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23 settembre 2015

Campionessa del mondo Alessia Refolo. paraclimber arriva sempre più in alto

Alessia è ipovedente ed è una di quelle persone che è riuscita a dimostrare al mondo intero ciò che è invisibile a molti. Capace di imprese che riescono solo all'élite dei climber, è riuscita a diventare campionessa mondiale paraolimpica di arrampicata sportiva nell'arco di un anno. . Si è avvicinata all'arrampicata soltanto a settembre 2013 e già ad settembre  2014 era sul gradino più alto del podio deiCampionati del Mondo di Paraclimbing  inSpagna, titolo che , data la sua tenacia e bravura, credo venga riconfermato quest'autunno inInghilterra a Shieffield , il 3-4 ottobre 2015 . Il record di Alessia Refolo fa restare di stucco chiunque,  vedenti e nonv edenti. Alessia è parzialmente cieca, ha un residuo visivo molto scarso e gareggia nella specialità Lead, dove vince chi arriva più in alto. Anche nello Spead (andare più veloci) è bravissima ma lei preferisce applicarsi di più nella prima disciplina.

            Barbie climber , come viene definita dai media perchè bella, bionda, sportiva, agile e armoniosa , nasce 25 anni fa ad Ivrea. A due anni , a causa di un medicinale assunto per combattere una rara forma di tumore alla zona addominale (neuroblastoma) perde la vista quasi completamente.  Ma Alessia non si dispera e , sin da piccola fa pace con l'handicap della cecità , imparando a condire con l'ottimismo gli ostacoli che man mano le si presentano davanti. La possiamo veramente definire, unapersona  "diversamente abile"  perchè , anche se non può vedere il mondo come gli altri, utilizza con grande maestria le altre capacità sensitive vicarianti: tatto, udito , gusto, olfatto, potenzialità mnemoniche e senso di orientamento spazio-temporale, oltre adavere un talento innato per lo sport.

            Esperta nel violare i più elementari e diffusi pregiudizi sulla cecità, Alessia conduce una vita regolare, lavora in banca, vive da sola,viaggia, ascolta musica,  libri di avventura e sentimentali, esce con gli amici ed ha una passione sfrenata per la moda ed i relativi accessori , fidandosi della sua stylist girl che è sua sorella . E' anche sponsorizzata da alcune case di abbigliamento, scarpe ed  accessori e dalle palestre in cui si allena.

            Insomma la sua vita è piena, ma  tornando allo sport, è utile spendere due parole sull 'arrampicata   LEAD che prevede una serie di  percorsi in cui  aumentano progressivamente le astrusità  fino a raggiungere gradi di difficoltà al limite delle capacità umane. Ad ogni presa viene assegnato un punteggio progressivo e ha tre valori:  - se viene solo toccata;   = se viene impugnata,  +se dopo averla impugnata si inizia un movimento che però non permette di raggiungere la presa successiva.  Ovviamente il massimo punteggio si ha nell'arrivare con entrambe le mani all'ultima presa: il "top".  Insomma vince chi arriva più in alto e, quindi, la competitiva Alessia deve fidarsi di chi deve diventare i suoi occhi. Per questo , quando arrampica in gara, indossa gli auricolari bluetooth e aspetta di sentire il suo codice di comandi che si basa sulle ore dell'orologio.   Sicchè le parole chiave , i comandi della sua guida Cristina Pasquino con la quale è in grande sintonia, la fanno sentire come fosse al centro di un orologio e lei riesce a  immaginare ciò che non vede.

            E sta proprio lì la forza di chi non vede: saper cogliere con un sesto senso le indicazioni necessarie per  assemblare  una precisa immagine del mondo.  Di questo passo, tutto (quasi tutto) può diventare possibile se si ha fiducia in se stessi e Alessia Refolo ne ha a sufficienza perchè riesce a   superare molte barriere fisiche, percettive eculturali che tante volte incatenano chi ha una disabilità. Il motto "volere è  potere" le calza a pennello perchè ,  metaforicamente parlando, la forza di volontà è un muscolo da allenare e lei di esercizi ne ha fatti parecchi e continua a farli tuttora , considerato che la società è ancora così diffidente nei confronti dei "diversamente abili"

             E se qualcuno le chiede se il fatto di non vedere le reca tristezza,  lei risponde che si è a tristi solo quando non si èi n grado di volare, perchè non si potrà mai arrivare in alto. La bella eporediese  si ritiene fortunatissima  dalla vita ed è orgogliosa di essere diventata quello che è, ma se lei oggi fosse una persona con la vista a posto, non sarebbe certo diventata la bella persona che è . L'eporediese Alessia èconsapevole anche che ci si dovrebbe porre  una sfida ancor più grande, ovvero quella di poter aprire gli occhi ai vedenti, togliendo quei pregiudizi che bloccano tutto. Una cima ardua e non facile da scalare!


JolandaBonino

ResponsabileAPRI ALTO CANAVESE

Rivara,21 settembre 2015

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