minacciare e derubare utilizzando come strategia il raggiro e la pressione psicologica con minacce e stalking..
Per questo Wilma cerca di contattarle da ben 5 anni, raccontando loro in chat la sua esperienza e avvertendole dei rischi. Ne ha contattate una quindicina circa ed è venuta a sapere che costui truffa in molte zone (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio ecc.) e si fa chiamare Roberto. Si fa consegnare , con forti pressioni emotive, somme di denaro e gioielli. Nonostante arrivi anche a compiere furti nelle abitazioni, le signore truffate, anche se esortate non sono andate a denunciare, restano in contatto con Wilma dichiarando di averne molta paura.
Wilma ha segnalato alla direzione di Badoo le azioni delittuose di questo losco individuo ma non c'è stato alcun risultato.
Ma è questa la giusta strada da percorrere in un Paese che si dice civile?
Simona Manis Algisi e Jolanda Bonino
Torino 13 settembre 2015 

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