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Diario
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27 dicembre 2015

J'accuse: in ricordo di Rolando Manes (ex GFT e attivista Movimento Lotta Cybercrime Italia) ad un mese dalla sua morte

J'accuse: in ricordo di Rolando Manes ad un mese dalla sua morte, avvenuta il 31 ottobre 2015
"L'ho incontrato un' unica volta a giugno 2015, in occasione della prima riunione dei volontari Movimento Lotta Cybercrime a cui partecipavo; ci siamo presentati e abbiamo chiacchierato un po' all'arrivo, un'altra chiacchierata al momento del commiato; mai visto prima, più incontrato in seguito; solo un messaggio su facebook tra noi: la malattia lo stava già consumando. Continuo a chiedermi perchè la sua morte mi abbia così sconvolta, eppure quando Jolanda mi disse della presenza di una massa dietro l'occhio, il pensiero di qualcosa di grave mi si presentò subito. Le notizie del decorso dopo l'inizio della chemioterapia non lasciavano presagire nulla di buono. Ho vissuto con mio padre il cammino di un malato di tumore in stadio avanzato, certo questo mi ha messo sull'avviso, certo questo mi ha coinvolta, esponendomi emotivamente più di quanto pensassi possibile. In questi ultimi anni ho dovuto salutare parenti e amici cari dopo anni di sofferenze o spietate veloci malattie e per quanto li amassi, in nessun caso ho vissuto la notizia della loro morte come uno schiaffo bruciante in viso.
Cosa può avermi colpita in quest'uomo visto una sola volta, tanto da farmi stare così? Ripercorro le poche ore del nostro incontro e in ogni parola, sguardo, movimento o gesto rivedo l'uomo che mi è stato poi descritto in seguito. Un uomo limpido come i suoi occhi chiari e dolci, avvezzo alla fatica di vivere lottando per la propria e l'altrui dignità, tollerante e scevro dalla frenesia del giudizio superficiale e tranciante. Un uomo buono, in un mondo in cui la bontà è una colpa spesso sbeffeggiata e da circoscrivere. "
Lo ricorda Jolanda Bonino: "Rolando Manes ha lavorato al GFT, Gruppo Finanziario Tessile che aveva due stabilimenti anche a San Damiano d'Asti, fino alla crisi determinata dal mondo finanziario che ne ha sancito la chiusura. All'epoca, organizzammo una gigantesca manifestazione sindacale proprio a San Damiano perchè la chiusura dei due stabilimenti aveva messo in ginocchio moltissime famiglie e l'intera economia della zona. Rolando era in prima linea in modo determinato ma lontano da spinte violente anche solo verbali, quel che gli interessava era la salvaguardia del lavoro e della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici. Detestava gli intrallazzi da cui non si faceva impiastrare. Era veramente una brava persona, altruista, buono, puro, generoso, leale e molto onesto. E' stato un dirigente sindacale della Filtea CGIL (settore tessile), ma ancor più un bravo delegato sindacale RSU e RLS (rappresentante sindacale unitario e per la sicurezza dei lavoratori e lavoratrici del GFT di San Damiano (AT). Anni di lotte, battaglie, qualche vittoria e troppe sconfitte, poi la chiusura del Gruppo e la depressione, l'inserimento in un ruolo tecnico all'interno della CGIL e infine la pensione. Ha poi iniziato a collaborare con noi del Movimento Lotta al Cybercrime, anzi, è stato il primo insieme a Gianni Candelo ad affiancarmi nelle prime fasi della sua creazione e mai mi ha giudicata per il modo in cui sono caduta in quella truffa sentimental-relazionale sul web . Lui era diverso, era molto intelligente e libero dalla superficialità di giudizio tipica dei nonpensanti su argomenti nuovi. Questo è stato importante perchè mi ha sollevata dal mio stato di prostrazione e mi ha spronata ad andare avanti nel mio progetto di denuncia sociale. Lo stesso atteggiamento rispettoso e costruttivo, Rolando lo ha avuto con le altre vittime di truffe relazionali , aiutandole d destreggiarsi sul piano informatico in cui, in massima parte, erano assolutamente inesperte. Le sue capacità di ascolto ed aiuto hanno fatto crescere, nelle persone, la consapevolezza della trappola in cui si erano ritrovate, l'eleganza nel porsi le ha preservate da ulteriori ferite e danni psicologici. Non è da tutti scivolare a fianco alla gente dando aiuto, senza farne sentire il peso. Lui questo lo ha fatto."
Purtroppo il suo contributo lo ha dato per poco; un disturbo a un occhio lo ha portato, verso la metà di luglio 2015 ad intraprendere una serie di accertamenti all'Ospedale Oftalmico di Torino, dove è stato ricoverato per diversi giorni. Durante quel ricovero, vengono effettuati esami di routine e all'atto delle dimissioni gli viene consigliato di fare un esame alle ossa alle Molinette e gli si dà indicazione di rivolgersi all'Ospedale Oculistico di Padova. Questi consigli vengono dati dopo i risultati avuti da una radiografia al torace in cui non risultava esserci alcun tumore. Forse qualche sospetto di un cancro altrove viene ventilato, ma l'esito negativo dell'esame alle ossa, eseguito alle Molinette una decina di giorni dopo, fece fugare l'idea di un tumore ai polmoni e alle ossa. Ora ci si chiede: ma perchè non gli fu effettuato nessun altro esame di approfondimento ormai comunemente usato, come la TAC ?? Son tempi duri si sa ; "tagli" e "risparmio" (sulla pelle dei cittadini) son parole chiave nella sanità pubblica, alla faccia della tanto sbandierata prevenzione e della salute vera.
Con Rolando i sanitari dell'Oftalmico di Torino si limitano a segnalare, che per approfondimenti, lo dirotteranno all'Ospedale di Padova, struttura maggiormente specializzata per il caso oculistico riscontrato. Per effettuare la visita, secondo la data stabilita in base alla prenotazione fissata dall'Oftalmico, Rolando si sposta in treno, dopo alcuni giorni. All'arrivo, gli viene comunicato che mancano gli esami fatti in precedenza all' Oftalmico di Torino. Dopo una serie di telefonate, si ritiene urgente rifarli lì, con conseguente perdita di tempo e ulteriori spese di tickets. Rolando andrà poi personalmente, nei giorni successivi, a recuperare la "bustona" che l'Oftalmico aveva dimenticato di dargli o di spedire a Padova. Intanto passa altro tempo e Rolando attende ansioso notizie da parte dei sanitari che lo seguono. Li sollecita puntualmente perchè lui è persona solerte e diligente.
Rolando riparte per altre visite, va anche a Genova sapendo che ci vorrà altro tempo per ricomporre il disguido... ma è abbastanza tranquillo, sembra che dopo la diagnosi per capire cosa possa essere quella massa , potrà recuperare, almeno parzialmente, la visione dall'occhio che ormai ha perso quasi del tutto. Tutti i sanitari incontrati sembra non l'abbiano allertato a dovere perchè lui si mostra speranzoso. Certo il pensiero è sempre correlato all'occhio ma nessuno gli dice apertamente che è una questione ben più grave , ed è urgentissima da affrontare. Nonostante ciò la sua ansia cresce e lo porta a dibattersi tra scartoffie, telefonate, prenotazioni, viaggi in treno , insomma una vera "via crucis" burocratica, oltre che psicologica.
La realtà si rivelerà tristemente diversa; una volta eseguiti, i nuovi controlli riveleranno che quella che crea disturbi all'occhio è già una metastasi. Il problema originario, venuto fuori dopo la TAC e a distanza di uno o due mesi, risiede nei polmoni e cominciano a manifestarsi dei noduli al collo. Probabilmente era già un tumore in stadio avanzato! Da quel momento, per Rolando, cominciano le misure sanitarie da protocollo e le reazioni che il suo corpo gli oppone. La cura, le visite, le prenotazioni continuano; tutto sulle sue spalle e tutto o quasi, avviene a casa sua o in day hospital.
Lui già debole e stanco è ormai stufo, deve andare o mandare qualche famigliare a prenotare, a fare le varie impegnative dal medico di base e seguire tutto l'iter burocratico sanitario.
Intanto la malattia avanza , anzi galoppa. La sanità italiana, così com'è stata destrutturata negli ultimi anni, non risulta certo un'istituzione che solleva i cittadini dalle sofferenze; è piuttosto una punizione per l'esser malati. La chemioterapia aggressiva provoca delle lacerazioni intestinali che neanche gli interventi chirurgici saranno in grado di ricomporre. Addirittura , quando, in seguito a dei dolori lancinanti all'intestino viene mandato al Pronto Soccorso di Asti gli vengono prescritte ed effettuate delle purghe. A queste vicende allucinanti e all'indebolimento fisico si accompagnerà la presa di coscienza del suo stato.
Chissà se nel cercare una spiegazione a quel male che gli è cresciuto dentro silenziosamente, per poi aggredirlo all'improvviso, Rolando abbia riflettuto sulle condizioni dell'aria nella sua bella cittadina? San Damiano, da tempo, è al centro di discussioni, ricerche e indagini per la grave presenza nella sua aria di sostanze estremamente pericolose per la salute. Altissimi livelli di benzene e Pm10 sono stati rilevati costantemente e per lunghissimo tempo, senza tregua, neanche nelle ore notturne. Questo aspetto è davvero inquietante in quanto si tratta di dati tipici delle grandi città più inquinate. Solo ora, pare, si siano trovate le cause ma non si sa molto altro. Quel che si sa , in base alle ricerche scientifiche che hanno portato enormi progressi nella conoscenza di cause ed evoluzione dei tumori, è la stretta connessione tra Pm10 e cancro ai polmoni.
Tutte queste considerazioni non cambieranno le cose, Rolando non tornerà più tra noi. Di lui rimarrà però il segno e l'esempio di un UOMO che ha lavorato, per tutti i suoi anni, alla tutela e alla salvaguardia dell' esistenza di tutti, senza ricevere nel momento del bisogno neanche una parte di quanto speso nel tempo, in termini di impegno ed attenzioni degli interessi comuni. Probabile che nel corso della sua vita, si sia spesso sentito dire: "Ma chi te lo fa fare?" Già, a conti fatti viene da chiedersi chi glielo ha fatto fare... forse la coscienza e il senso di responsabilità di chi sa che il benessere di ognuno dipende dall'impegno di tutti, indistintamente?
Dell'ultimo dialogo telefonico con l'amica Jolanda Bonino, compagna di tante lotte sociali, rimane una sua frase: " Io voglio vivere". E lui vivrà nel nostro ricordo.Ciao Rolando, ciao per sempre
Torino, 30 novembre 2015
Simona Manis Algisi e Jolanda Bonino
Movimento Lotta al Cybercrime Italia 

26 settembre 2015

Il Gruppo GFT NET (1887-2003) e GABRIELE Pajno FERRARA (1948-2015)

A tutti gli ex colleghi e ex colleghe delGFT GruppoFinanziario Tessile devo comunicare un triste lutto: Domenica sera èmancato il Dr. Gabriele Ferrara Pajno. Stasera (8settembre 2015) alle ore 19,30ci sarà il rosario in Chiesa Parrocchia Santi Angeli Custodi via San Quintino 37- TORINO e domani il funerale alle ore 11,30 stessa Chiesa.

        Gabriele PAJNOera il Responsabile delle Relazioni Interne ed Esterne, delle RelazioniSindacali  e Responsabile del Personale della Holding  GRUPPO GFTNET, che aveva la sede a Torino. In seguito fu autorevole dirigente dell'UnioneIndustriale di Torino, Amministratore Delegato di Skillab, Presidente del CSAO(CentroSicurezza Applicata all'Organizzazione) . Era del 1948. Un gravemale  lo ha consumato.

        E' venuto al GFTverso la metà degli anni '80 ed è stato impegnato con grande maestria ecapacità nel doloroso percorso della crisi del GFT che portò poi a una definitivachiusura del maggior colosso dell'abbigliamento europeo, nell'arco di unquindicennio.  E' utile ricordare che il Gruppo Finanziario Tessile vantauna storia affascinante ed indimenticabile. Lanciò nel mondo il MADE INITALY già a  partire dagli anni '70 quando iniziò a produrre linee diprêt-à-porter firmate dai più noti stilisti italiani e stranieri .Valentino,Armani, Christina Dior , Ungaro, Joseph Abboud, Trussardi  sono soloalcune firme. Arrivò a possedere ben 35 società controllate, 20 delle qualiall'estero, 18 stabilimenti, 8.000 addetti, 8 milioni di capi prodotti ognianno.  Una grande ed importante azienda, già famosa alcuni decenni prima,ecioè negli anni '50 , quando aveva adottato la strategia della riconversionedel  suo sistema produttivo che portò alla confezione degli abiti inserie. La rivoluzione delle taglie, che da 20 passarono a 120, fu il fruttodi un originale studio antropometrico sulla popolazione italiana.  Famosierano i marchi FACIS e SIDI per l'uomo  e CORI per la donna. Il GFTaveva contemporaneamente creato delle catene di negozi di distribuzione ,unificando e sviluppando il mercato dell'abbigliamento (rete didistribuzione MARUS,ALFA, A. Confezionie e  FABBRICHE RIUNITE, SIM ARBITER per i tessuti)

cfr.      http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/work/entedett.php?eid=1

 -  http://www.archiviodonnepiemonte.it/?page_id=49

- https://www.facebook.com/notes/jolanda-bonino/2-larchivio-storico-del-gruppo-gft/839733442724502

-   https://www.facebook.com/notes/jolanda-bonino/1-italy-torino-citta-della-moda-e-del-gft/839234689441044

        In seguito, nel1995 il controllo del Gruppo FinanziarioTessile GFT fu acquisito dalla GEMINAche nel 1997 trasferì le attività inerenti moda e abbigliamento  alla HdP(Holding di partecipazioni industriali).

        Toccò al dr.Pajno ocuparsi e gestire le sofferte dismissioni, terziarizzazioni ,cessioni e smaltimento degli stabilimenti, decentramento produttivo,delocalizzazione , processo definito in gergo "spezzatino aziendale" fino alla definitiva chiusura dell'intero  GRUPPO GFT nel 2003 .   GabrielePajno, insieme a Roberto Bruschi ( deceduto un paio di anni fa)  ful'ultimodirigente incaricato a spegnerne le luci nel 2004.

        L'entrata dura ecalcolata della holding finanziaria HDP di Milano della prima metàannni'90 del secolo scorso aveva tale obiettivo, oltre esautorare  lacittà di TORINO fino ad allora capitale della moda italiana e trasferirne ilprimato alla città di  Milano. Tale strategia fu messa in opera dai  "finanzieri" con cinismo e crudeltà, caratteristiche tipiche di quelmondo , gente senza anima e cuore, a cui interessa solo il denaro consideratoche non si fecero scrupoli a scardinare e minare  profondamente il modelloindustriale-padronale e produttivo della famiglia Rivetti.  

        Furono periodimolto  buii ,  tristi e allucinanti per chi li ha vissuti . Unacatastrofe vera e propria per tanta gente e tante famiglie.  E' stataun'esperienza che ha influenzato la storia internazionale del lavoro, dellamoda, del costume e che ha fatto da apri-pista alle immediate e successivestrategie della FIAT.

        Anche  iopartecipai a questo triste processo, a questa ineluttabile débâcle,  maero una delle delegate sindacali dei lavoratori e lavoratrici .  Avevostima del dr. Pajno , persona aperta al dialogo, che oltre l'intelligenzacercava di metterci anche il cuore. Più  volte avevo colto e apprezzatoalcune mosse. Credo sia stato  difficile e tormentoso per lui  stareda quella parte e occuparsi di dismissioni e conseguenti licenziamenti. E unprocesso tremendamente forte , penoso, infelice e straziante (alle volte) per ivari casi umani da trattare e gestire con noi del Sindacato o senza di noi.

        Ricordardone le doti umane   e professionali , faccio presente che NESSUNO muoreper sempre  perchè la STORIA può farne  rivivere le idee e isentimenti e offrire insegnamenti.  Nessuno di noi vorrebbe veder morirechi ha toccato qualche aspetto significativo della propria esistenza, e, ilfatto che siano tutti votati alla scomparsa, produce in noi un sentimentoprofondo e pieno di mistero.

        Ogni vita è unasuccessione di idee ed è un peccato che si debba interrompere.   Qualcunodisse una volta che "la morte è il modo che ha la vita di dirti che seistato licenziato" .. Sigh sigh c'è molta amarezza , soprattutto quandosi è ancora giovani  per morire e lui lo era...  E' stato l'ultimodella dinastia dei dirigenti GFT INTERNATIONAL  impegnati nelle RelazioniSindacali di quel funesto periodo, fatta eccezione di una sparuta minoranza(Giancarlo  Sivornino, Edoardo Patrone   e De Stefanis che godono -per fortuna - di ottima salute, e dei molto più giovani Enzo Vozza eMorosinotto) . Anche i Rivetti del GRUPPO FINANZIARIO TESSILE  sono tutti deceduti , e anche abbastanzagiovani. Fa eccezione  Carlo Rivetti chevive in Emilia-Romagna e a Milano.

 

 

Jolanda Bonino

ex Responsabile Archivio Storico del GRUPPOGFT

donato all'Archivio di Stato di Torino(Italy)

ed ex dirigente sindacale e delegata deilavoratori e lavoratrici del GFT NET

30 novembre 2014

GLI ELENCHI DELL'ARCHIVIO STORICO GRUPPO FINANZIARIO TESSILE - fruibilità

MEMORIE DISPERSE  e MEMORIE SALVATE era il titolo del convegno ARDP del  25 maggio 2007  a cui partecipai  per presentare l'ARCHIVIO STORICO DEL GFT ,che  è un patrimonio collettivo salvato, ma che non poteva essere consultato perchè il progetto non era stato completato . 

   Gli elenchi dell'ARCHIVIO STORICO GRUPPO FINANZIARIO TESSILE sono stati, in effetti, consegnati frettolosamente senza poter essere redatti in forma appropriata. Mancò la fase finale del progetto , vale a dire l'informatizzazione e la mia  grafia risultò essere poco ottimale alla lettura.    La difficile comprensione era dovuta soprattutto ai numerosi appunti e rimandi, in conseguenza  dei sette traslochi subiti dall'Archivio Storico GFT nelle diverse sedi assegnate all'interno dell’azienda, che ne modificarono le varie numerazioni.  La loro  revisione e sistematizzazione definitiva è stata FINALMENTE informatizzata dalle archiviste Giulia Caccia e Sara Micheletta .

   Ora  -novembre 2014 -  l'Archivio Storico è finalmente accessibile.   In merito alla fruibilità dello stesso  sono molto felice che l'Archivio di Stato abbia optato per mettere  a disposizione della collettività (dei giorni nostri)questa  preziosa documentazione, previa integrazione dell’apparato di consultazione,  invee di aspettare tempi futuri.

Ricordo che avevo posto ilquesito  "flessibilità o rigidità" poichè , se da un lato, qualcuno  riteneva che i confini della trasmissione della documentazione alle generazioni future  dovevano essere rigidi, dall'altro , c'era chi ne era contrario.

   In altri  termini, se i confini sono fluidi e dinamici  potranno essere rivisti e modellati nelle varie  fasi che scandiranno la storia.  Ne consegue che, se da un lato la completa salvaguardia e custodia del materiale accuratamente conservato è una sicura garanzia per gli studiosi delle generazioni future, dall'altro  non rendere possibile,per ovvie ragioni, la sua fruizione attuale può essere un grande limite per lo studio di una vicenda ormai  conclusa. 

   Ora che l'archivio  è disponibile,  può raccontare momenti e fatti di una storia  poco conosciuta ,una storia industriale ancora non considerata,  una storia di persone,  di famiglie e di donne - che erano l''80% delle  maestranze-   assai significativa e creativa.  E’ una storia che fa restare di stucco se si pensa come il destino del GFT abbia contribuito ad influenzare il contrasto fra l'affermazione dei diritti sociali e sindacali dell’ Occidente e la negazione di questi diritti in Cina, India e in altri paesi (dove il GFT costruì diversi stabilimenti ),che, anche per questo sono diventati concorrenziali e leader nel mondo.  

   Ora l'Archivio Storico GFT è l’unica struttura esistente in Piemonte in grado di far ripercorrere con una profondità storica sia una cultura industriale dissimile da quella che si è espressa nel ciclo dell’auto  e metallurgico, sia una cultura del lavoro che dette visibilità a molti lavori femminili, manuali e intellettuali    e   che costruì e anticipò molte strategie e politiche sindacali non solo a favore delle donne, ma dell’intero movimento operaio e sindacale, mettendo in luce le contraddizioni della globalizzazione, della delocalizzazione e del rapporto donne-uomini..

Vedi anche

·     GFT Museo Torino Italy  -   ttp://www.museotorino.it/view/s/ab9b45a924d0422b8e7d56c1ef28b637

·     GFT nell'enciclopedia TRECCANI     http://www.treccani.it/enciclopedia/gruppo-finanziario-tessile/  

·     Archivio di Stato     http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/work/entedett.php?eid=1

·     L'archivio del Gruppo GFT http://www.archiviodonnepiemonte.it/?page_id=49

 

 

Joanda Bonino - ArchivioStorico GruppoFinanziario Tessile e ARDP (Archivio delle Donne in Piemonte)

Torino, 20 novembre 2014

30 novembre 2014

ARHIVIO STORICO GFT GRUPPO FINANZIARIO TESSILE - la storia ed i criteri d'archivio

      A partire dal 1986 decidemmo di affrontare la frammentarietà e la dispersione degli archivi  aziendali del  Gruppo G.F.T. Spa (colosso dell'abbigliamento famoso in tutto il mondo) e avviammo un progetto di censimento, salvaguardia e sistemazione dei materiali custoditi nei suoi molteplici depositi aziendali.  Partecipai direttamente e attivamente all'opera , sin dall'inizio  fino  alla sua conclusione  che fu nel  1994 ,  quando la proprietà passò alla HDP, (GEMINA, MEDIOBANCA).

      HDP holding finanziaria  aveva ben  altri interessi,  assai distanti dalla storia collettiva e così rinunciò alla conservazione della memoria. La brusca interruzione del progetto comportò, oltre al mancato completamento della prevista stesura definitiva degli elenchi, anche il mio allontanamento dal progetto, con l’affidamento di altre mansioni all'interno dell’azienda stessa.

      Prima di questo evento, mi dedicai al salvataggio della molta documentazione rimasta, che sarebbe andata dispersa, o,  peggio ancora,  distrutta, inventariando e inscatolando velocemente più materiale possibile. Nel  contempo  cercai aiuti e suggerimenti  per poter proseguire  il progetto  e mi rivolsi a numerose Associazioni, Enti , Fondazioni e Sindacati ma nessuno riuscì a modificare la situazione. Tentai allora una vertenza  individuale sindacale e legale attraverso la Magistratura del Lavoro a tutti i livelli, compreso la Cassazione) ma neanche questa via non servì allo scopo.

      Fu così che, in vista di una ennesima ristrutturazione e per impedire eventuali rischi di sovrapposizione della memoria storica delle due istituzioni  G.F.T. e H.D.P.,  che andranno a succedersi l'una all'altra,  si decise di trasferire un po'alla volta l’Archivio del GFT presso l’Archivio di Stato di Torino, avvalendosi del DPR 1409 del 30 settembre 1963.  

      Tale Archivio Aveva una consistenza di oltre 1000 mt. lineari e l'avevo suddiviso in tre filoni principali:

1.    GESTIONE AZIENDALE

2.    PUBBLICITÀ e COMUNICAZIONE ,

3.    PRODOTTO 

I  Fondi Archivistici  ( più di 250) erano,  a loro volta ,  suddivisi inserzioni e raggruppavano circa 6800/7000 unità ( scatole, buste, registri e faldoni di documentazione cartacea,  gestionale, materiale pubblicitario e iconografico, stampati, brochures , manifesti, riviste, fotografie, filmati e video).  Vi è pure una significativa raccolta riferita al PRODOTTO TESSILE   con campionari e cartelle  tessuti, schede di lavorazione e disegni di figurini di molte collezioni.

      Il  Comitato Scientifico, presieduto da Marco Rivetti, era composto da Anna Martina, Roberto Balma, Giancarlo Sivornino e dalla  sottoscritta per il G.F.T., mentre  lo storico d'impresa Giuseppe Berta (docente  di storia economica  Università Bocconi di Milano ) insieme a  Elsa Golzio Aimone (docente di moda e costume) e Grazietta Butazzi   (storica del costume)  erano consulenti esterni.

      I criteri  che adottai per la raccolta, selezione e scarto dei materiali eccedenti furono un mix fra esigenze aziendali (funzionali al collegamento tra archivio storico e archivio corrente)e  criteri pubblici, dal momento che sin dall'inizio era molto chiaro che l’Archivio sarebbe diventato un bene pubblico. Tali criteri sono poi stati rivisti ed adattati man mano che si presentavano problemi di conservazione e fruibilità dei documenti.

Alla rigidità selettiva dello scarto ho preferito conservare in eccesso piuttosto che distruggere materiale; ad esempio si è deciso di tenere, ove possibile,   tre copie dello stesso soggetto per stampati e manifesti in modo da preservare la copia d’archivio, nel caso di prestiti per pubblicazioni,esposizioni e mostre.

Per lo studio dei criteri  e la vicenda storia dell'Archivio Storico GFT cfr.  anche :

a  - il materiale prodotto per le cause legali nei tre livelli giudiziari

1°   -  BONINO Jolanda ,assistita da avvocata Maria BRAGGION   (Torino) 

contro      GFT Spa , assistito da Avvocata  Maria Grazia SUCCI e avv. Maurizio DE LAFOREST

10-04-1997-  PRETURA CIRCONDARIALE di Torino-sezione Lavoro  - Pretora CLOTILDE FIERRO -sentenza 2602 del  25-297 depositata il 10-4-1997- Torino - causa n. 3783/96 RGL

2°  - GFT contro BONINO Jolanda -  Tribunale di Torino Sezione Lavoro      19 giugno 1997 Torino - 732/97  81/82 RGL (avv.ti Maria Braggion e Maurizio De La Forest) sentenza  n. 3962 del 17-08-1999 RG 732/97

3° - BONINO Jolanda (avv. Roberto Muggia)  contro GFT(avv.to Rinaldo Geremia) CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE  - sentenza n. 7364/01 RN 22218/99 Cron 17017Ud. 02/04/01

b -  alcune mie pubblicazioni su GFT e la sua storia:

·     L'archivio Storico del Gruppo GFT  Spa di Torino in ARCHIVI E IMPRESE n. 16 FONDAZIONE ASSI  Storia e Studi sull'impresa,  IL MULINO Anno VIII, Bologna,dicembre 997

·     GFT Isola felice? in LA REPUBBLICA, Rubrica Lettere, Torino,25-07-1990

·     Il caso GFT in Quaderni del Lavoro n. 2, La Consigliera di Parità Provinciale, Torino 2004

·     Carmen Casapieri, frammenti di vita, Profilo di una sindacalista di frontiera . ed.  Lupieri Editore,  , novembre 2005 -Torino

 

 

Joanda Bonino   Archivio Storico GFT Gruppo Finanziario Tessil

ARDP (Archiviodelle Donne in Piemonte)

Torino, 20novembre 2014

30 novembre 2014

ITALY TURIN - LE DONNE DEL GFT si RACCONTANO

 L'ARDP   Archivio delle Donne in Piemonte presenta  SABATO    22 novembre 2014  presso CASCINA LA MARCHESA -Circ 6 -  Corso Vercelli 141 Torino -  " RACCONTARE IL LAVORO  - STORIE DI DONNE  nel GRUPPO FINANZIARIO TESSILE

                      Molte donne del GFT , espulse dall'azienda  in vari momenti di crisi e di decadenza,  come l'ultima fase vissuta nel  GRUPPO FINANZIARIO TESSILE estinto definitivamente una decina di anni fa', raccontano le loro straordinarie STORIE  PERSONALI , intrecciate  alla storia aziendale,  sociale, sindacale politica e storia della comunicazione e immagine.

                La storia del GFT è' una storia , unica e irripetibile che tesse  storie di  vita di molte donne, uomini, famiglie imprenditoriali ma soprattutto FAMIGLIE di LAVORATRICI e LAVORATORI  che hanno sperimentato condizioni e modalità di lavoro differenti dal modello tradizionale e che hanno vissuto l’entusiasmo del boom economico  ma anche la sofferenza e la disperazione dovuta alle pesanti crisi  sociali, alle congiunture   del settore tessile-abbigliamento e soprattutto al  crollo e  disfacimento progressivo del GRUPPO FINANZIARIO TESSILE 

        La storia non è solo  il frutto di fonti scritte ,  documentazione varia,  grafica e iconografica,anche le  fonti orali ( interviste e testimonianze) conferiscono attendibilità scientifica . La storia orale (oral history ) documenta ed è in grado di  completare buchi sconosciuti,   periodi oscuri o poco chiari e la storia di genere è  ormai ritenuta  fondamentale perchè  la VOCE delle donne  può dare una grande visibilità alla   ricostruzione di eventi del passato.

        In questo senso  , l'Archivio delle Donne in Piemonte ,  offre, nel caso della "vicenda GFT Gruppo Finanziario Tessile" un significativo contributo al rinnovamento ella storia sociale.              

vedere anche

 http://www.archiviodonnepiemonte.it/?page_id=774     generale

http://www.archiviodonnepiemonte.it/?page_id=49   jolandabonino

http://www.cr.piemonte.it/attivita/comunicati/2007/05_maggio_2007/pdf/programma_convegno_archivio.pdf

       http://www.archiviodonnepiemonte.it/wp-content/uploads/2011/01/scansione0005.jpg

Jolanda Bonino

Archivio storico ex Gruppo GFT Gruppo Finanziario Tessile

ARDP   Archivio delle Donne in Piemonte

 

Torino,17  novembre 2014

30 novembre 2014

TORINO era CITTA' DELLA MODA

Nell'ambito del progetto MANUTENZIONE DELLA  MEMORIA TERRITORILE  viene  presentato l'archivio del G.F.T.  GRUPPO FINANZIARO TESSILE ,  azienda leader del  settore tessile-abbigliamento(1865-2004), che lanciò il MDE IN ITALY nel mondo venerdì 21novembre 2014 (9.30 - 17)ARCH.di STATO piazza Mollino 1 TORINO  ITALIA

              Questo Archivio storico che è collocato in  Aarchivio di Stato di Torino rappresenta una memoria salvata, una memoria pubblica, un lascito permanente di documentazione priva di forme autoapologetiche.  

              Diversamente da altre famiglie di imprenditori,  i Rivetti,  già nei primissimi anni ’80, avviarono  un’opera di sistemazione e assetto stabile delle fonti documentali del GFT e a partire dal 1986, avviammo un progetto di censimento, salvaguardia, e sistemazione dei materiali custoditi nei suoi molteplici depositi aziendali.  Il progetto  si concluse nel 1994 quando laproprietà passò allaHDP, holding finanziaria, che avendo altri interessi, rinunciò alla conservazione della memoria.

              La brusca interruzione del progetto comportò, oltre al mancato completamentodella prevista stesura definitiva degli elenchi, anche il mio allontanamento dal progetto con l’affidamento ad altre mansioni.   In ultimo, quindi, privilegiai il salvataggio della molta documentazione rimasta, che sarebbe andata dispersa, o, peggio ancora distrutta, inventariando e inscatolando velocemente più materiale possibile. Ora gli elenchi sono stati redatti da autorevoli archiviste e sono  pronti per la consultazione.

              Approfitto per far conoscere  che esiste altra  documentazione che presto verrà scansita e riprodotta anche in FACEBOOK.  Altro materiale è è presente all'ARDP Archivio delle Donne in Piemonte, alla Fondazione GRAMSCI, alla FONDAZIONE VERA NOCENTINI  e alla FONDAZIONE SALVEMINI tutti archivi di TORINO (ITALY).

Durante la giornata , interverrano,tra gli altri :

Marco Carassi direttore scientificodel progetto,  Barbara Bertini e Isabella Massarò Ricci -  DirettriciArchivio di Stto di Torino,Giuseppe Berta e Elisabetta Merlo - UiversitàBocconi Milano, Carlo Rivettiazionista e manager GFT,  AnnaMartinadirettrice Comunicazione e Immagine  Leopoldo Borzino manager GFTed auterevolistudiosi  ed esperti .

  il link ai materiali dell'archivio di stato:

http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/work/nav3.php?uid=441336&pd=AS

Jolanda Bonino , Archivio storicoex Gruppo GFT Gruppo Finanziario Tessile ,  ARDP   Archivio delle Donne in Piemonte

Torino, 16 novembre 2014

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