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Diario
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26 febbraio 2011

IL GRINTA



Scontrarsi con l'icona del western per eccellenza, mr. John Wayne, e tentare di dare un volto nuovo a Il Grinta, pellicola firmata dal celebre Henry Hathaway nel 1969, sembrava un'impresa folle, ma i fratelli Coen non si sono lasciati intimidire.

I due fratellini avevano bisogno di un grande attore per l'arduo ruolo di Rooster Cogburn (detto il Grinta). E chi vanno a pescare quei furbacchioni? Proprio quell'attore che rese un'icona la figura di Drugo ne Il grande Lebowski: Jeff Bridges, volto mai davvero valorizzato dalla critica e dagli studios, fresco della rivalsa personale dello scorso anno in cui ha messo in bacheca un Golden Globe e un Oscar per la straordinaria interpretazione in Crazy Heart.

Bridges davanti alla monumentale figura di John Wayne si sarà sentito come un insetto di fronte a un gigante, ma la sfida era troppo intrigante per rinunciare.

E così i Coen e Bridges si sono messi al lavoro, e il risultato è stato davvero sorprendente.

Tolto il velo leggendario del vecchio West, già da tempo svestito della sua aura, i Coen hanno restituito un po' di sana realtà a quel 1878, in cui si svolge la vicenda. Il Grinta patinato di Wayne viene tramutato in un rozzo e burbero vice sceriffo federale con l'anima legata a doppio filo alla bottiglia. Oppure, usando le parole dello stesso Bridges nei panni di Cogburn “un povero vecchio idiota che si è fatto trascinare in un'impresa impossibile da un'arpia coi pantaloni e da un vaccaro babbeo”.

Già, perché la vicenda scaturisce dalla brama di vendetta della quattordicenne Mattie Ross, decisa a vendicare la morte del padre assassinato da un certo Chaney. L'esile ragazzina con la lingua affilata decide di assoldare proprio Rooster Cogburn il quale, dopo vari rifiuti, si fa assumere dalla piccola Mattie per catturare Chaney, interpretato da Josh Brolin (già protagonista di un'altra perla dei Coen, il pluri premiato Non è un paese per vecchi). A questa strana coppia si aggiungerà poi LeBoeuf (Matt Damon), un Texas Ranger - anch'egli a caccia di Chaney per un crimine commesso in Texas - una sorta di antenato del nostro Chuck Norris, imbalsamato in un portamento scomodo per il West e poco consono a un territorio in cui la Legge e la Giustizia non erano ancora cosa certa (perché? Ora lo sono?).

Questo film rappresenta gli ultimi giorni di quel West, che ebbe l'ultimo sussulto solo un paio d'anni prima a Little Bighorn e che in poco tempo si sarebbe trasformato in un'attrazione da circo, inghiottito dall'oblio del tempo e dall'avanzare del progresso (tematiche già analizzate dal grande Sergio Leone).

I continui richiami alla religione mettono in rilievo una delle più macroscopiche anomalie di quel West capace di genuflettersi di fronte a Dio, ma senza togliere la mano dalla pistola.

Il Grinta non avrà certo vita facile la notte degli Oscar in cui si contenderà la regia con


  • Il cigno nero

  • The social network

  • Il discorso del re

  • The Fighter.


Anche più ardua sarà la strada per l'Oscar come miglior film nel quale sono pronti a darsi battaglia


  • Il cigno nero

  • Inception

  • Il discorso del re

  • The Social network

  • The Fighter

  • I Ragazzi stanno bene

  • 127 Ore

  • Un gelido inverno

Mentre il vecchio Jeff si ritroverà a contendersi l'Oscar come miglior attore con

  • Javier Bardem

  • Jessie Eisenberg

  • Colin Firth

  • James Franco.


Se ascoltassimo i bookmakers, Colin Firth, capace di una straordinaria interpretazione ne Il discorso del re, avrebbe già le mani sull'ambita statuetta, ma a volte gli Academy Awards hanno regalano colpi di scena non indifferenti (basti ricordare Avatar e i suoi mancati Oscar per miglior regia e miglior).

Dati storiografici attestano che il film di Hathaway del '69 fu l'unica pellicola per cui John Wayne ricevette l'Oscar come miglior attore. Chissà che questo fatto non possa essere di buon auspicio anche per Jeff...


Sonny De


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