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20 maggio 2013

LO STAGNARO BLOOMBERG - di Sonny Delvecchio


Se qualcuno ci venisse a dire: "fare l'idraulico può essere una soluzione migliore che frequentare Harvad", forse lo accompagneremmo presso il più vicino centro psichiatrico, magari trasportandolo in ambulanza e, in casi estremi, facendogli indossare una confortevole camicia di forza.

Questo non è accaduto a New York, dove il sindaco Michael Bloomberg ha proferito questa elefantiaca minchiata, senza essere prontamente internato. I newyorkesi che da parecchi anni ormai amano (e odiano) il loro sindaco, sono abituati a queste sparate e alle sue bislacche crociate, come quella che ha finito per bollare come terroristi i fumatori newyorkesi.

Il salomonico primo cittadino ha suggerito agli studenti che non eccellono all’università di lasciar perdere gli studi, rimboccarsi le maniche, appropinquarsi a tubi gocciolanti e a rinunciare a strampalati sogni di gloria. Uno studente statunitense spende in quattro anni di college una cifra che si aggira intorno ai cinquantamila dollari (sic!) solo in tasse universitarie. Senza guadagnare un dollaro. La trafila è presto detto: lo studente chiede un prestito e quel prestito diverrà il suo cruccio per almeno una decina d'anni, ossia il tempo minimo nel quale lo studente può sperare di estinguere il debito. Al sindaco Bloomberg non è passata neppure per l'anticamera del cervello che il vero problema non sono gli studenti, bensì le tasse universitarie.

Immaginatevi che gioia avranno provato dinnanzi a queste parole delicate quei poveri studenti che, non essendo Einstein (che pare avrebbe voluto essere proprio un idraulico in un'altra vita... Appunto: in un'altra vita...), devono faticare il doppio sui libri, a volte senza neppure portare a casa risultati soddisfacenti.

È straordinario sentirsi quasi derisi da grassi milionari, ministri senza titoli, personalità di spicco che si credono i padroni della verità. Per costoro il futuro migliore per i giovani sarebbe con una chiave inglese in mano, piuttosto che con un buon libro.

Anche in Italia, gente del calibro di Brunetta e di Elsa Fornero (solo per citarne due) si diletta a irridere gli sforzi di ragazzi che auspicano, magari, di costruirsi un futuro migliore di quello del padre operaio o idraulico e che per tutta risposta vengono perfino definiti con disprezzo "choosy", nonostante si dannino l'anima, avventurandosi per necessità in lavori precari, con un tornaconto economico risibile e oltretutto deprimenti.

È come se questi alti papaveri della nostra società ci dicessero: "Ragazzi, siete arrivati tardi: quello che potevate mangiare ce lo siamo già pappato noi, senza neppure lasciarvi le briciole...".

Quanto è bello essere giovani nel 2013. È proprio meraviglioso...

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