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Diario
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17 aprile 2011

PROF ROSSO NON AVRAI IL MIO SCALPO



Finalmente abbiamo scoperto quale sia il vero problema della scuola italiana. Pensavate che fossero i mancati fondi per la scuola pubblica? O le ultime tre riforme della scuola, catalogabili sotto la voce “pirlate colossali”? O la scarsa qualità di apprendimento delle nuove generazioni? No, niente di tutto questo. Il premier, che di studenti (ma soprattutto di studentesse) se ne intende, ha svelato l'arcano a tutta quell'Italia che aveva queste convinzioni: il problema della scuola è rappresentato dagli insegnanti di sinistra. Badate bene, non dallo scarso livello di preparazione del corpo docenti, ma dell'orientamento politico del suddetto corpo. Che strabiliante teorema! Che inoppugnabile verità! Allora, potremmo anche dire che il problema degli incidenti stradali è rappresentato dal volante a sinistra, o che l'agricoltura non è più quella di una volta perché non ci sono più le mezze stagioni...

Si vocifera che il casto premier, in una notte di solitudine, priva di bunga bunga, abbia fatto incetta dei film con Edwige Fenech, creandosi una proiezione mentale (ovviamente porno) dell'insegnante modello del centrodestra: possibilmente semi nuda, con abiti succinti, che lancia sguardi provocanti ai suoi studenti, che spasimano in stile Avaro Vitali. Ma poi chi lo avrebbe spiegato agli amici prelati?

Così un'idea tanto brillante (che solo un individuo sotto effetto di psicofarmaci poteva sfornare) resta nel cassetto.

Quindi non resta che scagliarsi contro la Sinistra, che rappresenta una sorta di jolly per queste occasioni. Secondo le tesi dello psicopatico, il medioevo politico/sociale in cui ci troviamo è frutto degli insegnanti di Sinistra che traviano i figli di cattolici.

In Italia il lavoro di insegnante è già bistratto abbastanza per svariati motivi, oltre a essere sempre meno gratificante dal punto di vista economico e personale. In più questo governo accusa indebitamente questa figura, che dovrebbe essere il cardine della nostra società, come la vera causa della perdita dei valori della famiglia. La colpa non è di certe televisioni che trasmettono programmi palesemente diseducativi e di inesistente spessore culturale. La colpa non è di un certo tipo di cinema, che produce le cosiddette “cagate pazzesche” (e non parliamo della Corazzata Potemkin), le cui punte di diamante sono i cinepanettoni di Boldi e De Sica (figlio). La colpa non è di quei personaggi pubblici che conducono una vita fatta di mignotte e bagordi, ossessionati dal sesso e dai soldi, che offrono ai giovani pessimi esempi educativi. No, la colpa è degli insegnanti di sinistra, incazzati con coloro che stanno distruggendo il paese e quel poco di buono che si era fatto per esso, incazzati per la degradante situazione in cui versano buona parte degli adolescenti, più interessati ai personaggi del Grande Fratello che a Garibaldi e Mazzini, incazzati essere considerati alla stregua delle babysitter e in più tacciati di parzialità nello svolgimento del loro lavoro. Qualsiasi insegnante sano di mente si sarebbe (e si è) ribellato di fronte alla riforma Gelmini, capace di spazzare via 220 mila posti di lavoro nella Scuola.

Questo governo ha così tratteggiato la una nuova figura di docente, più consono alla tradizione italiana (Edwige Fenech a parte). In stile ventennio, tanto per intenderci. Docenti che tessono le lodi del capo del Governo, che ne esaltano le azioni e i successi, senza divulgare gli insuccessi, che criticano coloro che si oppongono, tacciandoli di disfattismo, che inculcano nei ragazzi i veri valori italiani della famiglia patriarcale, con il comando in mano all'uomo, mentre la donna alleva i figli, pulisce e si occupa della casa.

Ma del resto, cosa ci si può aspettare da gente che tappezza la città di Milano con frasi come “Via le Br dalle Procure” oppure “Toghe rosse contro la democrazia”, che antepone gli interessi del singolo a quelli comuni, che stentano a rendersi conto di quali siano i veri problemi di questo maledetto paese?

Speriamo soltanto di svegliarci presto da questo incubo, che sta durando molto più di quanto ci potessimo aspettare...


Sonny De


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