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10 maggio 2011

ELEZIONI 2011 e consigliera consigliabile per MILANO : FIORENZA DA ROLD dell’IDV



ELEZIONI 2011 una futura consigliera consigliabile per MILANO : FIORENZA DA ROLD dell’IDV

Rappresentare il nostro territorio è una grande responsabilità ma anche consigliare gli elettori e le elettrici CHI e COME è opportuno VOTARE è importante perchè con il nostro voto possiamo influenzare la politica e condizionare la vita di molta gente .


Ecco perché sono a chiedervi di votare

FIORENZA DA ROLD, detta FIORE

per il Comune di MILANO il 15-16 maggio 2011


Fiorenza è una candidata veramente eccezionale e consigliabile.

Mi è sempre piaciuta. E’ nata nel 1956 , ha un figlio ventitreenne ed è vissuta sempre a Milano dove ha frequentato il Liceo Sceintifico e Scienze Politiche. Fa la copywriter freelance e lavora nelle telecomunicazioni da oltre 20 anni.

Qualche anno fa, stufa di lamentarsi a cena con gli amici, ha deciso di mettere in pratica qualche idea. Si è avvicinata al Coordinamento Donne dell’Italia dei Valori, un partito giovane in cui è stato possibile avere spazio per portare avanti iniziative che le stavano a cuore.

Si è occupata di Pubblicità Sessista, ovvero di quella pubblicità sempre più dilagante che strumentalizza l’immagine della donna per reclamizzare e vendere prodotti di ogni tipo. Frutto di questo lavoro è stata la Legge N. 2216 (Misure in materia di contrasto alla discriminazione della donna nella pubblicità e nei media) presentata dalla Senatrice IdV on. Giuliana Carlino e in corso di approvazione.

Proseguendo su questa tematica, ha organizzato il Convegno “Dal Sessismo allo Stalking”.

FIORENZA vive con grande entusiasmo e serietà, ma anche con un pizzico di preoccupazione queste elezioni.

E’ in linea con i valori del candidato Sindaco del Centrosinistra

GIULIANO PISAPIA.

E quindi se voteremo entrambi:

l’aria sarà più pulita

respireremo più cultura

ci sarà più ossigeno per l’economia e il lavoro

spostarsi sarà più facile

Vedendo la sua MILANO e anche l’intero Paese degradarsi e mortificarsi giorno dopo giorno, Fiorenza ha deciso che doveva adoperarsi e interpretare un cambiamento politico che è nell’aria.

In poche parole l’l’Italia e in particolare MILANO devono diventare come una volta: città e comunità più vive, più sane, più aperte, più autentiche. Non un ritorno al passato, ma un ritorno al futuro: per recuperare i valori di solidarietà e aggregazione sociale.

Oggi, con la sua storia di vita, il suo percorso di studi, di lavoro e la recente e importante esperienza politica nell’IDV. si trova davanti ad una nuova e suggestiva sfida.

FIORENZA DA ROLD è donna di valore che

  • crede che il valore della differenza tra uomini e donne sia la base di una società migliore per tutti.

  • crede nel consumo critico e responsabile, nell’importanza di una buona alimentazione, nel sostegno alle cascine della cintura milanese che è patrimonio agricolo della città.

  • crede in un futuro per Milano attraverso la diffusione delle energie rinnovabili alternative

  • crede nella diffusione di mezzi ecologici per restituire il centro storico ai cittadini.

  • crede che le cose possano cambiare grazie all’impegno civile e al rispetto dell’altro.

  • crede che il lavoro sia il fondamento della dignità umana e che le aspirazioni di cittadine/cittadini vadano incoraggiate, con particolare attenzione riguardo ai green jobs.

  • crede nella necessità di potersi muovere con agio e sicurezza sui mezzi pubblici, indipendentemente dall’età e dal sesso, nelle ore diurne e notturne.

  • crede nella necessità di nuove forme abitative ispirate al cohousing sociale come negli altri Paesi europei.

  • crede nell’educazione di bambini e ragazzi al rispetto della legalità e della democrazia paritaria.

Chi la conosce sa che ha dovuto lottare molto per arrivare dov’è e sa che è una donna molto volitiva, onesta, preparata e con grinta e dedizione porta sempre a termine le cose in cui crede dedicandosi completamente.

Chi non la conosce può farsi un’idea consultando il blog www.fioredarold.it, ma può anche contattarla direttamente al

393 5237930


Ecco in sintesi le sue idee per migliorare la città di MILANO:


  1. Sportello Comunale imprenditoria finanziata dai Fondi sociali europei

  2. Istituzione di un negozio Km0 in ogni Zona della città (9 Zone)

  3. Codice Etico Comunale per la concessione di spazi pubblicitari allo scopo di prevenire discriminazioni di genere e discriminazioni di qualsiasi tipo

  4. Numero Verde Comunale per prevenire discriminazioni, bullismo e bullismo omofobico

  5. Difensore Civico sui mezzi pubblici per prevenire devianza e microcriminalità

  6. Progetto Scuola+Impresa a favore dei disabili e delle aziende

  7. Riqualificazione aree periferiche attraverso i laboratori d’artista

  8. Lampioni solari per l’illuminazione pubblica

  9. Sportello Comunale per le Energie rinnovabili e il Risparmio energetico

  10. City Car ecologiche in affitto per entrare e parcheggiare nel Centro storico

  11. Cohousing sociale in affitto orientato a risolvere problemi reali della cittadinanza


Per sostenere questi principi devi scrivere

F I O R E

sulla scheda elettorale a fianco del simbolo “DI PIETRO Italia dei Valori”


Jolanda Bonino

5 aprile 2011

IDV E DONNE CHE CORRONO COI LUPI

       Mi è piaciuta l’efficace metafora sollevata da Antonio Di Pietro a Torino il 25 marzo 2011 “dobbiamo essere come un branco di lupi in cui l’interesse del gruppo è sempre al di sopra di quello dei singoli. E tutti si riconoscono nel capobranco” . Con questa  allegoria , l’ex PM di Mani Pulite , riferendosi alle divisioni interne  dell’Italia dei Valori che hanno portato al commissariamento del partito in Piemonte, ha voluto affermare il concetto politico-sociale di     g r u p p o “      e cioè  un insieme di individui che condivide e persegue gli stessi ideali di gruppo, il quale, soltanto se è coeso  e simile  al capo,  può riuscire a  portare a compimento le strategie per cui è nato.  [1]   

L’unità  fa la forza ed  il riferimento ai   l u p i   non è certo casuale , perché questi animali  sono molto coraggiosi,  corrono in gruppo  fieramente gagliardi e  sono particolarmente  esperti  nell’arte di adattarsi a circostanze sempre mutevoli e difficili. Queste creature  posseggono anche uno  spirito giocoso, grande forza e si occupano intensamente dei loro piccoli e del compagno del gruppo.  I lupi e le lupe sono  istintivi, amorevoli e dunque amati, temuti ma anche perseguitati ed odiati come lo è stato e continua ad esserlo  Antonio Di Pietro, che da sempre  si è distinto nella lotta alla corruzione per le coraggiose denunce del malaffare e per la mancanza di disponibilità  ad allearsi e  collaborare con le porzioni malate della nostra società.  Uomo politico molto discusso e discutibile, il Presidente dell’Italia dei Valori, ha saputo e sa definire obiettivi precisi , pratici e pubblici per migliorare il nostro Paese , ma per riuscire      r e a l m e n t e     negli intenti  è assolutamente necessario  che  inizi a  dar  ascolto e a dar spazio   concreto   a persone  diverse ma in un certo senso assai simili a lui: le donne-lupo!!!

  • Perché? Perchè lupi e donne sono affini per natura ed hanno in comune molte caratteristiche psichiche:  sensibilità acuta,  immaginazione, intuizione, resistenza  alle avversità e grande devozione. Ecco perchè servono alla causa comune:  queste creature non  hanno paura di niente e di nessuno  perché sanno come rendersi  autonome, fiduciose e indipendenti. Istintivamente sanno quello che c’è da fare e da dire  perché sono in grado di far emergere  “la loro natura selvaggia” a dispetto  di ciò che vorrebbero gli stereotipi generali, ovvero  donne piegate ai vincoli sociali, culturali, imposti ed autoimposti perché così è stato loro insegnato.

Insomma, a queste  creature libere e liberate  dai condizionamenti (come spiega il saggio  DONNE CHE CORRONO COI LUPI[2] ) bisogna dare rispetto, attenzione e occorre facilitarle nella crescita.  Tutto ciò è ormai ineludibile, improcrastinabile oltre che intelligente ed intuitivo, soprattutto ora che l’Italia dei VALORI, sta attraversando  uno dei suoi mutamenti epocali perché sta entrando nella primavera dei colori e nella diversità e bellezza dei fiori che sbocciano.

 Mi preme sottolineare che se se le donne di VALORE sono pochissime,  il partito dei “lupi  continua a rimanere senza orecchie e non potrà mai riuscire ad ascoltare la musica che fa vibrare il diaframma, non potrà mai riuscire a sentire i suoni , i tuoni e i fulmini che anticipano i temporali.

E’ tempo che l’urlo delle lupe e il fischio canterino facciano il loro percorso: la manifestazione SENONORAQUANDO del 13 febbraio 2010 è stata rivelatrice di una forza inaspettata, fantastica e prorompente. D’ora in poi nulla potrà più essere come prima.

Le donne non potranno più stare in disparte, non potranno più stare alla finestra ed accontentarsi  a contorno degli spazi e degli eventi politici” come  spesso viene  sottolineato da alcuni mass media e dal Laboratorio Donne IDV, organismo  nazionale di donne pensanti , parallelo al partito , al quale mi sono avvicinata negli ultimi tempi, dopo anni e anni di osservazione esterna,  proprio  perché spinta dal vento che faceva vibrare e stridere le spighe nei campi di grano.

Lì ho conosciuto  ed apprezzato diverse donne di valore , persone che hanno un potenziale politico enorme di trasformazione reale della società.

Attenzione però: se il partito continuerà a non valorizzare le sue donne, esse usciranno dalle sue fila e ci sarà una continua decrescita morale e risultati elettorali deludenti. Drizzino le orecchie tutti i lupi del partito !!!

Tuttavia, frequentando l’ambiente, ho potuto constatare che alcune eredità spirituali di  movimenti precedenti (femminil-femministi, ambientalisti ed animalisti ecc.) hanno  trovato terreno  fertile e stanno ora germogliando  in strategie di genere e tattiche innovative per le donne e per la collettività. Chissà, forse anche in IDV  si stanno aprendo orizzonti lungimiranti che offrono pari opportunità e pari accessibilità ad  alcune donne di valore per entrare FINALMENTE nella politica istituzionale e  Fiorenza Da Rold, rappresenta  un esempio perché lei è una vera donna-lupo da seguire e da imitare.

FIORENZA DA ROLD, detta FIORE  

sta ora correndo coi lupi in questa tornata elettorale del  15-16 maggio 2011

per il Comune di Milano.

Pur in un clima in cui per le donne le risorse sono ancor sempre scarse, FIORE è riuscita ad organizzare uno staff, un bellissimo gruppo di persone che desiderano migliorare la qualità della vita in MILANO e nel resto del Paese, partendo dalle piccole cose. Stanno anche costruendo un blog che si chiamerà appunto AutentiCittà dove ognuno potrà partecipare ai progetti e inserire i suoi contributi.

La solidarietà, l’etica, l’integrazione, l’alimentazione più sana, l’aria meno inquinata, le energie rinnovabili, i green jobs, la democrazia paritaria sono solo alcune delle tematiche  inerenti al suo programma  elettorale che,  con grinta e determinazione, FIORENZA DA ROLD intende  portare avanti.

Per approfondimenti, consultate il blog: www.fioredarold.it .

Se invece volete contattarla  scrivete a fiore@fioredarold.it 

E  ancora: cliccate sulla sua FAN page: Fiore Da Rold e  fatevela amica su Facebook: Fiorenza Da Rold.  

Più il suo nome girerà (su Internet e ovunque possibile) e più avrà possibilità di essere votata. E’ davvero importante aiutare chi potrà aiutarci nel futuro. Fiorenza è  dotata di vera intelligenza politica, capacità progettuale, istintuale senso del bene comune ed è donna di grande valore!!  Insomma è una grande LUPA !!!

Se poi desiderate parlarle vis-a-vis per  condividere idee, progetti e suggerire proposte siete tutti e tutte invitate

ogni venerdì sera h. 20 da Perle & Pirati in via Felice Casati 5 a Milano  per l’apericena

 

Jolanda Bonino                                      Torino, 5 aprile 2011



[1] Marco Trabucco”Di Pietro: Appoggio Fassino, continuerà il lavoro di Sergio – ma glissa sulle divisioni IDV.  -Siamo un branco di lupi” in La Repubblica” Torino, 26-3-2011

[2] Clarissa Pinkola Estés “Donne che corrono coi lupi” – Ed. Frassinelli, 1992

28 febbraio 2011

Inattese presenze - Adrian Paci alla Fondazione Corrente


 

 

L'intervento di Adrian Paci nasce da un incontro con le immagini raccolte da Architetti Senza Frontiere Italia nell'arco di un anno: centinaia di scatti realizzati con una macchina fotografica usa-e-getta da immigrati nel territorio milanese.

I protagonisti si ritraggono lontano dai luoghi turistici della città, scoprendo i loro “luoghi dell'abitare”, soprattutto nell’hinterland di Milano, tra spazi privati e pubblici, immaginario della loro identità.

Scoprendo le storie degli altri attraverso i loro racconti spontanei, Adrian Paci interviene instaurando un rapporto partecipativo, coinvolgendo lo spettatore a fare lo stesso.

Nelle teche della Fondazione Corrente, una selezione di foto, montate in passpartout eleganti e dinamici, ritraggono momenti di ricreatività e impegno: i bambini che giocano; il bagnetto “forzato” nella doccia; le feste; la preghiera – tradizione e memoria; lo studio – testimonianza di volontà di integrazione; i parcheggi desolati – dignità del lavoro.

Le immagini rivelano da una parte la condizione di transizione e di instabilità propria dell'immigrazione, dall'altra parte comunicano una realtà vibrante, orgogliosa, un forte senso di vitalità e movimento.

Adrian Paci riesce a costruire nella mostra un percorso di “sensibilizzazione” dello spettatore e di attribuzione di senso, mantenendo un effetto di semplicità e immediatezza.

Al centro della sala, nell’intervento Inattese presenze, l’artista con sguardo attento parte da dettagli periferici per aprirsi a suggestioni poetiche e universali. C'è una qualità pittorica in queste sei immagini sgranate, piccole composizioni nate dalle foto “sbagliate”, in cui il dito sopra l’obiettivo fotografico, un errore comune familiare a tutti, diventa una possibilità di scelta espressiva.

I contorni fisici del dito, l’impronta digitale, si dissolvono: la presenza umana diventa una percezione che lo spettatore riesce a cogliere, spostando la sua attenzione dall'oggetto della fotografia al soggetto, che compare per la prima volta.

Nell'astrazione raggiunta, ciò che rimane sono tracce, molecole di identità umana.

Un sentire comune lega ai temi universali dell’abbandono della propria terra, la responsabilità di avere una famiglia, la casa come realtà fisica e simbolica.

Adrian Paci, con il suo sguardo, apre ad altri sguardi possibili, coscienti e consapevoli.

La proiezione in loop di tutte le immagini raccolte da Asf Italia conclude il percorso della mostra; le fotografie, dopo l'intervento dell'artista, riescono a scuotere l'interesse e la sensibilità di chi le guarda.

Nel bombardamento di immagini quotidiane, lasciando spazio a inattese visioni, conosciamo i nostri vicini e le loro testimonianze, vicende umane irripetibili.

In un momento di riflessione artistica e civile, prende voce il tema della responsabilità.


 

Deianira Amico

 

Immagini dell'abitare, il quotidiano con un altro sguardo

con l'intervento Inattese presenze di Adrian Paci

Fondazione Corrente, 1° marzo - 14 aprile, 2011


 

28 novembre 2010

Lo Sbarco a Milano di Velasco Vitali

 

 
Velasco Vitali, artista di Belluno (Lecco) che vive e lavora tra la sua città natale e Milano, espone a Palazzo Reale la mostra presentata in anteprima l’estate scorsa a Pietrasanta, nello scenario suggestivo che si sviluppava tra la piazza e la chiesa sconsacrata di Sant’Agostino. L’idea della mostra, a Pietrasanta come a Milano, è una riflessione sulla clandestinità che, come spiega l’artista “è una condizione propria dell’uomo, che da sempre viaggia nella vita, si sposta da una meta all’altra alla ricerca della felicità e della pace”.
 
Un percorso che si divide, a Milano come a Pietrasanta, in quattro tappe: la scultura Sbarco (Stazione Centrale), una barca lunga e sottile sorretta da due uomini di bronzo, due figure senza identità, e senza meta; il Branco (Palazzo Reale), sessanta sculture di cani famelici, magri, vittime di amputazioni, realizzati in ferro, cemento, catrame e bronzo, ognuno con un nome che ricorda quello di città scomparse; Attesa (ingresso e ultima sala di Palazzo Reale), due grandi teleri che rappresentano una folla indistinta, un’umanità, un popolo senza volti, che incede con passo monumentale verso lo spettatore, che attende, inquietato; Kitezh (Cortile d’Onore, Palazzo Reale), unica scultura completamente rivestita d’oro, è la figura del capobranco che nella sua ieratica solitudine medita sulla perdita irrimediabile del suo potere di guida.
 
La grande efficacia della mostra è dovuta anche all’allestimento scenografico, ed alla preziosa collaborazione di Alexander Bellman per l’illuminotecnica.
 
Dagli uomini ai cani, il vagabondare è una condizione esistenziale, la lotta alla sopravvivenza è una legge darwiniana. La guida è nascosta dietro un pilastro bianco, si è arresa, o noi l’abbiamo defenestrata, comunque ha fallito, abbandonata dai suoi seguaci ha perso la propria monumentalità. Accanto a Kitezh, lo spettatore alza lo sguardo e vede la Madonnina del Duomo, che svetta sempre sulla guglia più alta. Forse si nasconde, tra le righe, una denuncia: la mancanza di una guida civile.
 
Molte volte l’arte contemporanea è definita incomprensibile, lo spettatore si sente respinto, a disagio, nel rapportarsi ad essa. Isolamento, viaggio, immigrazione, sono i temi trattati da Velasco Vitali che si rivela essere un artista capace emozionare e a far riflettere.
 
Solo un dubbio è lecito: da venerdì 12 novembre, su desiderio del sindaco Letizia Moratti, la Stazione Centrale di Milano è dedicata a Santa Francesca Cabrini, patrona degli emigranti; la mostra di Velasco Vitali (casualmente?) è stata inaugurata il 13 novembre e terminerà il 3 dicembre. Voci di corridoio dicono che, per par condicio, terminate le tre settimane scarse della mostra di Vitali, dal 4 dicembre si potrà finalmente parlare del prossimo protagonista… il “Dio Po”.


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permalink | inviato da Deian il 28/11/2010 alle 12:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

11 settembre 2010

Loretta Lux - Photographs

Nello spazio Carla Sozzani (all'interno di un cortile - “oasi” in corso Como 10) sono esposti fino al 31 ottobre i lavori di Loreretta Lux, Photographs - ritratti di bambini messi in posa.

L'effetto è spiazzante, l'associazione di idee bambino – infanzia - innocenza contraddice la sensazione inquietante che si prova nell’osservare -e a volte nell'essere osservati- da questo popolino di volti … Magritte forse direbbeCeci n'est pas une ...enfant”.

Infatti in questi ritratti c’è molto dell’ “enigmatico” sia a livello della riflessione sul mondo dell’arte (e sul confine tra pittura e fotografia, finzione e verità), sia a livello contenutistico sulla dimensione dell’infanzia.

L'artista, che da dieci anni ormai ha lasciato la pittura per dedicarsi alla fotografia, rimane ispirata ai modelli della ritrattistica: a livello compositivo la scelta di un orizzonte basso, su cui sovrasta l'immagine applicata come un adesivo (è una fotografia o un collage?) suggerisce l'esempio della medagliastica classica e dei ritratti del rinascimento italiano.

In Three wishes (opera in mostra) la schiena leggermente piegata in avanti, la linea precisa che delinea i contorni, i toni pastello armoniosi sembrano ricalcare il Ritratto di giovane donna di Antonio Pollaiolo. E parlando di cromatismi, emerge la vena “lombarda” dell'artista, berlinese di formazione, soprattutto alla luce della mostra sul “Chiarismo” a Palazzo Reale (terminata il 5 settembre). Il riferimento cade ad hoc per ribadire sull'influenza della pittura del rinascimento lombardo (vedi Bernardino Luini) per artisti di diverse epoche storiche e di diversa formazione artistica.

I “bambini” sono vestiti come se venissero dal passato, ma un passato senza tempo, da fiaba; forse sono i protagonisti delle favole dei fratelli Grimm che attraverso le loro vicende rivelavano paure nascoste, come quelle dell'abbandono o dell'abuso.

C'è un quid di impenetrabile nei visi dei bambolotti rappresentati, ma che riesce comunque a comunicare a livello inconscio, qualcosa di estraneo e familiare allo stesso tempo.

Gli occhi severi, come nelle fotografie e i ritratti di famiglia degli anni di guerra, ci ricordano, per dirla con Vittorio De Sica, che “I bambini ci guardano”.

 


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permalink | inviato da Deian il 11/9/2010 alle 14:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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