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27 dicembre 2015

J'accuse: in ricordo di Rolando Manes (ex GFT e attivista Movimento Lotta Cybercrime Italia) ad un mese dalla sua morte

J'accuse: in ricordo di Rolando Manes ad un mese dalla sua morte, avvenuta il 31 ottobre 2015
"L'ho incontrato un' unica volta a giugno 2015, in occasione della prima riunione dei volontari Movimento Lotta Cybercrime a cui partecipavo; ci siamo presentati e abbiamo chiacchierato un po' all'arrivo, un'altra chiacchierata al momento del commiato; mai visto prima, più incontrato in seguito; solo un messaggio su facebook tra noi: la malattia lo stava già consumando. Continuo a chiedermi perchè la sua morte mi abbia così sconvolta, eppure quando Jolanda mi disse della presenza di una massa dietro l'occhio, il pensiero di qualcosa di grave mi si presentò subito. Le notizie del decorso dopo l'inizio della chemioterapia non lasciavano presagire nulla di buono. Ho vissuto con mio padre il cammino di un malato di tumore in stadio avanzato, certo questo mi ha messo sull'avviso, certo questo mi ha coinvolta, esponendomi emotivamente più di quanto pensassi possibile. In questi ultimi anni ho dovuto salutare parenti e amici cari dopo anni di sofferenze o spietate veloci malattie e per quanto li amassi, in nessun caso ho vissuto la notizia della loro morte come uno schiaffo bruciante in viso.
Cosa può avermi colpita in quest'uomo visto una sola volta, tanto da farmi stare così? Ripercorro le poche ore del nostro incontro e in ogni parola, sguardo, movimento o gesto rivedo l'uomo che mi è stato poi descritto in seguito. Un uomo limpido come i suoi occhi chiari e dolci, avvezzo alla fatica di vivere lottando per la propria e l'altrui dignità, tollerante e scevro dalla frenesia del giudizio superficiale e tranciante. Un uomo buono, in un mondo in cui la bontà è una colpa spesso sbeffeggiata e da circoscrivere. "
Lo ricorda Jolanda Bonino: "Rolando Manes ha lavorato al GFT, Gruppo Finanziario Tessile che aveva due stabilimenti anche a San Damiano d'Asti, fino alla crisi determinata dal mondo finanziario che ne ha sancito la chiusura. All'epoca, organizzammo una gigantesca manifestazione sindacale proprio a San Damiano perchè la chiusura dei due stabilimenti aveva messo in ginocchio moltissime famiglie e l'intera economia della zona. Rolando era in prima linea in modo determinato ma lontano da spinte violente anche solo verbali, quel che gli interessava era la salvaguardia del lavoro e della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici. Detestava gli intrallazzi da cui non si faceva impiastrare. Era veramente una brava persona, altruista, buono, puro, generoso, leale e molto onesto. E' stato un dirigente sindacale della Filtea CGIL (settore tessile), ma ancor più un bravo delegato sindacale RSU e RLS (rappresentante sindacale unitario e per la sicurezza dei lavoratori e lavoratrici del GFT di San Damiano (AT). Anni di lotte, battaglie, qualche vittoria e troppe sconfitte, poi la chiusura del Gruppo e la depressione, l'inserimento in un ruolo tecnico all'interno della CGIL e infine la pensione. Ha poi iniziato a collaborare con noi del Movimento Lotta al Cybercrime, anzi, è stato il primo insieme a Gianni Candelo ad affiancarmi nelle prime fasi della sua creazione e mai mi ha giudicata per il modo in cui sono caduta in quella truffa sentimental-relazionale sul web . Lui era diverso, era molto intelligente e libero dalla superficialità di giudizio tipica dei nonpensanti su argomenti nuovi. Questo è stato importante perchè mi ha sollevata dal mio stato di prostrazione e mi ha spronata ad andare avanti nel mio progetto di denuncia sociale. Lo stesso atteggiamento rispettoso e costruttivo, Rolando lo ha avuto con le altre vittime di truffe relazionali , aiutandole d destreggiarsi sul piano informatico in cui, in massima parte, erano assolutamente inesperte. Le sue capacità di ascolto ed aiuto hanno fatto crescere, nelle persone, la consapevolezza della trappola in cui si erano ritrovate, l'eleganza nel porsi le ha preservate da ulteriori ferite e danni psicologici. Non è da tutti scivolare a fianco alla gente dando aiuto, senza farne sentire il peso. Lui questo lo ha fatto."
Purtroppo il suo contributo lo ha dato per poco; un disturbo a un occhio lo ha portato, verso la metà di luglio 2015 ad intraprendere una serie di accertamenti all'Ospedale Oftalmico di Torino, dove è stato ricoverato per diversi giorni. Durante quel ricovero, vengono effettuati esami di routine e all'atto delle dimissioni gli viene consigliato di fare un esame alle ossa alle Molinette e gli si dà indicazione di rivolgersi all'Ospedale Oculistico di Padova. Questi consigli vengono dati dopo i risultati avuti da una radiografia al torace in cui non risultava esserci alcun tumore. Forse qualche sospetto di un cancro altrove viene ventilato, ma l'esito negativo dell'esame alle ossa, eseguito alle Molinette una decina di giorni dopo, fece fugare l'idea di un tumore ai polmoni e alle ossa. Ora ci si chiede: ma perchè non gli fu effettuato nessun altro esame di approfondimento ormai comunemente usato, come la TAC ?? Son tempi duri si sa ; "tagli" e "risparmio" (sulla pelle dei cittadini) son parole chiave nella sanità pubblica, alla faccia della tanto sbandierata prevenzione e della salute vera.
Con Rolando i sanitari dell'Oftalmico di Torino si limitano a segnalare, che per approfondimenti, lo dirotteranno all'Ospedale di Padova, struttura maggiormente specializzata per il caso oculistico riscontrato. Per effettuare la visita, secondo la data stabilita in base alla prenotazione fissata dall'Oftalmico, Rolando si sposta in treno, dopo alcuni giorni. All'arrivo, gli viene comunicato che mancano gli esami fatti in precedenza all' Oftalmico di Torino. Dopo una serie di telefonate, si ritiene urgente rifarli lì, con conseguente perdita di tempo e ulteriori spese di tickets. Rolando andrà poi personalmente, nei giorni successivi, a recuperare la "bustona" che l'Oftalmico aveva dimenticato di dargli o di spedire a Padova. Intanto passa altro tempo e Rolando attende ansioso notizie da parte dei sanitari che lo seguono. Li sollecita puntualmente perchè lui è persona solerte e diligente.
Rolando riparte per altre visite, va anche a Genova sapendo che ci vorrà altro tempo per ricomporre il disguido... ma è abbastanza tranquillo, sembra che dopo la diagnosi per capire cosa possa essere quella massa , potrà recuperare, almeno parzialmente, la visione dall'occhio che ormai ha perso quasi del tutto. Tutti i sanitari incontrati sembra non l'abbiano allertato a dovere perchè lui si mostra speranzoso. Certo il pensiero è sempre correlato all'occhio ma nessuno gli dice apertamente che è una questione ben più grave , ed è urgentissima da affrontare. Nonostante ciò la sua ansia cresce e lo porta a dibattersi tra scartoffie, telefonate, prenotazioni, viaggi in treno , insomma una vera "via crucis" burocratica, oltre che psicologica.
La realtà si rivelerà tristemente diversa; una volta eseguiti, i nuovi controlli riveleranno che quella che crea disturbi all'occhio è già una metastasi. Il problema originario, venuto fuori dopo la TAC e a distanza di uno o due mesi, risiede nei polmoni e cominciano a manifestarsi dei noduli al collo. Probabilmente era già un tumore in stadio avanzato! Da quel momento, per Rolando, cominciano le misure sanitarie da protocollo e le reazioni che il suo corpo gli oppone. La cura, le visite, le prenotazioni continuano; tutto sulle sue spalle e tutto o quasi, avviene a casa sua o in day hospital.
Lui già debole e stanco è ormai stufo, deve andare o mandare qualche famigliare a prenotare, a fare le varie impegnative dal medico di base e seguire tutto l'iter burocratico sanitario.
Intanto la malattia avanza , anzi galoppa. La sanità italiana, così com'è stata destrutturata negli ultimi anni, non risulta certo un'istituzione che solleva i cittadini dalle sofferenze; è piuttosto una punizione per l'esser malati. La chemioterapia aggressiva provoca delle lacerazioni intestinali che neanche gli interventi chirurgici saranno in grado di ricomporre. Addirittura , quando, in seguito a dei dolori lancinanti all'intestino viene mandato al Pronto Soccorso di Asti gli vengono prescritte ed effettuate delle purghe. A queste vicende allucinanti e all'indebolimento fisico si accompagnerà la presa di coscienza del suo stato.
Chissà se nel cercare una spiegazione a quel male che gli è cresciuto dentro silenziosamente, per poi aggredirlo all'improvviso, Rolando abbia riflettuto sulle condizioni dell'aria nella sua bella cittadina? San Damiano, da tempo, è al centro di discussioni, ricerche e indagini per la grave presenza nella sua aria di sostanze estremamente pericolose per la salute. Altissimi livelli di benzene e Pm10 sono stati rilevati costantemente e per lunghissimo tempo, senza tregua, neanche nelle ore notturne. Questo aspetto è davvero inquietante in quanto si tratta di dati tipici delle grandi città più inquinate. Solo ora, pare, si siano trovate le cause ma non si sa molto altro. Quel che si sa , in base alle ricerche scientifiche che hanno portato enormi progressi nella conoscenza di cause ed evoluzione dei tumori, è la stretta connessione tra Pm10 e cancro ai polmoni.
Tutte queste considerazioni non cambieranno le cose, Rolando non tornerà più tra noi. Di lui rimarrà però il segno e l'esempio di un UOMO che ha lavorato, per tutti i suoi anni, alla tutela e alla salvaguardia dell' esistenza di tutti, senza ricevere nel momento del bisogno neanche una parte di quanto speso nel tempo, in termini di impegno ed attenzioni degli interessi comuni. Probabile che nel corso della sua vita, si sia spesso sentito dire: "Ma chi te lo fa fare?" Già, a conti fatti viene da chiedersi chi glielo ha fatto fare... forse la coscienza e il senso di responsabilità di chi sa che il benessere di ognuno dipende dall'impegno di tutti, indistintamente?
Dell'ultimo dialogo telefonico con l'amica Jolanda Bonino, compagna di tante lotte sociali, rimane una sua frase: " Io voglio vivere". E lui vivrà nel nostro ricordo.Ciao Rolando, ciao per sempre
Torino, 30 novembre 2015
Simona Manis Algisi e Jolanda Bonino
Movimento Lotta al Cybercrime Italia 

4 novembre 2015

ROLANDO MANES, persona di grande VALORE e CORAGGIO

E' spirato stamani. Lavorò al GFT di S.Damiano d’Asti, era anche del.sindacale ed ora (2015) esponente di rilievo del Movimento LOTTA AL CYBERCRIME in Italia.
E mancato il  31 ottobre 2015 ed i funerali sono stati  lunedì 2 novembre 2015 (commemorazione dei defunti) - partenza dall'Ospedale Cardinal Massaia di San Damiano d' Asti alle ore 15
alle ore 15,30 Chiesa San Vincenzo di S. Damiano d'Asti

Rolando MANES, amico mio carissimo e compagno di tante lotte sociali e sindacali, di quelle forti in cui ci si mette il cuore e l'anima, quelle che ti prendono anche la salute per la presa di coscienza che noi, in questo mondo, siamo solo dei minuscoli pallini mentre imperversano ingiustizie, malvessazioni e sporchi traffici. Sono quelle battaglie che alla fine ti lasciano depressione e disgusto per il senso d'impotenza che si matura col tempo. E tu ne sei rimasto coinvolto perchè hai sempre creduto in un mondo migliore.
Ci vedevamo poco ma bastava uno sguardo per capirci fino in fondo e procedere con gli stessi intenti perchè eravamo entrambi, personaggi fuori dal coro su tante vicende sociali e sindacali che abbiamo condotto insieme con grande solerzia ed energia , soprattutto quelle del GFT Gruppo Finanziario Tessile , dove esercitavamo il ruolo di delegati e dirigenti sindacali e rappresentanti delle lavoratrici e lavoratori. Grazie Rolando per avermi insegnato a riflettere meglio su tante questioni che si potevano superare solo con la saggezza. La tua onestà materiale ed intellettuale ha impregnto, con le tue azioni, la storia sociale e sindacale del nostro Paese.
Idealista, puro, generoso, gentile, buono e molto intelligente (troppo per questo mondo) hai pagato con la vita anche per l'impegno profuso per lotte quali amianto, qualità della vita . E la malasorte ti ha regalato questo tremendo tumore ai polmoni . Troopo giovane per morire e troppo prezioso per questa società . Ci mancherai IMMENSAMENTE .
Ho il cuore gonfio di dolore e mentre le lacrime mi scivolano lungo le guance, invito il magistrato Guariniello ad indagare sulla qualità dell'aria del tuo paese, San Damiano d'Asti , che ha conquistato la maglia nera per l'inquinamento da benzene e altri poveri sottili. Di sicuro il tuo male ha avuto queste origini . cfr. http://www.lastampa.it/2015/02/25/e...
Carissimo Rolando, avevi messo a disposizione il tuo tempo anche in questa nostra ultima battaglia : la lotta al Cybercrime in Italia e sei stato , insieme a Giovanni Gianni Candelo, il primo ad affiancarmi nel movimento. Eri diventato un grande riferimento ed un valido esperto soprattutto per le vicende che riguardavano i paesi dell'Est e ora restiamo senza l'Esperto. Sigh sigh .
Ti salutano con grande amore e spiritualità tutte le persone del Movimento Lotta al Cybercrime in Italia , tutti quelli che ti abbiamo amato ed ammirato quando lavoravamo al Gruppo Finanziario Tessile e ti assicuriamo che proseguiremo con tenacia ed impegno le battaglie intraprese con te.
Grazie Rolando, grazie per tutto quello che ci hai dato.
CIAO PER SEMPRE

Jolanda Bonino , volontari del Movimento Lotta al Cybercrime Italia , le ex e gli ex lavoratori del Gruppo Finanziario Tessile GFT.
Torino 31 ottobre 2016

26 settembre 2015

Il Gruppo GFT NET (1887-2003) e GABRIELE Pajno FERRARA (1948-2015)

A tutti gli ex colleghi e ex colleghe delGFT GruppoFinanziario Tessile devo comunicare un triste lutto: Domenica sera èmancato il Dr. Gabriele Ferrara Pajno. Stasera (8settembre 2015) alle ore 19,30ci sarà il rosario in Chiesa Parrocchia Santi Angeli Custodi via San Quintino 37- TORINO e domani il funerale alle ore 11,30 stessa Chiesa.

        Gabriele PAJNOera il Responsabile delle Relazioni Interne ed Esterne, delle RelazioniSindacali  e Responsabile del Personale della Holding  GRUPPO GFTNET, che aveva la sede a Torino. In seguito fu autorevole dirigente dell'UnioneIndustriale di Torino, Amministratore Delegato di Skillab, Presidente del CSAO(CentroSicurezza Applicata all'Organizzazione) . Era del 1948. Un gravemale  lo ha consumato.

        E' venuto al GFTverso la metà degli anni '80 ed è stato impegnato con grande maestria ecapacità nel doloroso percorso della crisi del GFT che portò poi a una definitivachiusura del maggior colosso dell'abbigliamento europeo, nell'arco di unquindicennio.  E' utile ricordare che il Gruppo Finanziario Tessile vantauna storia affascinante ed indimenticabile. Lanciò nel mondo il MADE INITALY già a  partire dagli anni '70 quando iniziò a produrre linee diprêt-à-porter firmate dai più noti stilisti italiani e stranieri .Valentino,Armani, Christina Dior , Ungaro, Joseph Abboud, Trussardi  sono soloalcune firme. Arrivò a possedere ben 35 società controllate, 20 delle qualiall'estero, 18 stabilimenti, 8.000 addetti, 8 milioni di capi prodotti ognianno.  Una grande ed importante azienda, già famosa alcuni decenni prima,ecioè negli anni '50 , quando aveva adottato la strategia della riconversionedel  suo sistema produttivo che portò alla confezione degli abiti inserie. La rivoluzione delle taglie, che da 20 passarono a 120, fu il fruttodi un originale studio antropometrico sulla popolazione italiana.  Famosierano i marchi FACIS e SIDI per l'uomo  e CORI per la donna. Il GFTaveva contemporaneamente creato delle catene di negozi di distribuzione ,unificando e sviluppando il mercato dell'abbigliamento (rete didistribuzione MARUS,ALFA, A. Confezionie e  FABBRICHE RIUNITE, SIM ARBITER per i tessuti)

cfr.      http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/work/entedett.php?eid=1

 -  http://www.archiviodonnepiemonte.it/?page_id=49

- https://www.facebook.com/notes/jolanda-bonino/2-larchivio-storico-del-gruppo-gft/839733442724502

-   https://www.facebook.com/notes/jolanda-bonino/1-italy-torino-citta-della-moda-e-del-gft/839234689441044

        In seguito, nel1995 il controllo del Gruppo FinanziarioTessile GFT fu acquisito dalla GEMINAche nel 1997 trasferì le attività inerenti moda e abbigliamento  alla HdP(Holding di partecipazioni industriali).

        Toccò al dr.Pajno ocuparsi e gestire le sofferte dismissioni, terziarizzazioni ,cessioni e smaltimento degli stabilimenti, decentramento produttivo,delocalizzazione , processo definito in gergo "spezzatino aziendale" fino alla definitiva chiusura dell'intero  GRUPPO GFT nel 2003 .   GabrielePajno, insieme a Roberto Bruschi ( deceduto un paio di anni fa)  ful'ultimodirigente incaricato a spegnerne le luci nel 2004.

        L'entrata dura ecalcolata della holding finanziaria HDP di Milano della prima metàannni'90 del secolo scorso aveva tale obiettivo, oltre esautorare  lacittà di TORINO fino ad allora capitale della moda italiana e trasferirne ilprimato alla città di  Milano. Tale strategia fu messa in opera dai  "finanzieri" con cinismo e crudeltà, caratteristiche tipiche di quelmondo , gente senza anima e cuore, a cui interessa solo il denaro consideratoche non si fecero scrupoli a scardinare e minare  profondamente il modelloindustriale-padronale e produttivo della famiglia Rivetti.  

        Furono periodimolto  buii ,  tristi e allucinanti per chi li ha vissuti . Unacatastrofe vera e propria per tanta gente e tante famiglie.  E' stataun'esperienza che ha influenzato la storia internazionale del lavoro, dellamoda, del costume e che ha fatto da apri-pista alle immediate e successivestrategie della FIAT.

        Anche  iopartecipai a questo triste processo, a questa ineluttabile débâcle,  maero una delle delegate sindacali dei lavoratori e lavoratrici .  Avevostima del dr. Pajno , persona aperta al dialogo, che oltre l'intelligenzacercava di metterci anche il cuore. Più  volte avevo colto e apprezzatoalcune mosse. Credo sia stato  difficile e tormentoso per lui  stareda quella parte e occuparsi di dismissioni e conseguenti licenziamenti. E unprocesso tremendamente forte , penoso, infelice e straziante (alle volte) per ivari casi umani da trattare e gestire con noi del Sindacato o senza di noi.

        Ricordardone le doti umane   e professionali , faccio presente che NESSUNO muoreper sempre  perchè la STORIA può farne  rivivere le idee e isentimenti e offrire insegnamenti.  Nessuno di noi vorrebbe veder morirechi ha toccato qualche aspetto significativo della propria esistenza, e, ilfatto che siano tutti votati alla scomparsa, produce in noi un sentimentoprofondo e pieno di mistero.

        Ogni vita è unasuccessione di idee ed è un peccato che si debba interrompere.   Qualcunodisse una volta che "la morte è il modo che ha la vita di dirti che seistato licenziato" .. Sigh sigh c'è molta amarezza , soprattutto quandosi è ancora giovani  per morire e lui lo era...  E' stato l'ultimodella dinastia dei dirigenti GFT INTERNATIONAL  impegnati nelle RelazioniSindacali di quel funesto periodo, fatta eccezione di una sparuta minoranza(Giancarlo  Sivornino, Edoardo Patrone   e De Stefanis che godono -per fortuna - di ottima salute, e dei molto più giovani Enzo Vozza eMorosinotto) . Anche i Rivetti del GRUPPO FINANZIARIO TESSILE  sono tutti deceduti , e anche abbastanzagiovani. Fa eccezione  Carlo Rivetti chevive in Emilia-Romagna e a Milano.

 

 

Jolanda Bonino

ex Responsabile Archivio Storico del GRUPPOGFT

donato all'Archivio di Stato di Torino(Italy)

ed ex dirigente sindacale e delegata deilavoratori e lavoratrici del GFT NET

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