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QUANDO LO SCETTICISMO SI TRADUCE IN UN SEMPLICE GESTO.
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30 maggio 2011

L'ALBA DI UNA NUOVA ERA



Se qualche mese fa ci avessero detto che Pisapia e De Magistris avrebbero aperto le porte del Sunset Boulevard berlusconiana, forse avremmo liquidato il vaticino come “cazzata mastodontica” o forse avremmo chiamato direttamente la Neurodeliri.

E invece Milano e Napoli, madri indiscusse della miracolistica e plutocrate ideologia berlusconiana, si sono messe a capo di un tornado che ha stravolto la politica italiana. Milano, già fin troppo preoccupata per le infiltrazioni mafiose nell'Expo e per lo strangolamento cementifero, ha scelto Pisapia. Napoli, vittima dell'illusionistico e mendace miracolismo del berlusconismo, si è riversata in massa su De Magistris. Così gli spaventapasseri di B si sono dovuti arrendere alla stessa volontà popolare che da mesi (o anni?) sventolano impropriamente contro il fantomatico potere delle toghe rosse.

Analizzando attentamente, forse potremmo concludere che l'artefice occulto di questa vittoria schiacciante sia proprio B, che ha fatto di tutto per spingere gli elettori verso sinistra. Come?

In tutte le maniere possibili! Incendiando la campagna elettorale, svuotandola dei programmi dei suoi candidati, terrorizzando gli elettori con fantasmagorici campi rom in piazza Duomo e gigantesche moschee, proponendo, senza il minimo senso del pudore, di cancellare multe arretrate o Ecopass (lo stesso Ecopass creato e difeso proprio da loro). Inoltre, le scene commoventi del povero Silvio, che implorava Obama di intervenire con la Nato contro la dittatura dei giudici italiani, non sono bastate a risollevare le sorti di queste elezioni. Quindi, oltre al merito dei vincitori, bisogna dare a Silvio quel che è di Silvio...

E la Sinistra? Beh, nonostante la doppia candidatura di De Magistris-Morcone a Napoli, almeno questa volta è riuscita a non tirarsi la zappa sui piedi. Ha presentato (grazie alle primarie, più o meno gradite) volti puliti e affidabili. Ma soprattutto nuovi! È riuscita a parlare ai cittadini, senza usarli, ma ascoltandoli, facendo tesoro delle critiche, dei bisogni e dei consigli.

Questi due volti, così diversi eppure così uguali, incarnano le nuove speranze della gente, una nuova chance non solo per la Sinistra, ma per l'Italia intera, quell'Italia che vuole cambiare, che vuole un'alternativa allo stato “berluscronico” che perdura oramai da troppi anni. Oggi è toccato a Milano, Napoli, Torino, Bologna, Cagliari (e la lista continua...), ma domani forse potrebbe essere il turno del governo del paese.

Ergo, diamo il via ai festeggiamenti, ma da domani si dovrà riversare l'entusiasmo della vittoria nell'amministrazione delle città conquistate, restituendo loro lustro e credibilità, senza pensare soltanto alle grandi infrastrutture, ma anche e soprattutto ai più deboli. Alle classi più disagiate, a chi rischia di essere schiacciato dal peso di Milano e di Napoli, che dovranno essere sottoposte a una “dieta ferrea” per tornare ad essere città a misura d'uomo. Forse il compito più difficile comincia adesso, ma non deve spaventare: dalla Madunina fino al Vesuvio soffia un vento nuovo, un'idea fresca ed estranea al berlusconismo, improntata su una politica dei cittadini e per i cittadini, che potrà finalmente apporre una metaforica pietra tombale su questo terribile ventennio di democratura plutomediatica.

E mentre la stella del berlusconismo si avvia così a un inesorabile tramonto, all'orizzonte si può già scorgere l'alba di una nuova era. Speriamo solo che non sia un miraggio...


Sonny De


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