Liquida
LA GIORNATA DELLA MEMORIA - di Lucia Delgrosso | lemanineicapelli | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

 
lemanineicapelli 
QUANDO LO SCETTICISMO SI TRADUCE IN UN SEMPLICE GESTO.
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Voglio Scendere
Studi e Proiezioni
Palestina Libera!
Orizzonti Nuovi
Cinema
Cinema
I Governi Italiani
Massimo Donadi
Blog di Beppe Grillo
L'Espresso
La Repubblica
Paul Ginsborg
2più2uguale5
Libero Fischio
Dagospia
Disinformazione
Informazio Corretta
Bluewitch
  cerca


 

diario | La Panchina Della Domenica | Domandare è Lecito | Cultura e dintorni | Pensieri Disagiati | Società in versi | Il Grande Cinema | Foreign Affairs | La Voce del Popolo | L'Angolo degli Esclusi | Dove osano le Mafie | Lettere dall'Italia | Scrittori senza gloria |
 
Diario
380782visite.

28 gennaio 2012

LA GIORNATA DELLA MEMORIA - di Lucia Delgrosso




C'è una ragione per cui siamo dotati di memoria. Già i presocratici ce l'avevano spiegato: perché l'Essere è eterno e immutabile e scorre sempre uguale sotto il Divenire. E sotto il velo del Divenire mostra sempre la stessa faccia: la memoria serve a riconoscerla. E nei suoi tratti c'è la congenita escrescenza del Male che gli deturpa i connotati e che da sempre gli uomini hanno fatto e subìto. Gli antichi non sapevano dove fosse acquattato, sapevano solo che ce n'era per tutti e il caso lo dispensava senza riguardo a colpe e meriti. Giobbe era giusto, ma perse tutti i figli e finì solo, povero e coperto di pustole solo per una scommessa tra Dio e il Diavolo. E quando ne chiese conto a Dio gli fu risposto: "C'eri tu quando ho creato il Cielo e la Terra? Perciò non parlare di Giustizia a me: così è e tu non puoi sapere". Perciò il Bene e il Male non erano cose che gli uomini decidevano per loro conto, erano parola di Dio o idee fisse nell'Iperuranio: tutto quello che potevano fare gli uomini era governare gli Stati tenendo la barra fissa su quell'idea di Bene uscita dalla mente di un dio e realizzare la Giustizia.  E tenere fuori il Male dalle cose di governo. Perciò mai avrebbero teorizzato che "Il fine giustifica i mezzi": il Bene si compie per mezzo del Bene,  il Male lo scagliano gli dei con i fulmini. Poi la modernità travolse questo schema di pensiero, l'uomo spostò il destino dal Cielo alla Terra e si ribellò  all'ineluttabilità del Male. Inaugurò un'era sgombra da dogmi e autorità celesti: il destino ce lo facciamo noi su questa Terra. Compreso il Male, che non vola sulla coda di un fulmine, ma è conseguenza dei nostri atti: la libertà comporta responsabilità. Ma non lo si può eliminare del tutto, è una delle facce dell'uomo, fa parte dell'Essere. Lo si può ingabbiare però, ora che non è più un'entità metafisica che piove sulla testa degli uomini: questo è il compito degli Stati. Lo si può strappare dalle mani dei singoli uomini per impedire loro di farsi del male reciprocamente e racchiuderlo nello scettro del Potere, l'unico autorizzato ad esercitare la violenza per realizzare il Bene. Il Leviatano di Hobbes: lo Stato che usa eserciti, sbirri, carceri e tutto l'armamentario del Male per realizzare il Bene. Ha funzionato questo modello? Nella prassi a volte bene e a volte male, come tutte le cose degli uomini, più volte male che bene. E poi non era il Leviatano di tutti, ma delle classi dominanti: venisse dal Cielo o dallo Stato, la violenza tanto cieca non è, va a cercare i deboli.  Ma concettualmente lo schema reggeva: la giungla è peggio e anche per il più derelitto degli uomini ci poteva essere un giudice a Berlino che reprimesse con la violenza delle leggi . E poi la catastrofe: il Leviatano impazzì. Oggi ricordiamo i giorni in cui si scatenò la sua furia. Il Male che gli uomini accettavano come mezzo affinché fosse realizzato il loro Bene divenne fine a sè stesso e fu allora che fini l'era della modernità che a partire dai decenni a cavallo tra il '500 e il '600 regalò agli uomini il sogno di cavalcare il Leviatano. Allora si capì che poteva tornare ad essere la bestia feroce che usa la tecnica e la macchina burocratica oliata di uno Stato efficiente e ben organizzato per far funzionare al meglio i forni crematori. E oggi nel giorno della memoria ritorniamo a quella barbarie scatenata non dall'essenza di Stato, ma dallo Stato stesso. Un Leviatano che credevamo di avere di nuovo imbrigliato e addomesticato da Costituzioni democratiche e leggi giuste, ma che sta di nuovo impazzendo perché ha perso i suoi confini nel mare della globalizzazione e le sue leggi hanno le armi spuntate da un'ansia competitiva che mette individui contro individui, razze contro razze, corporazione contro corporazione e territori contro territori in conflitto permanente. E lui è troppo piccolo per governare tutto questo, i pezzi che governa da una parte risentono di spinte sovranazionali, dall'altra regrediscono a livello locale o corporativo. E' così che impazziscono i Leviatani: quando un conflitto non viene composto e la parte che vince si serve dello Stato per fare piazza pulita. E chi pensa che i forni crematori siano una paranoia andasse a dare un'occhiata alle mille pulizie etniche o religiose in giro per il mondo. E se è vero che la memoria non serve solo ad onorare le vittime, ma anche a riconoscere i pericoli che affliggono sempre uguali l'umanità, riflettesse sulla violenza e prepotenza che stanno percorrendo il nostro Paese in questi giorni. Dove "parti" si arrogano il diritto di far valere le loro ragioni in contrasto con l'interesse comune dello stato. Il primo passo verso la barbarie. Vale per l'Italia, come per la Grecia, come per la Germania. Nessuna ce la può fare da sola a guidare bene il Leviatano, ma ce la possono fare unite. In una grande Europa democratica in grado di governare processi sovranazionali e impedire le derive di parte. Un Leviatano buono capace di dispiegare la giustizia del bene comune contro l'egoismo di gruppo.



sfoglia
dicembre        febbraio