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9 maggio 2013

SCHIFANI DETTO BLADE RUNNER - di Sonny Delvecchio

Neppure il tempo di beccarsi la conferma in appello della condanna di 4 anni di reclusioni, 5 di interdizione da pubblici uffici e 3 da cariche amministrative, che i Silvio's Angels si sono trincerati attorno al loro capo. Particolarmente toccanti le parole dell'ex presidente del Senato (sic!) Renato Schifani: "Continua la persecuzione giudiziaria nei confronti del presidente Berlusconi, leader politico che ha il consenso di dieci milioni di elettori. Evidentemente, per una certa magistratura, la stagione della pacificazione è ancora lontana e forse non arriverà mai".
Dichiarazioni che farebbero impallidire gli sceneggiatori di Blade Runner per la loro portata fantascientifica. Seguendo letteralmente le elucubrazioni di Schifani, ne consegue che la magistratura non dovrebbe perseguire B perché ha il consenso di dieci milioni di italiani. Quindi, ragionando in parallelo, se Pacciani avesse avuto dieci milioni di elettori, Schifani si sarebbe stracciato le vesti, denunciando una persecuzione nei suoi confronti? Se Bernardo Provenzano e Totò Riina avessero dieci milioni di elettori, Schifani parlerebbe di lontana pacificazione tra Stato e Mafia?
La costipazione mentale dei lobotomizzati del Pdl fa quasi tenerezza, anche perché non si riesce a capire come questi poveri sventurati interpretino la Logica. Kant e Hegel si sarebbero suicidati se avessero incontrato Capezzone o Brunetta. Ma in fondo bisogna avere anche un po' di comprensione nei confronti dei Silvio's Angels: si erano abituati a vedere il loro leader prescritto grazie a gentili leggi ad hoc, da lui stesso ideate, ma presentate con la gentile disponibilità di vari prestanomi. 
Ma anche il più grande inventore prima o poi è destinato a commettere un'imprudenza, comunemente nota come "cazzata". Quella commessa da B è stata di non andare in esilio al momento opportuno. 
L'avrà fatto per noi? Perché non poteva permettere di lasciare l'Italia a Grillo e ai comunisti? Grazie per il pensiero, Silvio, ma non avremmo disdegnato di vedere finalmente gettate le basi per un paese moderno, con una destra che facesse mea culpa per gli errori madornali, reiterati e mai ammessi, di vent'anni di politica sciagurata, votata alla tutela degli interessi di un sol uomo, dei suoi amici e degli amici degli amici.
È proprio un peccato che in questo clima di pacificazione in stile "volemose bbbene", rispunti la magistratura, pronta a mettere ancora una volta i bastoni tra le ruote di Silvio. Perché è innegabile, quasi ovvio, che sia colpa della magistratura se B ha, come è stato scritto nella sentenza di primo grado - confermata in appello - "una grande capacità a delinquere.. di ideatore di una attività delittuosa tesa ad una scientifica e sistematica evasione di portata eccezionale...".
Caro Schifani, Le doniamo le parole di un certo Aristofane: "La gioventù diverrà vecchiaia, l'immaturità si perderà via via, l'ignoranza può diventare istruzione e l'ubriachezza sobrietà, ma la stupidità dura per sempre". 
E come commentava Nino Manfredi nel film "C'eravamo tanto amati": a poco intenditor, buone parole...

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