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4 giugno 2013

THANK YOU, BOSS - di Sonny Delvecchio


Stadio Meazza stracolmo di gente. Il pubblico delle grandi occasioni, riservato solo a eventi dalla portata del Derby. Spalti in trepidante attesa, smaniosi di veder salire sul palco  l'unico vero re del Rock, in attesa che Elvis torni con la sua astronave e reclami quel trono.

"Bruce! Bruce!Bruce!!!". Il ruggente richiamo della folla sempre più incalzante.Lo stadio  rimbombava, sommerso dal fragore di quell'invocazione al cielo. E poi ecco entrare alla spicciolata la E Street Band. E infine il re... Dio... Ecco Bruce!

Dopo un saluto nel suo italiano da Stanlio e Ollio, il Boss spalanca le porte al suo show, esordendo con Land of Hope and Dreams. La luce soffusa del tramonto illumina ogni sua nota, caricando ulteriormente di pathos una delle perle del Boss.

Nemmeno il tempo di essersi accorti di ciò che accadeva e Bruce tira fuor spettacolarità come My Love Will Not Let you Down,l'immortale Out In the Street ela poderosa  American Land. Bruce salta,corre, canta, raccoglie le richieste del pubblico. Un riscalmento progressivo che passa per Loose Ends e Wrecking Ball, culminando nella maestosaDeath to my Hometown. A sorpresa uncartello giunge tra le mani del Boss: AtlanticCity, che anticipa di qualche minuto il tripudio per uno dei pezzi migliori della storia della Musica: The River.Bruce porta il suo pubblico nelle profondità di questa canone, la storia d'amore, di sogni irrealizzati e di disillusione e di dolci ricordi che più di ogni altra scalda le lacrime dellla stragrande maggioranza dei fan del Boss. Ma si tratta pur sempre di una festa e, dopo aver commosso il Meazza (che Bruce continua a chiamare San Siro), ecco il regalo inaspettato: per celebrare la sua quinta esibizione alla Scala del Calcio, Bruce esegue tutto l'album Born In The USA, forse l'album più completo e perfetto di tutti i tempi. Chi era a San Siro il 3 Giugno 2013porterà dentro di sè il ricordo indelebile di I'm On Fire, del silenzio concupiscente di ogni spettatore,trasportato in un mondo palpitante di emozioni. Accendendosi...

Dancing in The Dark riserva la solita baraonda che smuove San Siro dalle fondamenta, mentre Bruce fa salire sul palco un paio di ragazze, che si guadagnano l'ovazione del pubblico. Un intero album fatto tutto d'un fiato, come una birra ghiacciata quando all'ombra ci sono 40°. Il 22° Sigillo, col quale conclude l'esecuzione dell'album, è la delicatissima My Hometown, con la quale sia Bruce che il pubblico riprendono fiato, preparandosi per un finale infinito.

Shackled and Drawn, Waiting on a Sunny Day, durante la quale il Boss fa salire sul palco una bambina a cui lascia cantare un ritornello. San Siro ascolta e regala un'ovazione che quella bimba non scorderà mai. Si prosegue con The Rising, Badlands, Hungry Heart, We areAlive che portano San Siro e i presenti in un tunnel del rock, nel quale si vorrebbe restare per sempre, ancorati a quel momento, desiderando che non finisca mai. Sperando che il mondo finisca in quel preciso istante, per poter dire di aver vissuto pienamente e senza rimpianti. E mentre le emozioni si alternano, le mani plaudenti ormai arrossate e doloranti per i continui,doverosi e più che meritati applausi al Boss, ecco Born To Run, il capolavoro di Springsteen, la canzone che ha dato il La al suo successo, simbolo di lavoro e abnegazione, grazie a cui Springsteen ha iniziato la sua personale scalata al successo e quella scalata che lo avrebbe presto portato tra gli Dei della Musica.

E visto che Dio (scusate, volevo dire Bruce) non fa mancare proprio nulla ai suoi fedeli, ecco che giunge 10th Avenue Freeze-Out, seguita a ruota da un'esecuzione memorabile di Twist andShout.

In quel momento pensi di aver toccato il cielo e che nulla di più possa fartici avvicinare così tanto. Errore madornale... Il pubblico esplode in un'ovazione quasi primitiva appena capisceche Bruce sta suonando Shout di Otis Redding. Il Boss scherza con i suoi fan come nessun'altro è in grado di fare. È Costantemente tra loro, si lascia toccare, stringe innumerevoli mani. Bruce haquasi un rapporto carnale col suo pubblico, un rapporto che va al di là dell'umana comprensione. È come se fosse a suonare in un pub, tra volti conosciuti, in cui l'importante è divertirsi e stare insieme. E se c'è della buona musica tanto meglio...

Terminata Shout, la E Street Band saluta San Siro e lascia il palco, ma Bruce sente che a questa serata memorabile manca ancora qualcosa.

"One more" si legge dal labiale. Imbraccia la chitarra e si piazza al centro del palco. Solo...Guarda San Siro negli occhi e, in segno di riconoscenza, serve al pubblico forse il momento più meraviglioso della serata: Thunder Road in acustica.

È il delirio.

Una volta terminata, Bruce saluta tutti, col cuore in mano, salutando uno dei luoghi che più ha amato,luogo che ricambia il suo amore con gli interessi.

Appena uscito di scena, resta un vuoto incolmabile nell'animo, ma non solo: la musica di Springsteen lascia una gioia e una carica preziosa, che ti cambia la visione del mondo. É come se Bruce ti dicesse: "Non sei solo. Io sono con te, pronto peraffrontare qualunque  magagna. Io ti sarò sempre accanto". Bruce, grazie di averci fatto battere il cuore all'impazzata, facendocelo rimbalzare in gola,accarezzandolo e coccolandolo come solo tu sai fare. Per l'ennesima volta hai conquistato San Siro, che è e sarà sempre la tua casa.

See you, Boss! Thank you for good times... before the good times fly away!




permalink | inviato da Sonny De il 4/6/2013 alle 15:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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