Liquida
J.EDGAR, LA PERLA DI CLINT - di Sonny Delvecchio | lemanineicapelli | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

 
lemanineicapelli 
QUANDO LO SCETTICISMO SI TRADUCE IN UN SEMPLICE GESTO.
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Voglio Scendere
Studi e Proiezioni
Palestina Libera!
Orizzonti Nuovi
Cinema
Cinema
I Governi Italiani
Massimo Donadi
Blog di Beppe Grillo
L'Espresso
La Repubblica
Paul Ginsborg
2più2uguale5
Libero Fischio
Dagospia
Disinformazione
Informazio Corretta
Bluewitch
  cerca


 

diario | La Panchina Della Domenica | Domandare è Lecito | Cultura e dintorni | Pensieri Disagiati | Società in versi | Il Grande Cinema | Foreign Affairs | La Voce del Popolo | L'Angolo degli Esclusi | Dove osano le Mafie | Lettere dall'Italia | Scrittori senza gloria |
 
Diario
1visite.

12 gennaio 2012

J.EDGAR, LA PERLA DI CLINT - di Sonny Delvecchio



Con “J Edgar” Eastwood ha scelto di regalare al grande pubblico la biografia di uno dei personaggi più controversi del secolo scorso: John Edgar Hoover.

Fu direttore, ideatore e creatore dell'FBI, e a capo di questa organizzazione trascorse quasi tutta la vita: dal 1924 fino alla sua morte avvenuta nel 1972.

Clint porta sul grande schermo la sua versione del personaggio, una figura solitaria per natura e per scelta, un uomo che viveva per lavorare, circondato soltanto dall'incensamento materno e dalla propria ambizione. Ossessionato dalla difesa di una società nella quale non sarebbe mai riuscito ad inserirsi. Dotato di una capacità d'inventiva seconda solo al suo spasmodico protagonismo. L'irrefrenabile terrore e l'inestinguibile odio per tutto ciò che poteva rappresentare una minaccia o anche un semplice cambiamento o addirittura un altro modo di pensare fecero di lui un vero e proprio maniaco della sicurezza, che meticolosamente cambiò i connotati del Bureau, trasformandolo nella più efficiente macchina federale tuttora perfettamente funzionante.

Alla morte di Hoover, Nixon cercò anche di entrare in possesso del misterioso archivio riservato che Hoover aveva creato in quasi cinquant'anni, archivio che aveva intimorito sia Nixon sia tutti i suoi predecessori. In seguito fu lo stesso Nixon a firmare un decreto che avrebbe impedito a chiunque altro di occupare il posto di direttore dell'FBI per più di 10 anni, rendendo Hoover un'eccezione pari a Franklin Delano Roosvelt, l'unico ad essere nominato presidente per tre mandati consecutivi.

Le tinte, i giochi di chiaroscuro, in cui si alternano sequenze quasi buie a tratti di chiarore quasi accecanti, e la caratteristica luce caravaggiesca hanno reso inconfondibile lo stile di Eastwood, che trova una perfetta espressione anche in questa pellicola, mettendo a nudo anche solo con l'immagine l'intimità dell'animo di una figura oscura e controversa con J. Edgar Hoover.

Quando i libri di Storia del Cinema parleranno (e già ne parlano!) del Clint Eastwood regista, oltre alla sua grandiosità, celebreranno il merito di aver dato vita all'Espressionismo cinematografico del XXI secolo.

Voto: 9


sfoglia
dicembre        febbraio