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4 luglio 2016

Due parole su Marco RIVETTI (Biella 1943 – Torino 1996 )



La mia conoscenza di Marco Rivetti (considerevole imprenditore italiano del '900), come per altre e altri dipendenti della FACIS, della MARUS e delle Fabbriche RIUNITE e cioè del G.F.T. di Torino (Italy), fu superficiale e si limitava ad un cortese e rapido saluto davanti l'ascensore dell'azienda. Lui era l'imprenditore, il capo, il presidente del GFT ed io una delle impiegate e una delle delegate sindacali e, nell'ultimo periodo, , responsabile dell'Archivio Storico Aziendale (che lui aveva voluto proprio per permettere che il GRPPO FINANZIARIO TESSILE divenisse una memoria pubblica, una testimonianza , un lascito permanente di documentazione priva di forme autocelebrative). I rispettivi ruoli e le varie responsabilità ci hanno portato, negli anni, a trovarci contrapposti nelle lotte sociali e sindacali dell'epoca, ma mai sono venuti a mancare rispetto e stima, perchè lui era un personaggio dotato di una spiccata sensibilità verso il mondo e i suoi simili. Era progressista e fuori dall'ordinario, attirandosi a volte ironie e pregiudizi, come nel periodo degli anni '70 in cui era a capo della DIVISIONE DONNA GFT. Aver lanciato la campagna pubblicitaria "NE' STREGA NE' PUTTANA NE' MADONNA, MA SOLO DONNA" attirò le simpatie delle femministe e, dunque, anche io lo apprezzai, ritenendo questa ricettività nel campo delle lotte e del progresso sociale delle donne, il segno di una apertura mentale e di una disponibilità, rare da ritrovare negli imprenditori dell'epoca. Aveva voluto, come testimonial, donne reali e impegnate, donne vere come ad es. Adele Faccio, che era una nota attivista politica diventata poi parlamentare radicale e che fu tra le prime propugnatici del diritto all'autodeterminazione delle donne. La scelta di questo tipo di testimonial dimostra che egli ha anticipato di un ventennio l'immagine della donna nella pubblicità che all'epoca, ancor più di adesso, la vedeva spesso come elemento decorativo , sexy, moglie petulante o mamma amorevole oppure le assegnava un ruolo ancillare rispetto all’uomo e una funzione prevalente di esca comunicativa. Anche le molteplici attività nei campi dell'arte e della moda, declinate in ambito internazionale ed esercitate ad altissimo livello, ne sono la prova concreta e la testimonianza indelebile che Marco Rivetti fu un personaggio essenziale e significativo dell ' ultima fase del '900.. Mi rincresce davvero che oggi, a vent'anni dalla sua morte, la sua figura sia così scarsamente conosciuta come pure il suo operato messo in sordina. Se si prova a digitare sulla tastiera di un pc " MARCO RIVETTI" si scoprirà che appaiono sporadiche notizie su di lui e sul Gruppo Finanziario Tessile di Torino, azienda da lui diretta fino ai primi anni '90 del secolo scorso; di un articolo che parli soltanto di lui, di questo imprenditore illuminato e influente non c'è neanche l'ombra e neanche esiste la voce in Wikipedia. Silenzio assordante. Eppure lui è stato importante. E, non solo per la storia sociale, artistica ed economica che ha tessuto lungo la sua vita, riuscendo a sviluppare una cultura industriale e del lavoro dissimile da quella che si è espressa nel ciclo dell’auto e metalmeccanico, ma anche per le sue idee all'avanguardia su temi culturali, in un contesto sociale ancora molto chiuso ed ipocritamente e marcatamente omofobo. Non è stato facile muoversi in certi ambiti, ma egli è stato considerevole anche per il contributo che ha dato alla riqualificazione dell’immagine di Torino e del Piemonte nel mondo. Convincere Aldo Rossi (architetto) alla progettazione e realizzazione di CASA AURORA ha significato poter dare un primo segnale di contemporaneità alla città di Torino. Ed ancora, la sua sensibilità estetica ha avvicinato alla città di Torino artisti quali Germano Celant, Gilbert Zorio, Giovanni Anselmo, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Mario Mertz, Claes Oldenburg, Coosje van Bruggen, Frank Gehry mostrando notevole valore all'arte contemporanea. Infine, personaggi come Pino dell'Aquila, Luciano Gagliardi (entrambi fotografi), Piero Levi (grafico) e Marco Silombria della C.G.S hanno dato lustro alle varie campagne pubblicitarie lanciate. Ma la cosa più eccezionale e significativa è che Marco Rivetti è stato fondamentale per la storia internazionale della moda e del costume, in quanto ha lanciato nel mondo il Made in Italy. E' stato lui, con la sua forte personalità costruttiva, la sua sensibilità e il suo modo di essere affabile e intelligente (qualità derivanti forse dalla sua omosessualità) che ha fatto conoscere al mondo le griffe ed i marchi degli stilisti, creando preziose collaborazioni con alcune forti personalità della moda. Gli stilisti mettevano le idee e il GFT, che era un'imponente e solida azienda, garantiva la produzione e la diffusione della moda italiana. E' lui che ha veicolato la creatività di molti sarti stilisti affinchè potesse sposarsi al sapere industriale e distributivo della maggior azienda dell'abbigliamento europeo dell'epoca, il GFT. E così Valentino, Giorgio Armani, , NicolaTrussardi, Emanuel Ungaro, Luciano Soprani, Louis Feraud, Pierre Cardin, Calvin Klein, Claude Montana, Massimo Osti, Christian Dior, Joseph Abboud, Jimmy Taverniti, Chiara Boni, Ottavio Missoni (soprannominato Tai) , Gianni Versace, Gianfranco Ferrè e tanti altri ancora sono diventati famosi. Marco Rivetti è stato anche un esponente di rilievo nella storia della globalizzazione industriale, che evidenzia l’evoluzione ma anche l’arretramento di molti diritti acquisiti, tra vecchie e nuove strategie di flessibilità, tra vecchi e nuovi ruoli di lavoratori e lavoratrici, di consumatori e consumatrici nella storia dell’ occidente e delle nuove frontiere del mondo. In poche parole , egli ha contribuito ad influenzare il contrasto fra l’affermazione dei diritti sociali e sindacali dell’ Occidente e la negazione di questi diritti in Cina, India e in altri paesi, che, anche per questo sono diventati concorrenziali e leader nel mondo. Tuttavia, le politiche di insiderizzazione, delocalizzazione e internazionalizzazione permisero al Gruppo Gft di raggiungere una posizione di monopolio, di leadership nel settore dell'abbigliamento, predeterminando le linee della moda, ed i bilanci aziendali mai furono in deficit ma rimasero in attivo fino al 1992. A questo periodo, di grande splendore per il GFT, ne susseguirono altri molto bui che ne decretarono la chiusura definitiva e anche il decesso dell'illustre Marco Rivetti. Il GFT era cresciuto troppo velocemente negli anni '80 tanto da sembrare una trottola che rifulgeva di colori inebrianti ma comunque in grado di poggiarsi su un minuscolo ma tenacissimo perno: il senso del dovere di tutte le maestranze, di tutti i dipendenti , dai livelli più umili dell'organizzazione, di tutte quelle donne che con un'autoformazione professionale supplivano alle carenze di molti capi, troppo spesso incapaci a svolgere il loro ruolo . La solita vecchia storia : troppi detentori del potere non l'avevano acquisito per competenza e tutto ciò permise l'entrata in pista di quello sporco mondo della finanza. Dal '92 in poi , il Gruppo GFT finì in una marea di guai finanziari per un forte indebitamento con le banche e con vari istituti di credito. I colpevoli di questo scempio furono i signori di Citibank, Crt, Istituto San Paolo, Ambroveneto, Bnl che insieme a Gemina, Mediobanca, Maurizio Romiti (figlio di Cesare ), Signoroni e altri finanzieri misero in ginocchio l'azienda. Infine GEMINA ed HDP ne assunsero il controllo estromettendo la famiglia RIVETTI. Ebbene, io sono proprio convinta che questa fu la causa reale della scomparsa , della morte fisica di Marco Rivetti che avvenne prematuramente all'età di 52 anni nel 1996. Certamente fu una malattia a portarlo via (forse un tumore ai polmoni) ma è bene sottolineare che le difese immunitarie calano quando i dispiaceri aumentano e Marco Rivetti ha sofferto moltissimo per questa débacle. Deve essere assolutamente risarcito dalla memoria storica. Per questo, a 20 anni dalla sua scomparsa, il Castello di Rivoli (di cui Marco Rivetti fu grande sostenitore e direttore) gli dedica una giornata di studio il prossimo 7 luglio 2016. Speriamo che la storia renda giustizia alla memoria di questo considerevole personaggio. Lui, che amava le letture progressiste e che era rimasto affascinato da "L'uomo senza qualità" di Robert Musil, in cui veniva tracciato il profilo di un magnate d’industria che voleva dare un’anima al capitalismo, dovrebbe esserne contento considerato che . durante la sua vita, cercò sovente di rendere partecipe il GFT ad un processo culturale che facesse da contrappunto alle notevoli risorse materiali prodotte dalla sua azienda. Con lui è scomparso il capitalismo dal volto umano.
cfr. · Archivio di Stato di Torino - http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/...
· Gruppo Finanziario Tessile in Enciclopedia Treccani - http://www.treccani.it/enciclopedia/gruppo-finanziario-tessile/ ·
Gruppo Finanziario Tessile in Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_Finanziario_Tessile
· Golzio Elsa Aimone Ricerca condotta sui fondi Archivio GruppoGFT in Archivio di Stato, 1989 ·
– Jolanda Bonino A.R.D.P., L’archivio del GFT-Gruppo Finanziario Tessile - http://www.archiviodonnepiemonte.it/...
· Facebook, GFT Gruppo Pubblico https://www.facebook.com/groups/381...
· Vera Schiavazzi, Quando il GFT vestiva con i suoi abiti "democratici", La repubblica, 21-11-2014 http://ricerca.repubblica.it/repubb...
· Alma Teatro, Scambiaidee - Raccontare il lavoro - storie di donne nel Gruppo Finanziario Tessile http://www.lombroso16.it/attivita/raccontare-il-lavoro-storie-di-donne-nel-gruppo-finanziario-tessile/25018421773
· Liliana Ellena, ARDP - Scrivere la Storia del GFT - http://www.archiviodonnepiemonte.it/scrivere-la-storia-del-gft/
· you tube Confezioni Marus Gruppo Finanziario Tessile https://www.youtube.com/watch?v=ZyfqEAzmZF0
· Jolanda Bonino, Gruppo Finanziario Tessile -DALLA RETE: ARTI, MUSICA E CULTURA , storie di donne del Gruppo Finanziario Tessile http://www.noidonne.org/blog.php?ID=05971
· Jolanda Bonno, articoli sul Gruppo Finanziario Tessile, IL GFT - , Il Canocchiale, Le mani nei capelli http://lemanineicapelli.ilcannocchiale.it/...
· Giorgio Sasso, "GFT , Il lavoro appeso a un filo ", ALT Associazione delle lavoratrici e dei lavoratori torinesi, novembre 1992 in Arch. Storico Gramsci, Torino, Fondo Jolanda Bonino
· Jolanda Bonino, Alma Choiach, Daniela Costantini, Lucia Grazia Iannolino, Imelda Marcati , Laura Scagliotti - GFT, "ISOLA FELICE" ? -in La Repubblica Lettere, Torino 25-07-1990 in Arch. Storico Gramsci, Torino, Fondo Jolanda Bonino
· Arch. Storico Gramsci, Fondi personali , Bonino Jolanda, www.gramscitorino.it/images/area_pe...
- · Fondazione Vera Nocentini, Fondi personali, Bonino Jolanda http://www.fondazioneveranocentini.it/...
· Jolanda Bonino , "Carmen Casapieri, frammenti di vita. Testimonianze e documenti. Profilo di una sindacalista di frontiera”, Lupieri Editore, Torino, novembre 2005; internetculturale.it/opencms/ricerc...
· Castello Rivoli ricorda Marco Rivetti Imprenditore e mecenate, presidente di Gft e Castello di Rivoli http://www.ansa.it/piemonte/notizie...
· Castello di Rivoli, Arte e Impresa. Omaggio a Marco Rivetti http://www.castellodirivoli.org/art...
- https://www.facebook.com/notes/jolanda-bonino/due-parole-su-marco-rivetti-biella-1943-torino-1996-/1181310531900123

Jolanda Bonino, già Responsabile archivio Storico GruppoGFT , già RSU e RLS dei lavoratori e lavoratrici GFT di Torino
Torino 04 luglio 2016   

4 novembre 2015

ROLANDO MANES, persona di grande VALORE e CORAGGIO

E' spirato stamani. Lavorò al GFT di S.Damiano d’Asti, era anche del.sindacale ed ora (2015) esponente di rilievo del Movimento LOTTA AL CYBERCRIME in Italia.
E mancato il  31 ottobre 2015 ed i funerali sono stati  lunedì 2 novembre 2015 (commemorazione dei defunti) - partenza dall'Ospedale Cardinal Massaia di San Damiano d' Asti alle ore 15
alle ore 15,30 Chiesa San Vincenzo di S. Damiano d'Asti

Rolando MANES, amico mio carissimo e compagno di tante lotte sociali e sindacali, di quelle forti in cui ci si mette il cuore e l'anima, quelle che ti prendono anche la salute per la presa di coscienza che noi, in questo mondo, siamo solo dei minuscoli pallini mentre imperversano ingiustizie, malvessazioni e sporchi traffici. Sono quelle battaglie che alla fine ti lasciano depressione e disgusto per il senso d'impotenza che si matura col tempo. E tu ne sei rimasto coinvolto perchè hai sempre creduto in un mondo migliore.
Ci vedevamo poco ma bastava uno sguardo per capirci fino in fondo e procedere con gli stessi intenti perchè eravamo entrambi, personaggi fuori dal coro su tante vicende sociali e sindacali che abbiamo condotto insieme con grande solerzia ed energia , soprattutto quelle del GFT Gruppo Finanziario Tessile , dove esercitavamo il ruolo di delegati e dirigenti sindacali e rappresentanti delle lavoratrici e lavoratori. Grazie Rolando per avermi insegnato a riflettere meglio su tante questioni che si potevano superare solo con la saggezza. La tua onestà materiale ed intellettuale ha impregnto, con le tue azioni, la storia sociale e sindacale del nostro Paese.
Idealista, puro, generoso, gentile, buono e molto intelligente (troppo per questo mondo) hai pagato con la vita anche per l'impegno profuso per lotte quali amianto, qualità della vita . E la malasorte ti ha regalato questo tremendo tumore ai polmoni . Troopo giovane per morire e troppo prezioso per questa società . Ci mancherai IMMENSAMENTE .
Ho il cuore gonfio di dolore e mentre le lacrime mi scivolano lungo le guance, invito il magistrato Guariniello ad indagare sulla qualità dell'aria del tuo paese, San Damiano d'Asti , che ha conquistato la maglia nera per l'inquinamento da benzene e altri poveri sottili. Di sicuro il tuo male ha avuto queste origini . cfr. http://www.lastampa.it/2015/02/25/e...
Carissimo Rolando, avevi messo a disposizione il tuo tempo anche in questa nostra ultima battaglia : la lotta al Cybercrime in Italia e sei stato , insieme a Giovanni Gianni Candelo, il primo ad affiancarmi nel movimento. Eri diventato un grande riferimento ed un valido esperto soprattutto per le vicende che riguardavano i paesi dell'Est e ora restiamo senza l'Esperto. Sigh sigh .
Ti salutano con grande amore e spiritualità tutte le persone del Movimento Lotta al Cybercrime in Italia , tutti quelli che ti abbiamo amato ed ammirato quando lavoravamo al Gruppo Finanziario Tessile e ti assicuriamo che proseguiremo con tenacia ed impegno le battaglie intraprese con te.
Grazie Rolando, grazie per tutto quello che ci hai dato.
CIAO PER SEMPRE

Jolanda Bonino , volontari del Movimento Lotta al Cybercrime Italia , le ex e gli ex lavoratori del Gruppo Finanziario Tessile GFT.
Torino 31 ottobre 2016

26 settembre 2015

Il Gruppo GFT NET (1887-2003) e GABRIELE Pajno FERRARA (1948-2015)

A tutti gli ex colleghi e ex colleghe delGFT GruppoFinanziario Tessile devo comunicare un triste lutto: Domenica sera èmancato il Dr. Gabriele Ferrara Pajno. Stasera (8settembre 2015) alle ore 19,30ci sarà il rosario in Chiesa Parrocchia Santi Angeli Custodi via San Quintino 37- TORINO e domani il funerale alle ore 11,30 stessa Chiesa.

        Gabriele PAJNOera il Responsabile delle Relazioni Interne ed Esterne, delle RelazioniSindacali  e Responsabile del Personale della Holding  GRUPPO GFTNET, che aveva la sede a Torino. In seguito fu autorevole dirigente dell'UnioneIndustriale di Torino, Amministratore Delegato di Skillab, Presidente del CSAO(CentroSicurezza Applicata all'Organizzazione) . Era del 1948. Un gravemale  lo ha consumato.

        E' venuto al GFTverso la metà degli anni '80 ed è stato impegnato con grande maestria ecapacità nel doloroso percorso della crisi del GFT che portò poi a una definitivachiusura del maggior colosso dell'abbigliamento europeo, nell'arco di unquindicennio.  E' utile ricordare che il Gruppo Finanziario Tessile vantauna storia affascinante ed indimenticabile. Lanciò nel mondo il MADE INITALY già a  partire dagli anni '70 quando iniziò a produrre linee diprêt-à-porter firmate dai più noti stilisti italiani e stranieri .Valentino,Armani, Christina Dior , Ungaro, Joseph Abboud, Trussardi  sono soloalcune firme. Arrivò a possedere ben 35 società controllate, 20 delle qualiall'estero, 18 stabilimenti, 8.000 addetti, 8 milioni di capi prodotti ognianno.  Una grande ed importante azienda, già famosa alcuni decenni prima,ecioè negli anni '50 , quando aveva adottato la strategia della riconversionedel  suo sistema produttivo che portò alla confezione degli abiti inserie. La rivoluzione delle taglie, che da 20 passarono a 120, fu il fruttodi un originale studio antropometrico sulla popolazione italiana.  Famosierano i marchi FACIS e SIDI per l'uomo  e CORI per la donna. Il GFTaveva contemporaneamente creato delle catene di negozi di distribuzione ,unificando e sviluppando il mercato dell'abbigliamento (rete didistribuzione MARUS,ALFA, A. Confezionie e  FABBRICHE RIUNITE, SIM ARBITER per i tessuti)

cfr.      http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/work/entedett.php?eid=1

 -  http://www.archiviodonnepiemonte.it/?page_id=49

- https://www.facebook.com/notes/jolanda-bonino/2-larchivio-storico-del-gruppo-gft/839733442724502

-   https://www.facebook.com/notes/jolanda-bonino/1-italy-torino-citta-della-moda-e-del-gft/839234689441044

        In seguito, nel1995 il controllo del Gruppo FinanziarioTessile GFT fu acquisito dalla GEMINAche nel 1997 trasferì le attività inerenti moda e abbigliamento  alla HdP(Holding di partecipazioni industriali).

        Toccò al dr.Pajno ocuparsi e gestire le sofferte dismissioni, terziarizzazioni ,cessioni e smaltimento degli stabilimenti, decentramento produttivo,delocalizzazione , processo definito in gergo "spezzatino aziendale" fino alla definitiva chiusura dell'intero  GRUPPO GFT nel 2003 .   GabrielePajno, insieme a Roberto Bruschi ( deceduto un paio di anni fa)  ful'ultimodirigente incaricato a spegnerne le luci nel 2004.

        L'entrata dura ecalcolata della holding finanziaria HDP di Milano della prima metàannni'90 del secolo scorso aveva tale obiettivo, oltre esautorare  lacittà di TORINO fino ad allora capitale della moda italiana e trasferirne ilprimato alla città di  Milano. Tale strategia fu messa in opera dai  "finanzieri" con cinismo e crudeltà, caratteristiche tipiche di quelmondo , gente senza anima e cuore, a cui interessa solo il denaro consideratoche non si fecero scrupoli a scardinare e minare  profondamente il modelloindustriale-padronale e produttivo della famiglia Rivetti.  

        Furono periodimolto  buii ,  tristi e allucinanti per chi li ha vissuti . Unacatastrofe vera e propria per tanta gente e tante famiglie.  E' stataun'esperienza che ha influenzato la storia internazionale del lavoro, dellamoda, del costume e che ha fatto da apri-pista alle immediate e successivestrategie della FIAT.

        Anche  iopartecipai a questo triste processo, a questa ineluttabile débâcle,  maero una delle delegate sindacali dei lavoratori e lavoratrici .  Avevostima del dr. Pajno , persona aperta al dialogo, che oltre l'intelligenzacercava di metterci anche il cuore. Più  volte avevo colto e apprezzatoalcune mosse. Credo sia stato  difficile e tormentoso per lui  stareda quella parte e occuparsi di dismissioni e conseguenti licenziamenti. E unprocesso tremendamente forte , penoso, infelice e straziante (alle volte) per ivari casi umani da trattare e gestire con noi del Sindacato o senza di noi.

        Ricordardone le doti umane   e professionali , faccio presente che NESSUNO muoreper sempre  perchè la STORIA può farne  rivivere le idee e isentimenti e offrire insegnamenti.  Nessuno di noi vorrebbe veder morirechi ha toccato qualche aspetto significativo della propria esistenza, e, ilfatto che siano tutti votati alla scomparsa, produce in noi un sentimentoprofondo e pieno di mistero.

        Ogni vita è unasuccessione di idee ed è un peccato che si debba interrompere.   Qualcunodisse una volta che "la morte è il modo che ha la vita di dirti che seistato licenziato" .. Sigh sigh c'è molta amarezza , soprattutto quandosi è ancora giovani  per morire e lui lo era...  E' stato l'ultimodella dinastia dei dirigenti GFT INTERNATIONAL  impegnati nelle RelazioniSindacali di quel funesto periodo, fatta eccezione di una sparuta minoranza(Giancarlo  Sivornino, Edoardo Patrone   e De Stefanis che godono -per fortuna - di ottima salute, e dei molto più giovani Enzo Vozza eMorosinotto) . Anche i Rivetti del GRUPPO FINANZIARIO TESSILE  sono tutti deceduti , e anche abbastanzagiovani. Fa eccezione  Carlo Rivetti chevive in Emilia-Romagna e a Milano.

 

 

Jolanda Bonino

ex Responsabile Archivio Storico del GRUPPOGFT

donato all'Archivio di Stato di Torino(Italy)

ed ex dirigente sindacale e delegata deilavoratori e lavoratrici del GFT NET

30 novembre 2014

ITALY TURIN - LE DONNE DEL GFT si RACCONTANO

 L'ARDP   Archivio delle Donne in Piemonte presenta  SABATO    22 novembre 2014  presso CASCINA LA MARCHESA -Circ 6 -  Corso Vercelli 141 Torino -  " RACCONTARE IL LAVORO  - STORIE DI DONNE  nel GRUPPO FINANZIARIO TESSILE

                      Molte donne del GFT , espulse dall'azienda  in vari momenti di crisi e di decadenza,  come l'ultima fase vissuta nel  GRUPPO FINANZIARIO TESSILE estinto definitivamente una decina di anni fa', raccontano le loro straordinarie STORIE  PERSONALI , intrecciate  alla storia aziendale,  sociale, sindacale politica e storia della comunicazione e immagine.

                La storia del GFT è' una storia , unica e irripetibile che tesse  storie di  vita di molte donne, uomini, famiglie imprenditoriali ma soprattutto FAMIGLIE di LAVORATRICI e LAVORATORI  che hanno sperimentato condizioni e modalità di lavoro differenti dal modello tradizionale e che hanno vissuto l’entusiasmo del boom economico  ma anche la sofferenza e la disperazione dovuta alle pesanti crisi  sociali, alle congiunture   del settore tessile-abbigliamento e soprattutto al  crollo e  disfacimento progressivo del GRUPPO FINANZIARIO TESSILE 

        La storia non è solo  il frutto di fonti scritte ,  documentazione varia,  grafica e iconografica,anche le  fonti orali ( interviste e testimonianze) conferiscono attendibilità scientifica . La storia orale (oral history ) documenta ed è in grado di  completare buchi sconosciuti,   periodi oscuri o poco chiari e la storia di genere è  ormai ritenuta  fondamentale perchè  la VOCE delle donne  può dare una grande visibilità alla   ricostruzione di eventi del passato.

        In questo senso  , l'Archivio delle Donne in Piemonte ,  offre, nel caso della "vicenda GFT Gruppo Finanziario Tessile" un significativo contributo al rinnovamento ella storia sociale.              

vedere anche

 http://www.archiviodonnepiemonte.it/?page_id=774     generale

http://www.archiviodonnepiemonte.it/?page_id=49   jolandabonino

http://www.cr.piemonte.it/attivita/comunicati/2007/05_maggio_2007/pdf/programma_convegno_archivio.pdf

       http://www.archiviodonnepiemonte.it/wp-content/uploads/2011/01/scansione0005.jpg

Jolanda Bonino

Archivio storico ex Gruppo GFT Gruppo Finanziario Tessile

ARDP   Archivio delle Donne in Piemonte

 

Torino,17  novembre 2014

30 novembre 2014

TORINO era CITTA' DELLA MODA

Nell'ambito del progetto MANUTENZIONE DELLA  MEMORIA TERRITORILE  viene  presentato l'archivio del G.F.T.  GRUPPO FINANZIARO TESSILE ,  azienda leader del  settore tessile-abbigliamento(1865-2004), che lanciò il MDE IN ITALY nel mondo venerdì 21novembre 2014 (9.30 - 17)ARCH.di STATO piazza Mollino 1 TORINO  ITALIA

              Questo Archivio storico che è collocato in  Aarchivio di Stato di Torino rappresenta una memoria salvata, una memoria pubblica, un lascito permanente di documentazione priva di forme autoapologetiche.  

              Diversamente da altre famiglie di imprenditori,  i Rivetti,  già nei primissimi anni ’80, avviarono  un’opera di sistemazione e assetto stabile delle fonti documentali del GFT e a partire dal 1986, avviammo un progetto di censimento, salvaguardia, e sistemazione dei materiali custoditi nei suoi molteplici depositi aziendali.  Il progetto  si concluse nel 1994 quando laproprietà passò allaHDP, holding finanziaria, che avendo altri interessi, rinunciò alla conservazione della memoria.

              La brusca interruzione del progetto comportò, oltre al mancato completamentodella prevista stesura definitiva degli elenchi, anche il mio allontanamento dal progetto con l’affidamento ad altre mansioni.   In ultimo, quindi, privilegiai il salvataggio della molta documentazione rimasta, che sarebbe andata dispersa, o, peggio ancora distrutta, inventariando e inscatolando velocemente più materiale possibile. Ora gli elenchi sono stati redatti da autorevoli archiviste e sono  pronti per la consultazione.

              Approfitto per far conoscere  che esiste altra  documentazione che presto verrà scansita e riprodotta anche in FACEBOOK.  Altro materiale è è presente all'ARDP Archivio delle Donne in Piemonte, alla Fondazione GRAMSCI, alla FONDAZIONE VERA NOCENTINI  e alla FONDAZIONE SALVEMINI tutti archivi di TORINO (ITALY).

Durante la giornata , interverrano,tra gli altri :

Marco Carassi direttore scientificodel progetto,  Barbara Bertini e Isabella Massarò Ricci -  DirettriciArchivio di Stto di Torino,Giuseppe Berta e Elisabetta Merlo - UiversitàBocconi Milano, Carlo Rivettiazionista e manager GFT,  AnnaMartinadirettrice Comunicazione e Immagine  Leopoldo Borzino manager GFTed auterevolistudiosi  ed esperti .

  il link ai materiali dell'archivio di stato:

http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/work/nav3.php?uid=441336&pd=AS

Jolanda Bonino , Archivio storicoex Gruppo GFT Gruppo Finanziario Tessile ,  ARDP   Archivio delle Donne in Piemonte

Torino, 16 novembre 2014

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