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QUANDO LO SCETTICISMO SI TRADUCE IN UN SEMPLICE GESTO.
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27 febbraio 2011

LA FANTASTORIA DI B



È noto a tutti coloro che non hanno il cervello in formaldeide che la demenza senile di B galoppa a grandi falcate e che i suoi memorabili sketch si stiano tramutando nella triste parodia di un anziano signore con manie di protagonismo. Ma B non si dà per vinto.

E così si è presentato come ospite al congresso dei Cristiano Riformisti, palesemente aggrovigliati in questo strano ossimoro paragonabile a “farfalle carnivore” o “pecore allupate”, sperando di regalare alla platea qualche barlume del suo celeberrimo humour da fallito.

Storici e annalisti, tenetevi forte: nel '94 B. ci ha salvato dal pericolo che l'ideologia più disumana e criminale della storia – il comunismo – potesse prevalere in Italia. E B, che ha fatto del pericolo il suo mestiere, sprezzante del pericolo rosso alle porte, che ha fatto? Ha preso un movimento secessionista (la Lega) e l'ha istituzionalizzato (roba che neanche i gesuiti in Sudamerica), cercando poi di mettere insieme i resti di quei partiti che non si erano potuti presentare col loro simbolo alle elezioni del '93 (notare bene: le elezioni del '93 non sono mai avvenute), tra cui personaggi della Dc, che secondo il premier era stata spazzata via dalla Procura di Milano. Il tutto per un semplice motivo: impedire che il Partito Comunista col 34% dei seggi conquistasse l'82% dei seggi in Parlamento, grazie a una legge elettorale voluta proprio dai comunisti.

Riuscire a riportare l'ordine in una fucina di minchiate, è un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo, visto che B, mancato professore di Storia contemporanea, ha dimostrato quanto possano essere dannosi gli effetti devastanti dell'Alzheimer e le carenze contenutistiche e concettuali nello studio della storia. Iniziamo da principio: tra l'89 e il '91 con la svolta della Bolognina, capeggiata da Occhetto, il Partito Comunista si era sciolto (visto il progressivo disgregamento dell'Urss), rinascendo dalle proprie ceneri come forza moderata sotto il nome di Partito dei Democratici di Sinistra. Ergo il Partito Comunista alle elezioni del '94 (Silvio era il '94, non il '93) era già un ricordo. Capitolo Democrazia Cristina. non era stata vittima di un golpe da parte della Procura di Milano, bensì dal crollo del muro di Berlino e dallo scioglimento dello stesso Pc: venuto a mancare lo storico avversario di tante lotte politiche (e non solo), lo scudo crociato in campo bianco aveva perso la sua utilità, come i suoi personaggi di spicco, intrappolati nell'articolato sistema clientelar/tangentista, con la complicità e il tacito assenso del Psi di Craxi, amico e protettore del fondatore e proprietario di Fininvest (che si tratti di B?). La Storia (quella vera, non quella zeppa di illazioni e cazzate di B) ha ribattezzato quella stagione col nome di Tangentopoli, dove i ladri e gli approfittatori furono finalmente chiamati a rispondere delle loro azioni penalmente perseguibili.

Il premier però, anziché abbandonare il pulpito, ha proseguito imperterrito nella narrazione della sua epopea patriottica, condividendo con la platea le parole di Santa Mamma Rosa (già in lista di beatificazioni per svariati miracoli) alla notizia della prossima discesa in campo del figlio e di come lo abbia “cassandricamente” ammonito che stampa (notoriamente in mano alla Sinistra) e giudici (notoriamente comunisti) lo avrebbero ostacolato in tutti i modi. Ma che avrebbe dovuto farlo, per contrastare quei comunisti che in 100 anni avevano fatto ben 100 milioni di morti (dati raccolti dall'Istituto Statistico per le Minchiate del Premier, noto anche con la sigla ISMP).

Ma ormai la sala era in shock anafilattico, il che giustifica gli applausi scroscianti, le lacrime e le urla di gioia a cuore aperto, mentre la gente a casa, salvatasi dalla lobotomia stile Capezzone, si accontentava di recarsi in bagno in preda ai conati di vomito.

Poi terminato lo sproloquio storiografico, B ha iniziato a vaneggiare riguardo “la realizzazione personale di ciascuno di noi, di poter educare i propri figli liberamente, senza dover essere obbligati a mandare i propri pargoli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnati che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quei principi che i genitori vogliono inculcare nei loro figli, educandoli nell'ambito della loro famiglia”. Chi meglio di B poteva lanciare un così limpido attacco alla scuola pubblica, già abbondantemente bistrattata dai suoi governi, e allo stesso tempo lodare con un così perentorio panegirico la Famiglia, di cui B stesso è ottimo rappresentante, avendone perfino due. Che gliel'abbiano inculcato i genitori? O forse l'amico Gheddafi? Mistero...

Infine è partito il cosiddetto valzer delle promesse da marinaio: politiche economiche per famiglie e per donne che vogliono fare le mamme, e sacrosante agevolazioni fiscali, il tutto inserito in riforme improrogabili che il governo si impegnerà a portare a compimento prima della fine della legislatura. Ci si domanda solo dove siano stati mr.B e le sue leggi “ad mammam” in ben 8 anni di governo Berlusconi tra il 2001 e il 2011. Ma si sa che la mamma è sempre la mamma, e che le balle di B restano balle, anche (e soprattutto) se ripetute al congresso dei Cristiano Riformisti.

Usando le parole del grande Faber riguardo la prosecuzione della sermone di San Silvio da Arcore “ciò che accadde... non posso dirlo per intero, ma lo spettacolo fu avvincente e la suspance ci fu davvero”, vi risparmiamo il folle epilogo in cui, sbarrando la strada alle coppie gay, alle adozioni per i single e per gli stessi gay, e senza contare le fantasmagoriche teorie golpistiche sulle intercettazioni, B ha di fatto consegnato il nostro paese a un periodo prossimo al Neolitico, sia per apertura mentale sia per capacità cognitive. Non che si aspettasse un nuovo Rinascimento, ma quanto meno non il totale sprofondamento verso l'Età della Pietra (il bunga bunga era un evidente segnale dell'avvento di una nuova società di stampo tribale).

Caro Silvio, presto o tardi, la Storia ti giudicherà. Per ora ci accontentiamo della ripresa dei tuoi processi (più quello nuovo fiammante). E speriamo che tu possa perdonare se ad alcuni di noi scapperà da ridere...


Sonny De


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