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QUANDO LO SCETTICISMO SI TRADUCE IN UN SEMPLICE GESTO.
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21 febbraio 2016

l furto dei sentimenti è più grave di quello economico

Questa ennesima vicenda di truffa sentimentale dovrebbe far riflettere chi , finora, ha preso sottogamba le truffe affettive e sentimentali, affinchè non capitino più epiloghi coma la storia di Castellamonte, dove Gloria Kosboch è sparita nel nulla.
Questa storia ci è stata inviata, a distanza di diversi mesi dalla sua fine, dalla milanese Elena Mavrin , donna attraente in età matura, elegante , sensibile ed intelligente. Il truffacuori di turno si fa chiamare Ricardo Miguel Cappeli (nome , identità e foto usurpate ad un 53enne francese ). Abbiamo trovato più profili con le medesime fotografie e altri che hanno altri nominativi sia su Skype , Nirvan, e Facebook . Alcuni sono ancora esistenti.
Scrive Elena:
"Finalmente riesco a raccontare questa mia vicenda molto sofferta che mi ha costretta ad assumere psicofarmaci che ancora uso. Ogni volta che prendevo la penna in mano, ripensando a ciò che avevo provato, non facevo altro che piangere in continuazione. Ritenendo però che la mia storia possa essere d'aiuto ad altre persone, ho deciso di renderla pubblica, scrivendo di getto.
Era il gennaio del 2015 e, in profonda crisi per un' altra avventura sentimentale del mio ex marito con una donna giovanissima, mi sentivo a pezzi come a pezzi era andato il mio legame con lui. Un'amica ha pensato bene di iscrivermi su NIRVAM, che è uno dei siti più noti in Italia, tanto per svagarmi un po' e per poter coltivare nuove amicizie.
Vengo contattata da diversi uomini, tra cui molti giovani, ai quali rifiuto l'amicizia perchè preferisco orientarmi su uomini oltre i cinquant'anni e soprattutto non sposati.
Come fotografia ne avevo inserita una in cui indossavo un maglione a collo alto, un'immagine sobria che non prestasse il fianco a fraintendimenti o ambiguità.
Appena iscritta vengo quasi subito contatta da un tizio di Montecarlo che si pone in modo molto disinvolto e gentile e che si chiama Ricardo Miguel Cappeli .
Dalla foto sembra essere un uomo ancora abbastanza giovane, vestito semplicemente e la foto sembra essere stata scattata in una casa modesta. Mi dice "Ciao, lavoro nel campo del "cioccolato"e vorrei conoscere qualcosa in più su di te". Dal suo profilo noto che ha pochi contatti e solo femminili; sono solo otto ed il suo profilo è quasi sempre inattivo. Ne capirò il motivo soltanto molto tempo dopo, quando ebbi compreso quali erano le sue astuzie e le sue falsità. In pratica lui preferiva mantenere i contatti principalmente attraverso la posta elettronica (Gmail ) e le conversazioni avvenivano tramite Skype. In questo modo le tracce relative ai messaggi e alle conversazioni sono più difficili da verificare. Il sito NIRVAM serviva solo per "agganciare" le donne.
Mi confida di essere stato cresciuto soltanto dalla madre, sostenendo che era "una gran donna"; mentre il padre era sparito. Dice di avere una figlia di 4 anni, di cui mi manda la foto ed un'altra di 18 che vive con la madre in Belgio.
Nel corso di queste iniziali confidenze, ecco il primo equivoco : ".. sono di origine spagnola" gli scappa detto in una delle prime conversazioni, ma l'affermazione risulterà in seguito diversa perchè in un'altra occasione dirà che suo padre era italiano e che io mi sbagliavo. Invece, non mi sbagliavo affatto, considerato che mi annotavo su un libretto le caratteristiche degli uomini che mi interessavano per non fare brutte figure , visto che ho poca memoria.
Mentre dialogo con lui, porto avanti anche una conversazione con un italiano ed ogni tanto saluto Miguel Cappeli che aspetta, sempre paziente ed è felice dei miei rari messaggi. Un giorno, gli confido che sono in difficoltà con l'interlocutore italiano e lui saggiamente mi dice di non prendere nessuna iniziativa e di avere cura di me. In seguito, prendiamo a chattare noi due e lui mi chiede il perchè mi trovassi su una chat, se sono vedova e altre cose di poco conto. Vuole che gli racconti come svolgo la mia giornata e vuol conoscere le mie abitudini.
Vorrei vederlo e chiacchierare su Skype; gli chiedo di farlo, ma mi dice che con Skype ha delle difficoltà perchè ha una versione vecchia e deve reinstallare la nuova non appena troverà il tempo per farlo. Mi dice di essere molto indaffarato e così la nostra storia va avanti per diverso tempo utilizzando solo NIRVAM.
Quando Miguel si attiva su Skype, lo intravedo una volta al buio ma non capisco quali siano le sue fattezze, non so dire come fosse, era tutto così buio, mentre lui afferma di vedermi chiaramente. Prendiamo la consuetudine di scriverci per ore la sera. Lui mi dice di essere a casa, ma non è sempre così perchè quando parliamo su Skype sento in sottofondo le risate di un sacco di ragazzi che lui dice essere i suoi nipoti.
Una sera gli accenno su Skype "La vie en rose" di Edith Piaf, ma Miguel non raccoglie le allusioni e cioè l'ingenuo ottimismo, la fede nell'amore e la mancanza di preoccupazioni per il futuro e tanti altri concetti presenti nella canzone. Mi infastidisco perchè è molto difficile sentire la sua voce a causa del cattivo funzionamento di Skype (da parte sua) . Questo e altri inconvenienti , quali la continua caduta della linea , errori come ad esempio la vista di un'immagine improvvisa di una giovane donna di colore seduta in una modestissima casa, mi allontanano un po' da lui, ma poi continuiamo a sentirci perchè le sue parole e i suoi discorsi mi coinvolgono sempre di più e mi danno tanta gioia.
Le poche volte che ho sentito la sua voce, era molto gradevole, come la parlata dei francesi benchè le parole e le frasi erano assai lente. In genere però lui mi scriveva usando il traduttore.
Gli chiedo se lui ha la pelle scura, visto che ogni tanto gli scappava qualche parola in spagnolo, messicano , o altra lingua. Miguel si arrabbia moltissimo e nonostante lo rassicuri che sono antirazzista, egli mi ripete di sentirsi offeso, ma continua a farsi sentire regolarmente e a raccontare di sé.
Afferma di non essere un semplice operaio ma un imprenditore affermato che compie viaggi in varie parti del mondo. Gli chiedo i luoghi che ha visitato e dove ha lavorato e lui mi parla di alcuni paesi dell'Asia e dell'Africa , tipo Madagascar, Mozambico, Kemya, Tanzania e Centro Africa. Puntualmente controllo i nomi dei porti da lui accennati ma noto alcune imprecisioni che mi mettono in allarme. Nonostante ciò , continuo ad ascoltare le sue complicate vicende chiedendogli continuamente quali sono i motivi che lo tengono lontano da me. Sono incuriosita ma anche molto innamorata e desiderosa di incontrarlo.
Nel periodo in cui stiamo conversando, Miguel ha della merce ferma nelle Filippine, con un carico navale sul quale ha investito tutti i suoi risparmi. Gli chiedo se la nave attraccherà a Le Havre, il porto più vicino a Parigi, ma non mi risponde. In tutto ciò , noto che ci sono diverse questioni che non quadrano, ma sorvolo e continuo a sentirlo ogni sera, come fosse una droga . Non posso farne a meno perchè noto un forte attaccamento anche da parte di lui, sempre disponibile per me, ad ogni ora e quasi ogni volta che desidero sentirlo, pur essendo un individuo strano e improbabile. Ci diamo appuntamento tutte le sere e neanche immagino che in seguito mi verrà presentato il conto!
Fra una conversazione e l 'altra, mi comunica che si sta spostando a Parigi e che la nave era arrivata e , quindi, stava smistando la merce, ragione per cui non poteva confermarmi quando sarebbe venuto a Milano per conoscermi di persona. Dal canto mio, essendo stufa del fatto che continuava a ripetermi che non vedeva l' ora di conoscermi e poi per una questione o un'altra non veniva mai, decido di essere molto incisiva scrivendogli di farsi risentire solo quando avrebbe avuto in tasca il biglietto aereo per Milano e avesse fatto aggiustare Skype.
Ma come!? - dicevo a me stessa - Mi definiva la sua donna ideale, la donna che voleva avere al suo fianco per tutta la vita, la donna giusta con la quale costruire una famiglia, riunire le figlie, ritrovare il padre che lo aveva abbandonato per farlo conoscere alle sue figlie, mi diceva che ero la donna migliore che avesse conosciuto perchè lo sapevo ascoltare confortare ... e poi .. ancora non ci eravamo MAI visti in volto, di persona!!!! Naturalmente, Miguel non ha mollato la presa ma neanche ha tentato altro con me, forse non ero cotta ancora al punto giusto!
Le mie perplessità sono state tante, la mia indecisione cresceva giorno dopo giorno e il suo modo di fare mi destabilizzava. Pregavo di continuo affinchè ricevessi un segno che mi chiarisse le idee, che mi indicasse cosa fare. E il segnale arriva la domenica dopo Pasqua 2015 quando , stranamente mi trovo ad alzarmi alle 7 del mattino. Accendo il computer, cosa che non avevo mai fatto a quell'ora, e leggo una notizia: "Signora torinese truffata su chat da un' organizzazione nigeriana con sede in Francia". Se mi avesse colpito un fulmine avrei avuto la stessa sensazione. Chiamo immediatamente "la Repubblica" di Torino che mi mette in contatto con Jolanda Bonino, la signora truffata sentimentalmente in rete. Jolanda ed io ci ritroviamo a raccontare la stessa storia, almeno per quanto riguardava la questione dei sentimenti, i sensi di colpa che ti introiettano, il bisogno di aiutare il prossimo e riflettiamo sui vari tentativi di truffa e modalità escogitate per farmi cadere in trappola. Ora tutto mi è chiaro: era troppo bello che un uomo mi parlasse così! Non mi era mai capitato prima! Lui stava tentando di truffarmi facendo leva sui miei sentimenti.
In serata sento Miguel e gli dico di essere molto triste perché alla televisione hanno dato una notizia circa dei truffatori nigeriani che operano sulle chat per donne sole. Lui tace poi, risponde che me l'aveva detto di togliermi da Nirvam, di stare attenta perchè in quei siti girano persone malvagie. Allora, gli ho posto di nuovo la domanda: "... ma tu, Miguel, tu hai la pelle nera?" "Ma cosa credi? Cosa vuol dire questo? Ti ho mandato i documenti, il mio n° di cellulare". Queste sono state le sue risposte indignate. Tentava di farmi sentire in colpa inventando ancora altre scuse .
Mi ha cercato ancora altre volte ed ha capito che io sapevo molto sulle truffe sentimentali ed affettive. Difatti mi stavo informando dal Comitato torinese messo in piedi dalla donna truffata e col quale ho iniziato a collaborare. Mi sono così convinta , man mano che leggevo storie simili alla mia, che si trattava di un personaggio inventato. Il cervello mi metteva in guardia ma il cuore continuava ancora a sperare di essermi sbagliata. Lui del resto era arrivato a dirmi: "tu cerchi un uomo buono mia principessa? Io sono qua per te" . E' dura convincersi che è finto, molto dura.
Sono andata in depressione crescente e sono tuttora in analisi. Io non ti maledico Miguel e neppure lo faccio per altri italiani che fanno quasi lo stesso gioco, non tocca a me maledirvi, perché credo in una Giustizia Divina. E credo che sconterai il male fatto nel girone infernale dei traditori! Dante li aveva messi proprio vicini al Diavolo questi personaggi che usano menzogne e ti rubano i sentimenti e il cuore.
Elena Mavrin - Milano 3 febbraio 2016 "
Questa vicenda è assai significativa e decidiamo di pubblicarla proprio in questo periodo in cui qualche magistrato archivia denunce simili o sentenzia a favore di questi malviventi. Sicuramente ciò avviene perchè in Italia mancano normative adeguate , ma insistiamo nell'affermare che la truffa dei sentimenti è un reato gravissimo e il caso della donna sparita (o sparata ) di Castellamonte ne è un esempio, pur essendo per certi versi, un po' differente.
Nel caso di Elena, ci troviamo di fronte ad una donna che sta attraversando un periodo di fragilità psicologica essendo in un momento doloroso e delicato. Al bisogno di stabilità e sicurezza si sostituisce bruscamente la consapevolezza che i vecchi legami sono andati in frantumi e che tutto deve ricominciare da capo. E' stata profondamente ferita nell'animo dal marito che ha preferito una donna giovanissima a lei, creandole una grande caduta di autostima.
Elena è completamente all'oscuro delle insidie e dei meccanismi sia tecnici che di linguaggio che regolano la rete; si improvvisa internauta su suggerimento di un'amica che le indica un "social" come opportunità per fare nuove conoscenze, scambiare informazioni e aprirsi al futuro. Si tratta di NIRVAN che è una piazza virtuale utile anche per scambi di opinioni e interessi comuni oltre che per facilitare gli incontri tra persone single.
L'indicazione però non si rivela felice. Come spesso abbiamo sottolineato, la mancanza di conoscenza del mezzo è tra le principali cause di esposizione ai rischi in internet ed immancabilmente Elena finisce con l'incappare in uno dei trappoloni che infestano il web; il più subdolo e devastante per chi investe la propria fiducia e i propri sentimenti nella speranza di ricostruire la propria vita.
Il truffatore relazionale in questo caso si manifesta sottotraccia, senza eccessi ma con toni pacati, suadenti e quasi protettivi. E' un abilissimo truffacuori e dalle nostre ricerche su Internet risulta che abbia rubato le foto ad un personaggio ancora non identificato. Le sue foto , viste in un elenco francese di un'organizzazione di tutela delle vittime e persone usurpate sul net corrispondono a " Inconnu n°266 usurpé* - Album photos "
A tutt'oggi sono ancora presenti vari profili di costui su Facebook, Badoo e Nirvan con le foto inviate ad Elena
La storia presenta molte incongruenze e i trucchi adottati per mostrarsi senza esser visto sono persino grossolani ma nonostante tutto, il truffatore riesce a mantenere il controllo della situazione conducendo il gioco e portando la vittima a cedere al suo fascino.
In questo caso non c'è stato esborso di denaro ma solo per una circostanza fortuita. Se Elena non avesse letto la notizia dell'organizzazione nigeriana che truffa sul web donne e uomini che cascano nella sua rete, molto probabilmente , la truffa si sarebbe consumata con il famoso "aiuto economico richiesto come prestito " elargito al truffacuori di turno.
Il fatto che non ci sia stato danno economico non rende la storia meno grave; le ripercussioni emotive, l'ulteriore colpo ad un'autostima già in bilico, hanno derubato la donna della sua vita costringendola a un doloroso e lento percorso di risalita.
La truffa dei sentimenti è ancor più grave di quella economica e ci deve far riflettere.
Commissione Stesura Casi Truffe Relazionali - Movimento Lotta al Cybercrime Italia (Jolanda Bonino e Simona Manis Algisi )
Torino, 9 febbraio 2016

28 luglio 2015

La frode sentimentale sul web toccataa Fortunella Rossi

Ecco in sintesi l' esperienza diFortunella Rossi , uno dei diversi  casi ditruffa  sentimentale e romantica , affrontatidal Movimento LOTTA AL CYBERCRIME.

            Contattata tramite Messenger da unfantomatico professionista francese ( architetto), in cerca di amicizia, s'èritrovata  depositaria di sempre maggioriconfidenze studiate ad arte per carpirne la fiducia.   L'uomo, Gabriel Nicolas, presentatosi come giovane padre solo evedovo, in cerca di una madre per i suoi figli e di una compagna affettuosa, haavuto un lungo periodo di scambi epistolari (4 mesi)  durante il quale ha probabilmente studiato lagiusta tipologia di raggiro in grado di forzare le resistenze di Fortunella (nei suoi confronti ha tentato prima la strada delle lusinghe ventilando ipotetici  regali preziosi e costosi (che lei fubrescamente non ha aacettato).

            Questo è un meccanismo ormai noto che prevede l'invio di un "dono" che poifinisce invariabilmente per  arenarsi in una qualche dogana e la vittima finisce con lo sborsare cospicue somme nel tentativo di entrarne in possesso.

            Alla fine, Gabriel  ha trovato una breccia nella personalità di Fortunella,  facendo leva sui sentimenti di protezione materna, generosità e solidarietà umana. Lei,essendo  ormai innamorata di Gabriel che ha saputo entrare nei suoi spazi affettivi creandole una dipendenza emotiva ,si è sentita in "dovere" , come obbligata, a inviargli (in Costa d'Avorio dove si era momentaneamente trasferito per lavoro, prima era in Burkina Faso ) 1300,00 euro che Gabriel  le avrebbe restituito non appena giunto in Italia. Chiese il prestito perchè gli avevano rubato tutto: documenti e soldi .

            Dopo aver finto di programmare il viaggio per raggiungere Fortunella, egli doveva arrivare all'aeroporto di Roma, all' improvviso sparisce il 3 luglio 2015.

            Dopo qualche giorno fa il suo ingresso in scena una donna che fingendosi la  cugina di Gabriel  Nicolas, contatta Fortunella per avere notizie di Gabriel e dei suoi due figli gemelli che avevano il compleanno proprio in quei giorni .

            Analizzando a posteriori, il meccanismo che viene attivato é assai semplice: si crea pathos intorno alla sparizione dell'uomo per preparare le mosse successive che immancabilmente arrivano: dopo ore di attesa arriva la notizia di un gravissimo incidente che avrebbe coinvolto l'uomo e i suoi bambini riducendoli in coma. Il ricovero immediato in clinica per salvare le loro vite rende necessario l'invio di grosse somme di denaro per sostenerli. Ecco la truffa servita.

            Nel frattempo Fortunella, sempre più insospettita dalla strana storia, era già entrata in contatto con Jolanda Bonino che aveva iniziato una ricerca sul web constatando che Gabriel era un cyber criminale. Fortunella era stata poi  informata su modalità etecniche messe in campo dai truffatori e, grazie anche ai consigli un ispettore di Polizia, volontario del Movimento, ,  per cercare di ottenere maggiori  informazioni e documenti da usare in una denuncia,  ha finto di cascare nellatrappola creata per lei.

            Intanto, probabilmente con lo scopo di avvalorare ancor più la vicenda e accorciare itempi dell'invio del denaro, ha fatto la sua comparsa  un altro personaggio, un medico, che presi contatti con Fortunella, tramite FB,  aggiunge alla vicenda una nota tragicomica , in cui i truffatori manifestano un'eccessiva sicurezza in  loro stessi che li porta a grossolane ingenuità. Il medico in questione, infatti,  manda messaggi con aggiornamenti medici frequenti a Fortunella  ed arriva persino a spedire improbabili lastre via Messenger. Attualmente   (fine luglio 2015) i contatti proseguono con l' intento di ottenere informazioni più concrete in grado di incastrare i  "fantasiosi" estorsori.

            In seguito,  ad accertamenti svolti si è scoperto che l'immagine utilizzata per dar vita alla figura del medico,  è usurpata e corrisponde ad un affermato medico francese. Il Movimento, attraverso lericerche sul web e telefoniche si è già attivato affinchè il legittimo possessore sua   informato dell'avvenuto furto d' immagine al fine di poter fare  apposita denuncia agli organi competenti nelsuo paese, la Francia.

            La testimonianza e la relativa denuncia diFortunella sono state raccolte dall'Ispettore di Polizia ed ora attendiamo l'esito della vicenda


Simona Manis Algisi  e Jolanda Bonino , esperte nella lotta al cybercrime

Torino, 26 luglio 2015

18 gennaio 2015

F.B.I. e truffe on line

 

Il CYBER CRIME , fenomeno  che si basa sull'abuso informatico sta colpendo molti noi internauti e internaute sia per questioni commerciali ma anche per aspetti emozionali che fanno leva sui sentimenti   . Facciamo molta attenzione perchè è difficile perseguire coloro che ci truffano. Per questo , molti governi ed agenzie non governative investono risorse nello spionaggio, nella truffa e in altri crimini transnazionali che coinvolgono interessi economici e politici. 

E in Italia come funziona? Sembra che scarseggino risorse ... Non ho notizie di risarcimenti precisi,  mentre in Francia, in Belgio e in America esistono strutture e organizzazioni che tutelano le vittime del crimine informatico.

Si dà notizia, infatti, di un recente successo di risarcimento danni che è avvenuto  grazie all'intervento del  F.B.I.   , Federal Bureau of Investigation.

Le ultime vittorie sono legate alle americane  Margaret Sanders e  Jolanta Kasza,  che avendo denunciato le loro truffe   all'   sono riuscite ad ottenere $2000 la prima e  $ 23,886 la seconda.  Entrambe erano cadute nel  "romance sam" o "love scam",  un tipo di cyber -crime di natura sentimentale e amoroso ,  fenomeno che ha mietuto migliaia e migliaia di vittime anche in Europa , in particolare in Francia e nei paesi francofoni. Me ne sto occupando,  in questo periodo, essendone caduta  io stessa nella "rete"informatica. E così  sto notando che il problema  si sta allargando a macchia d'olio anche  in Italia,  complice anche la sottostima che gli organismi competenti dedicano ad esso.  E' vero, le denunce sono scarse ma occorre tener presente che  la maggior parte delle vittime  stenta a rendere visibile  ciò forse perchè subdora ritorsioni ,e teme la derisione pubblica, dei famigliari e degli amici  che  ci bollano  come  "creduloni" o "persone deboli".

Teniano inoltre conto che  la  difesa sociale internazionale è impegnata nell'individuare e denunciare tali attori di truffe cyber crime alla Corte Internazionale dell'Aja . Nonostante ciò,  in Italia si prende abbastanza sottogamba l'argomento, anche per le leggi esistenti.

Non giova , poi,   che la polizia informatica abbia carenze di organico e  che gli abbiano messo in opera dei veri tagli finanziari governativi . Non sono , inoltre, da sottovalutare i rapporti internazionali fra le varie polizie che sono carenti e difficoltosi.  Sicchè i truffatori e le truffatrici della rete hanno buon gioco, soprattutto se sono coinvolti i  paesi africani, medio orientali dove , per esempio in Africa, la polizia locale non collabora oppure pare sia corrotta.

Che fare dunque? La cosa migliore è far emergere che il cyber crime è  assai diffuso ma ancora misconosciuto a tanti.

 

 

CVCP  Comitato Vittime Cybercrime Piemonte

18 gennaio 2014

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