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4 luglio 2016

Due parole su Marco RIVETTI (Biella 1943 – Torino 1996 )



La mia conoscenza di Marco Rivetti (considerevole imprenditore italiano del '900), come per altre e altri dipendenti della FACIS, della MARUS e delle Fabbriche RIUNITE e cioè del G.F.T. di Torino (Italy), fu superficiale e si limitava ad un cortese e rapido saluto davanti l'ascensore dell'azienda. Lui era l'imprenditore, il capo, il presidente del GFT ed io una delle impiegate e una delle delegate sindacali e, nell'ultimo periodo, , responsabile dell'Archivio Storico Aziendale (che lui aveva voluto proprio per permettere che il GRPPO FINANZIARIO TESSILE divenisse una memoria pubblica, una testimonianza , un lascito permanente di documentazione priva di forme autocelebrative). I rispettivi ruoli e le varie responsabilità ci hanno portato, negli anni, a trovarci contrapposti nelle lotte sociali e sindacali dell'epoca, ma mai sono venuti a mancare rispetto e stima, perchè lui era un personaggio dotato di una spiccata sensibilità verso il mondo e i suoi simili. Era progressista e fuori dall'ordinario, attirandosi a volte ironie e pregiudizi, come nel periodo degli anni '70 in cui era a capo della DIVISIONE DONNA GFT. Aver lanciato la campagna pubblicitaria "NE' STREGA NE' PUTTANA NE' MADONNA, MA SOLO DONNA" attirò le simpatie delle femministe e, dunque, anche io lo apprezzai, ritenendo questa ricettività nel campo delle lotte e del progresso sociale delle donne, il segno di una apertura mentale e di una disponibilità, rare da ritrovare negli imprenditori dell'epoca. Aveva voluto, come testimonial, donne reali e impegnate, donne vere come ad es. Adele Faccio, che era una nota attivista politica diventata poi parlamentare radicale e che fu tra le prime propugnatici del diritto all'autodeterminazione delle donne. La scelta di questo tipo di testimonial dimostra che egli ha anticipato di un ventennio l'immagine della donna nella pubblicità che all'epoca, ancor più di adesso, la vedeva spesso come elemento decorativo , sexy, moglie petulante o mamma amorevole oppure le assegnava un ruolo ancillare rispetto all’uomo e una funzione prevalente di esca comunicativa. Anche le molteplici attività nei campi dell'arte e della moda, declinate in ambito internazionale ed esercitate ad altissimo livello, ne sono la prova concreta e la testimonianza indelebile che Marco Rivetti fu un personaggio essenziale e significativo dell ' ultima fase del '900.. Mi rincresce davvero che oggi, a vent'anni dalla sua morte, la sua figura sia così scarsamente conosciuta come pure il suo operato messo in sordina. Se si prova a digitare sulla tastiera di un pc " MARCO RIVETTI" si scoprirà che appaiono sporadiche notizie su di lui e sul Gruppo Finanziario Tessile di Torino, azienda da lui diretta fino ai primi anni '90 del secolo scorso; di un articolo che parli soltanto di lui, di questo imprenditore illuminato e influente non c'è neanche l'ombra e neanche esiste la voce in Wikipedia. Silenzio assordante. Eppure lui è stato importante. E, non solo per la storia sociale, artistica ed economica che ha tessuto lungo la sua vita, riuscendo a sviluppare una cultura industriale e del lavoro dissimile da quella che si è espressa nel ciclo dell’auto e metalmeccanico, ma anche per le sue idee all'avanguardia su temi culturali, in un contesto sociale ancora molto chiuso ed ipocritamente e marcatamente omofobo. Non è stato facile muoversi in certi ambiti, ma egli è stato considerevole anche per il contributo che ha dato alla riqualificazione dell’immagine di Torino e del Piemonte nel mondo. Convincere Aldo Rossi (architetto) alla progettazione e realizzazione di CASA AURORA ha significato poter dare un primo segnale di contemporaneità alla città di Torino. Ed ancora, la sua sensibilità estetica ha avvicinato alla città di Torino artisti quali Germano Celant, Gilbert Zorio, Giovanni Anselmo, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Mario Mertz, Claes Oldenburg, Coosje van Bruggen, Frank Gehry mostrando notevole valore all'arte contemporanea. Infine, personaggi come Pino dell'Aquila, Luciano Gagliardi (entrambi fotografi), Piero Levi (grafico) e Marco Silombria della C.G.S hanno dato lustro alle varie campagne pubblicitarie lanciate. Ma la cosa più eccezionale e significativa è che Marco Rivetti è stato fondamentale per la storia internazionale della moda e del costume, in quanto ha lanciato nel mondo il Made in Italy. E' stato lui, con la sua forte personalità costruttiva, la sua sensibilità e il suo modo di essere affabile e intelligente (qualità derivanti forse dalla sua omosessualità) che ha fatto conoscere al mondo le griffe ed i marchi degli stilisti, creando preziose collaborazioni con alcune forti personalità della moda. Gli stilisti mettevano le idee e il GFT, che era un'imponente e solida azienda, garantiva la produzione e la diffusione della moda italiana. E' lui che ha veicolato la creatività di molti sarti stilisti affinchè potesse sposarsi al sapere industriale e distributivo della maggior azienda dell'abbigliamento europeo dell'epoca, il GFT. E così Valentino, Giorgio Armani, , NicolaTrussardi, Emanuel Ungaro, Luciano Soprani, Louis Feraud, Pierre Cardin, Calvin Klein, Claude Montana, Massimo Osti, Christian Dior, Joseph Abboud, Jimmy Taverniti, Chiara Boni, Ottavio Missoni (soprannominato Tai) , Gianni Versace, Gianfranco Ferrè e tanti altri ancora sono diventati famosi. Marco Rivetti è stato anche un esponente di rilievo nella storia della globalizzazione industriale, che evidenzia l’evoluzione ma anche l’arretramento di molti diritti acquisiti, tra vecchie e nuove strategie di flessibilità, tra vecchi e nuovi ruoli di lavoratori e lavoratrici, di consumatori e consumatrici nella storia dell’ occidente e delle nuove frontiere del mondo. In poche parole , egli ha contribuito ad influenzare il contrasto fra l’affermazione dei diritti sociali e sindacali dell’ Occidente e la negazione di questi diritti in Cina, India e in altri paesi, che, anche per questo sono diventati concorrenziali e leader nel mondo. Tuttavia, le politiche di insiderizzazione, delocalizzazione e internazionalizzazione permisero al Gruppo Gft di raggiungere una posizione di monopolio, di leadership nel settore dell'abbigliamento, predeterminando le linee della moda, ed i bilanci aziendali mai furono in deficit ma rimasero in attivo fino al 1992. A questo periodo, di grande splendore per il GFT, ne susseguirono altri molto bui che ne decretarono la chiusura definitiva e anche il decesso dell'illustre Marco Rivetti. Il GFT era cresciuto troppo velocemente negli anni '80 tanto da sembrare una trottola che rifulgeva di colori inebrianti ma comunque in grado di poggiarsi su un minuscolo ma tenacissimo perno: il senso del dovere di tutte le maestranze, di tutti i dipendenti , dai livelli più umili dell'organizzazione, di tutte quelle donne che con un'autoformazione professionale supplivano alle carenze di molti capi, troppo spesso incapaci a svolgere il loro ruolo . La solita vecchia storia : troppi detentori del potere non l'avevano acquisito per competenza e tutto ciò permise l'entrata in pista di quello sporco mondo della finanza. Dal '92 in poi , il Gruppo GFT finì in una marea di guai finanziari per un forte indebitamento con le banche e con vari istituti di credito. I colpevoli di questo scempio furono i signori di Citibank, Crt, Istituto San Paolo, Ambroveneto, Bnl che insieme a Gemina, Mediobanca, Maurizio Romiti (figlio di Cesare ), Signoroni e altri finanzieri misero in ginocchio l'azienda. Infine GEMINA ed HDP ne assunsero il controllo estromettendo la famiglia RIVETTI. Ebbene, io sono proprio convinta che questa fu la causa reale della scomparsa , della morte fisica di Marco Rivetti che avvenne prematuramente all'età di 52 anni nel 1996. Certamente fu una malattia a portarlo via (forse un tumore ai polmoni) ma è bene sottolineare che le difese immunitarie calano quando i dispiaceri aumentano e Marco Rivetti ha sofferto moltissimo per questa débacle. Deve essere assolutamente risarcito dalla memoria storica. Per questo, a 20 anni dalla sua scomparsa, il Castello di Rivoli (di cui Marco Rivetti fu grande sostenitore e direttore) gli dedica una giornata di studio il prossimo 7 luglio 2016. Speriamo che la storia renda giustizia alla memoria di questo considerevole personaggio. Lui, che amava le letture progressiste e che era rimasto affascinato da "L'uomo senza qualità" di Robert Musil, in cui veniva tracciato il profilo di un magnate d’industria che voleva dare un’anima al capitalismo, dovrebbe esserne contento considerato che . durante la sua vita, cercò sovente di rendere partecipe il GFT ad un processo culturale che facesse da contrappunto alle notevoli risorse materiali prodotte dalla sua azienda. Con lui è scomparso il capitalismo dal volto umano.
cfr. · Archivio di Stato di Torino - http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/...
· Gruppo Finanziario Tessile in Enciclopedia Treccani - http://www.treccani.it/enciclopedia/gruppo-finanziario-tessile/ ·
Gruppo Finanziario Tessile in Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_Finanziario_Tessile
· Golzio Elsa Aimone Ricerca condotta sui fondi Archivio GruppoGFT in Archivio di Stato, 1989 ·
– Jolanda Bonino A.R.D.P., L’archivio del GFT-Gruppo Finanziario Tessile - http://www.archiviodonnepiemonte.it/...
· Facebook, GFT Gruppo Pubblico https://www.facebook.com/groups/381...
· Vera Schiavazzi, Quando il GFT vestiva con i suoi abiti "democratici", La repubblica, 21-11-2014 http://ricerca.repubblica.it/repubb...
· Alma Teatro, Scambiaidee - Raccontare il lavoro - storie di donne nel Gruppo Finanziario Tessile http://www.lombroso16.it/attivita/raccontare-il-lavoro-storie-di-donne-nel-gruppo-finanziario-tessile/25018421773
· Liliana Ellena, ARDP - Scrivere la Storia del GFT - http://www.archiviodonnepiemonte.it/scrivere-la-storia-del-gft/
· you tube Confezioni Marus Gruppo Finanziario Tessile https://www.youtube.com/watch?v=ZyfqEAzmZF0
· Jolanda Bonino, Gruppo Finanziario Tessile -DALLA RETE: ARTI, MUSICA E CULTURA , storie di donne del Gruppo Finanziario Tessile http://www.noidonne.org/blog.php?ID=05971
· Jolanda Bonno, articoli sul Gruppo Finanziario Tessile, IL GFT - , Il Canocchiale, Le mani nei capelli http://lemanineicapelli.ilcannocchiale.it/...
· Giorgio Sasso, "GFT , Il lavoro appeso a un filo ", ALT Associazione delle lavoratrici e dei lavoratori torinesi, novembre 1992 in Arch. Storico Gramsci, Torino, Fondo Jolanda Bonino
· Jolanda Bonino, Alma Choiach, Daniela Costantini, Lucia Grazia Iannolino, Imelda Marcati , Laura Scagliotti - GFT, "ISOLA FELICE" ? -in La Repubblica Lettere, Torino 25-07-1990 in Arch. Storico Gramsci, Torino, Fondo Jolanda Bonino
· Arch. Storico Gramsci, Fondi personali , Bonino Jolanda, www.gramscitorino.it/images/area_pe...
- · Fondazione Vera Nocentini, Fondi personali, Bonino Jolanda http://www.fondazioneveranocentini.it/...
· Jolanda Bonino , "Carmen Casapieri, frammenti di vita. Testimonianze e documenti. Profilo di una sindacalista di frontiera”, Lupieri Editore, Torino, novembre 2005; internetculturale.it/opencms/ricerc...
· Castello Rivoli ricorda Marco Rivetti Imprenditore e mecenate, presidente di Gft e Castello di Rivoli http://www.ansa.it/piemonte/notizie...
· Castello di Rivoli, Arte e Impresa. Omaggio a Marco Rivetti http://www.castellodirivoli.org/art...
- https://www.facebook.com/notes/jolanda-bonino/due-parole-su-marco-rivetti-biella-1943-torino-1996-/1181310531900123

Jolanda Bonino, già Responsabile archivio Storico GruppoGFT , già RSU e RLS dei lavoratori e lavoratrici GFT di Torino
Torino 04 luglio 2016   

4 luglio 2016

Arte e Impresa. Omaggio a Marco Rivetti"




Giovedì 7 luglio dalle ore 14:30 alle ore 19:30 al Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea piazza Mafalda di Savoia, 10098 Rivoli (Torino) ITALY http://www.castellodirivoli.org/art... https://www.facebook.com/Castello-d...
- ore 14,45 drink di apertura presso la Caffetteria del museo
- dalle 15 alle 19,30 interverranno · Carolyn Christov-Bakargiev, direttrice del Castello di Rivoli e della GAM, Torino; · Germano Celant, storico dell’arte e curatore; · Michelangelo Pistoletto, artista; · Giuseppe Berta, storico dell’industria Università Bocconi, Milano; · Anna Martina, già responsabile della comunicazione Gruppo GFT; · Carlo Rivetti, imprenditore. · e alcuni rappresentanti del mondo dell’imprenditoria come Illy, Ceretto, Trussardi.
- 19,30 aperitivo alle 19.30 a cura del Combal.Zero, nella terrazza della Caffeteria del museo.

Jolanda Bonino, ex Responsabile Archivio Storico GRUPPOGFT
1 luglio 2016

4 luglio 2016

In ricordo di M A R C O R I V E T T I

Giornata " Quando ARTE e IMPRESA si incontrano " dedicata a Marco Rivetti, imprenditore e mecenate scomparso 20 anni fa
Giovedì 7 luglio dalle ore 14:30 alle ore 19:30 al Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea piazza Mafalda di Savoia, 10098 Rivoli (Torino) ITALY http://www.castellodirivoli.org/art... https://www.facebook.com/Castello-d...
Marco Rivetti aveva una visione lungimirante, all’avanguardia per i tempi e ancora oggi attuale. Egli diede vita a un connubio unico tra cultura e moda lavorando con stilisti come Armani, Valentino, Trussardi, Dior, artisti come Oldenburg, Pistoletto, Steinbach, architetti come Frank O. Gehry e registi come Luca Ronconi.
Al @Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea imprenditori, studiosi e artisti si incontreranno per ricordare la figura di Marco Rivetti e per riflettere sulle nuove frontiere e del rapporto tra cultura e innovazione imprenditoriale.
Interranno tra gli altri: Carolyn Christov-Bakargiev, direttore del Castello di Rivoli e della GAM, Torino; Germano Celant, storico dell’arte e curatore; Michelangelo Pistoletto, artista; Giuseppe Berta, storico dell’industria Università Bocconi, Milano; Anna Martina, già responsabile della comunicazione Gruppo GFT; Carlo Rivetti, imprenditore. Inoltre, porteranno la loro testimonianza diversi rappresentanti del mondo dell’imprenditoria come Illy, Ceretto, Trussardi.
Per informazioni e prenotazioni Roberta Aghemo r.aghemo@castellodirivoli.org 011.9565270
E' previsto anche un pulman per le persone che hanno lavorato al GFT. Ess partirà da Via Reiss Romoli 49 bis Torino (sede del Grppo Anziani Silvio Rivetti) alle ore 14,15 . Ci sono ancora una quindicina di posti disponibili. Chi è interessato/a deve mettersi in contatto con la sede (tel 011/2292033) oggi, domani, martedì e mercoledì prossimo. Il pullman torna da Rivoli a Torino alle 20,15 (dopo l'aperitivo).

Jolanda Bonino , ex delegata lavoratori e lavoratrici del Gruppo GFT FACIS, MARUS, FABBRICHE RIUNITE , ex Responsabile Archivio Storico GruppoGFT
Torino 30 giugno 2016

30 novembre 2014

TORINO ITALY - OLTRE UN SECOLO E MEZZO DI STORIA DELL'ABBIGLIMENTO e DELLE GRIFFES attraverso il GFT

1.       I  150    anni di storia del GFT riflettono  un vero modello di azienda “bricoleur”.  Dalle sue origini, che risalgono al 1865, al suo epilogo, nel 2004, il GFT ha proceduto prima per incastri, rifondazioni, fusioni, ma anche acquisizioni, incorporazioni di attività e aziende. Poi, dal 1990 ha dato inizio al suo declino, attraverso scorpori, cessioni e dismissioni di stabilimenti, attività e marchi mostrando anche il volto crudele dei licenziamenti, nonostante le relazioni industriali  fossero, di solito, improntate sul rispetto delle parti sociali.

2.                E’ una storia di globalizzazione che evidenzia l’evoluzione ma anche l’arretramento di molti diritti acquisiti,  tra vecchie e nuove strategie di flessibilità, tra vecchi e nuovi ruoli di lavoratori e lavoratrici, di consumatori e consumatrici nella storia dell’ occidente e delle nuove frontieredel mondo.

3.                E’ inoltre  importate rilevare che il GFT con 18 impianti in Italia e nel mondo (dalla Cina alla Germania, alla Cecoslovacchia, agli Stati Uniti, al Messico) dette lavoro a oltre 11.000 persone, di cui l’80% erano donne.    Il GFT nacque da due circuiti economici regionali a lungo distinti, quello ebreo della distribuzione di stoffe e tessuti (i LEVI) e quello biellese dell’industria laniera (i RIVETTI) che decisero di confluire inun unico scenario industriale: il GRUPPO FINANZIARIO TESSILE.  Venne scelto proprio Torino e  il Borgo Dora, come sede principale , perché si poteva sviluppare la forza motrice idraulica del fiumeDora e il suo legame con le bialere e i canali della zona. Altri stabilimenti erano dislocati in varie zone della città, nella sua provincia  come a Settimo Torinese, Bosconero e Chieri e in gran parte del Piemonte, da San Damiano d’Asti a Racconigi.   Oltre la produzione esistevano altri due settori legati alla distribuzione. 

4.  Uno era il Ramo Pacchi che agiva attraverso due organizzazioni di vendita di tessuti alle sartorie: le Fabbriche Riunite, con sede a Torino, e la SIM ARBITER, con sede a Milano, ma entrambi presenti in tutta Italia.    Il cliente finale poteva così scegliere presso il suo sarto abituale il modelloche preferiva, consultando le riviste, realizzate dallo stesso settore:Vestire, Tema Uomo, Renel.  Altro settore era la D.D.D. (DirezioneDistribuzione Diretta) che raggruppava tre catene di centri distributivi al dettaglio.  La più importante era  la MARUS (Magazzini Abbigliamento Ragazzo Uomo Signora) dislocata in tutta Italia secondo il criterio di ubicazione dei grandi magazzini,  l’altra era quella dei negozi Alfa (che poi prese il nome di A. Confezioni), anch’essa presente in tutto il paese e che seguiva il criterio di dislocazione dei magazzini a prezzo unico, in quanto si rivolgeva ad un pubblico di acquirenti di tipo medio-inferiore.  La terza, infine, era la Re.Ve.Di. (RepartoVendita Dipendenti), ora  (2006)  di proprietà di Mariella BURANI, che negli anni’80 aveva una decina di outlets.

5.        Il GFT viene considerato la FIAT delle confezioni in serie perché negli anni ’60, riuscendo a vincere su  quella mentalità così intransigente, rigida e gelosa di abitudini e consuetudini quasi secolari,  che riteneva che nel peso della lana stesse la qualità del tessuto,  e, che l’abito lo si  poteva fare confezionare solo dal sarto difiducia,  dette l’avvio alla produzione di massa.  Con il rilancio,  nella seconda metà degli anni’50, del marchio FACIS (Fabbrica Abiti Confezioni in Serie) attraverso i famosi manifesti di Armando Testa quelli dell’omino che corre,il GFT lanciò la confezione maschile diffusa su vasta scala.

6.      IL  GFT fu la prima azienda italiana a produrre gli abiti in serie; così, misurando tutta la popolazione italiana degli anni ’50, codificò ben 120 taglie che riuscivano a vestire praticamente tutti: snello, corto, panciuto, lungo, mezzo forte.

7.          Sul versante dell’abbigliamento femminile, nel 1961 creò il marchio CORI e fu una vera rivoluzione considerare l’abito pronto un vero prodotto di moda.

8.         Il     Gruppo riuscì così ad imporsi nel mercato interno e internazionale,  anche  perché raggiunse  una posizione di monopolio, di leadership predeterminando le linee della moda , attraverso accordi, come ad esempio quello di Biki con l’alta moda    eattraverso le numerose partecipazioni a mostre mercato.

9.                Un’altra strategia  vincente fu quelladegli anni ’70 e ’80, quella che vide l’avvento in Italia e poi la diffusione nel mondo di griffe e marchi degli stilisti, i quali sposarono la loro creatività al sapere industriale e distributivo del Gruppo GFT.           

10.          Tutti ricordiamo i nomi di Valentino, Armani, Ungano, Trussardi, Soprani, Louis Feraud, Pierre Cardin, Calvin Klein, Claude Montana, Massimo Osti, ChristianDior, Joseph Abboud, Chiara Boni, j. Taverniti, GianniVersace, Gianfranco Ferrè, Ottavio Missoni Sahzà e altri ancora

vedi anche

http://edoardopatrone.it/gft/

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=VgbFAsTGEIk  

Archivi della moda del Novecento- Direzione degli Archivi del Ministero per i Beni Culturali:   http://www.moda.san.beniculturali.it/wordpress/?percorsi=misurataglia 

materiali fotografici eiconografici d igitalizzati fino ad ora   http://www.internetculturale.it/

il link ai materiali del l'archivio di stato:

http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/work/nav3.php?uid=441336&pd=AS

 

 

Jolanda Bonino

Archivio storicoe x Gruppo GFT Gruppo Finanziario Tessile

ARDP  Archivio delle Donne in Piemonte

Torino, 16 novembre 2014

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